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Perché i giovani laureati faticano a trovare un lavoro

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Scritto daAsaël Häzaqil 21 Aprile 2026

La carenza di manodopera in alcuni settori si intreccia con una disoccupazione che, a seconda dei Paesi, fatica a diminuire. I giovani sono particolarmente esposti al rischio di non trovare un impiego nel proprio ambito di specializzazione o in altri settori. In quest'ottica, cosa ne pensano dell'espatrio i lavoratori giovani ?

Trovare il primo lavoro: la battaglia dei neolaureati nel Regno Unito

«Laureato e disoccupato». Secondo l'Office for National Statistics (ONS), il 16,1 % dei giovani tra i 16 e i 24 anni non riesce a trovare un impiego. Si tratta di un valore tre volte superiore alla media nazionale (5,1%). Le principali cause sono la «crisi» internazionale che non accenna a finire, l'aumento costante del salario minimo (+ 6,7 % nel 2025, + 4,1 % nel 2026) e l'incremento dei contributi a carico dei datori di lavoro per la previdenza sociale, passati dal 13,5 % al 15 % nel 2024, insieme all'abbassamento della soglia contributiva da 9.100 a 5.000 sterline annue (GBP).

Aumento dei costi di immigrazione che frenano l'assunzione dei giovani espatriati

La situazione è particolarmente delicata per i laureati stranieri. Secondo loro, alcune aziende rifiuterebbero di assumerli perché non sono britannici. L'inasprimento delle regole sull'immigrazione avviato con la Brexit e proseguito con i governