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Si possono prendere tutte le ferie lavorando all'estero?

jeune homme partant en cong?
westend61 / Envato Elements
Scritto daAsaël Häzaqil 20 Maggio 2026

Mentre alcuni esitano a prendere le ferie per paura di essere sostituiti dall'IA, altri ci tengono a godersi ogni giorno di vacanza fino all'ultimo. E nel tuo Paese d'espatrio? La cultura del lavoro ti permette di organizzare le ferie come preferisci? Cosa prevede la legge?

Lavorare all'estero: ferie e congedi a confronto

È un motivo in più, da aggiungere ad altri, per scegliere l'Europa come destinazione lavorativa. Il Vecchio Continente è rinomato per la generosità in materia di ferie retribuite. L'Estonia vince su tutti, con 28 giorni all'anno. Il Lussemburgo (26 giorni), l'Austria, la Danimarca, la Svezia e la Francia seguono a ruota (25 giorni). Poi ci sono Finlandia, Germania e Malta. Gli altri paesi europei oscillano tra 20 e 22 giorni di ferie annuali, senza contare i giorni festivi.

Gli espatriati che lavorano nell'Unione europea beneficiano di un quadro normativo favorevole: nei paesi UE i lavoratori hanno diritto ad almeno 4 settimane di ferie retribuite all'anno. Questo numero di giorni non dipende dall'anzianità lavorativa, ma si applica a tutti indistintamente.

La cultura delle ferie: il peso della legge

Il quadro normativo contribuisce a spiegare la cultura delle ferie nei paesi UE: le ferie fanno parte integrante della vita professionale. Di norma vengono fruite per intero, distribuite nel corso dell'anno o concentrate in un unico periodo. In Francia, ad esempio, le ferie estive ricoprono un ruolo particolare. Non è raro vedere lavoratori dipendenti prendere due o tre settimane di ferie in luglio e agosto. Quel periodo coincide con un rallentamento dell'attività di molte aziende, ad eccezione di alcuni settori come il turismo e il tempo libero, il che favorisce ulteriormente la fruizione delle ferie.

Altri paesi nel mondo dispongono di un quadro legislativo che prevede almeno 4 settimane di ferie annuali, come il Regno Unito (28 giorni). Al contrario, le ferie retribuite sono molto più rare nelle Filippine (5 giorni all'anno), in Messico e in Thailandia (6 giorni), a Singapore (7 giorni), in Canada e in Giappone (10 giorni) e in Israele (11 giorni). I giorni festivi possono far salire il totale complessivo fino a 30 giorni in Giappone, 21 in Israele, 19 in Canada e in Thailandia, 13 in Messico. Le Filippine e Singapore non beneficiano di alcun «bonus per i giorni festivi».

Paesi senza tutele legali sulle ferie

Cosa accade nei Paesi in cui le ferie dei lavoratori dipendenti non sono regolamentate dalla legge? È il caso degli Stati Uniti: a livello federale, le aziende non sono obbligate a concedere ferie ai propri dipendenti, né retribuite né non retribuite. La questione viene quindi definita nel rapporto tra azienda e lavoratore, anche se singoli Stati possono prevedere disposizioni specifiche.

Gli studi sui benefici delle ferie sono ormai numerosi, e la crescente attenzione alla salute mentale sul lavoro rafforza ulteriormente il dibattito sulle ferie retribuite. Negli Stati Uniti, il numero di giorni concessi varia in base all'azienda e all'anzianità del lavoratore: in genere, le imprese offrono tra 10 e 15 giorni di ferie all'anno, con aumenti legati soprattutto agli anni di servizio. E le ferie illimitate? Se ne parla soprattutto nel settore tech. Introdotta già nei primi anni 2000, la rivoluzione delle ferie illimitate continua a far discutere, ma siamo ancora lontani da una vera cultura delle ferie senza limiti: nel 2025, questa pratica riguardava appena il 7% delle aziende americane.

La cultura delle ferie all'estero: cosa succede davvero

Tra quello che prevede la legge e ciò che accade nella pratica, la distanza può essere notevole. È il caso delle ferie retribuite. Per gli espatriati, il modo in cui vengono vissute può trasformarsi in un vero choc culturale. Ma i lavoratori le prendono davvero? Anche quando la legge o il contratto di lavoro lo consentono, molti esitano. Questa esitazione dipende spesso dal contesto del Paese di espatrio: cosa fanno i colleghi? E qual è, concretamente, la cultura delle ferie in quel Paese?

Il caso degli Stati Uniti

Negli Stati Uniti è frequente non fruire della totalità delle ferie che spettano. La cultura del lavoro lo impone: bisogna essere sempre pronti, dimostrare di essere dei gran lavoratori. L'introduzione dell'intelligenza artificiale ha aggiunto ulteriore pressione: per paura di essere sostituiti, un numero crescente di dipendenti rinuncia alle ferie. Alla fine del 2025, il sito di ricerca lavoro Flexjobs ha pubblicato uno studio condotto su 3.000 lavoratori dipendenti americani. Un quarto di loro ha dichiarato di non aver preso nemmeno un giorno di ferie nel 2024. Il 42% si è accontentato di un solo giorno, pur avendo diritto a 10. Il 25% ha riferito che il proprio manager li ha dissuasi dal prendere un'intera settimana.

Tutt'altro che una soluzione miracolosa, le ferie illimitate rischiano in realtà di aggiungere ulteriore pressione. Si stima che i dipendenti che ne beneficiano prendano in media 16 giorni di ferie all'anno: poco più della media americana, ma ben lontano dagli standard europei. Secondo molti lavoratori, le ferie illimitate comportano una responsabilità in più: nessuno si sente davvero libero di prenderne senza limiti, perché entrano in gioco i colleghi, l'azienda e il proprio ruolo al suo interno. Il risultato è che le ferie si usano poco. Secondo diversi analisti, le ferie illimitate servono soprattutto a rendere l'azienda più attraente agli occhi dei candidati.

Il caso del Canada

Il quadro federale fissa 10 giorni di ferie all'anno, ma le regole sull'occupazione in Canada e la prassi in materia di ferie possono variare da una provincia all'altra e da un'azienda all'altra. Ogni territorio o provincia è libero di legiferare in merito. La legge della provincia dell'Alberta, ad esempio, stabilisce che i datori di lavoro hanno l'obbligo di concedere ferie annuali alla maggior parte dei propri dipendenti, in base all'anzianità. Lo stesso principio vale nel Nunavut, dove le ferie vengono calcolate in funzione dell'anzianità. Le province concedono generalmente due settimane di ferie retribuite dopo un anno di attività presso la stessa azienda, e 3 settimane dopo 5 anni di lavoro. Il Saskatchewan è più generoso per il primo anno (3 settimane di ferie dopo un anno), salvo poi allinearsi sulle 4 settimane dopo 10 anni nella stessa azienda.

Il principio delle ferie annuali commisurate all'anzianità è presente anche nel testo federale che definisce le ferie dei lavoratori dipendenti di aziende soggette alla normativa federale (banche, trasporto aereo, agricoltura, poste, telecomunicazioni, pubblica amministrazione…). Gli accordi aziendali possono inoltre regolamentare la fruizione delle ferie. Un'azienda è quindi libera di offrire più ferie retribuite di quante ne preveda la legge provinciale. Queste ferie aggiuntive possono assumere la forma di veri e propri bonus, la cui entità dipende spesso dalla posizione ricoperta: più il ruolo è elevato, maggiore è la probabilità di disporre di un numero consistente di giorni di ferie. Alcune aziende utilizzano proprio questa leva per attrarre talenti locali e stranieri. Attenzione, però: il numero totale di giorni rimane entro proporzioni accettabili per la cultura canadese. Raggiungere gli standard dei paesi europei è fuori questione.

Lavorare all'estero: conviene prendere tutte le ferie?

È una questione spinosa per molti espatriati, soprattutto per chi proviene da paesi generosi in materia di ferie. Passare da 4 settimane di ferie retribuite all'anno a 6 giorni rappresenta un sacrificio non indifferente. L'altra difficoltà risiede nella fruizione stessa delle ferie: la cultura del lavoro varia da paese a paese, e prendere tutti i giorni che spettano non è sempre visto di buon occhio, fermo restando che molto dipende anche dalla cultura interna all'azienda. Il cerchio sembra stringersi ulteriormente quando si constata che i paesi con poche ferie sono anche quelli in cui la cultura dell'essere sempre disponibili è più radicata: sempre pronti a lavorare, sempre pronti a rinunciare a qualche giorno di riposo.

Come orientarsi? Prima di tutto è bene ricordare che la legge del paese straniero, o la legge provinciale o gli accordi aziendali, può obbligare il lavoratore a fruire delle ferie entro l'anno. Esiste spesso un periodo predeterminato, detto periodo di riferimento, entro cui le ferie devono essere godute. Se non vengono fruite, decadono. Le ferie non sono sempre riportabili all'anno successivo: meglio informarsi prima di pensare di accumularle.

Le ferie non godute possono essere rimborsate?

Il principio di fondo rimane il seguente: le ferie devono essere fruite nel periodo di riferimento definito dalla legge o da qualsiasi altro testo con valore di regolamento. Esistono tuttavia alcuni casi in cui è previsto il pagamento delle ferie non godute.

Fine del contratto

L'espatriato che termina il proprio contratto senza aver potuto fruire delle ferie riceverà, nell'indennità di fine rapporto, il pagamento dei giorni di ferie non goduti.

Ferie non godute per causa del datore di lavoro

Il dipendente che ha regolarmente richiesto le ferie senza mai ottenere l'approvazione del datore di lavoro può chiedere il pagamento dei giorni non goduti (indennità sostitutiva delle ferie retribuite). La richiesta va presentata di norma all'ufficio paghe dell'azienda e deve essere adeguatamente documentata. Spetta all'espatriato dimostrare che l'azienda non gli ha consentito di fruire delle ferie.

Disposizioni previste dal contratto collettivo o dal contratto di lavoro

È possibile che il datore di lavoro preveda il pagamento dei giorni di ferie non goduti, ad esempio in caso di picco di attività che rende impossibile assentarsi. L'indennità sostitutiva delle ferie retribuite può figurare anche nel contratto collettivo applicabile al lavoratore. Negli Stati Uniti, alcune aziende prevedono il pagamento delle ferie non godute, ma non si tratta di una prassi diffusa a livello nazionale: tutto dipende dall'azienda.

Imparare l'arte della disconnessione

Un altro consiglio utile è quello di osservare i colleghi e raccogliere informazioni. Prendono tutti le ferie? Tendono a disconnettersi completamente durante le vacanze, oppure controllano le e-mail ogni tanto? Molti paesi hanno adottato leggi sul diritto alla disconnessione, ma nella pratica staccare la spina resta difficile. Secondo uno studio del 2024 condotto dalla società tedesca Bilendi per il gruppo di marketing Königsteiner, quasi il 50% dei lavoratori dipendenti tedeschi ammetteva di lavorare un po' durante le ferie. Eppure, l'88% di loro riteneva che quel lavoro gratuito non avrebbe portato ad alcuna promozione. Questa difficoltà a disconnettersi riguarda in particolar modo i ruoli con responsabilità di gestione. Negli Stati Uniti si consiglia di tenere d'occhio le e-mail anche in vacanza. In Giappone, meno del 20% dei lavoratori ha fruito della totalità delle ferie retribuite nel 2023.

E se prendere le ferie diventasse una forma di resistenza contro una certa cultura del lavoro? Con la crescente attenzione al benessere nel mercato internazionale del lavoro, sempre più giovani professionisti osano rivendicare i propri diritti. Forse una rivoluzione silenziosa è già in corso.

Lavoro
A proposito di

Asaël Häzaq, web editor specializzato in notizie politiche e socioeconomiche, osserva e decifra le tendenze dell'economia internazionale. Grazie alla sua esperienza come espatriata in Giappone, offre consigli e analisi sulla vita da espatriato: scelta del visto, studi, ricerca di lavoro, vita lavorativa, apprendimento della lingua, scoperta del Paese. Titolare di un Master II in Giurisprudenza - Scienze Politiche, ha sperimentato anche la vita da nomade digitale.

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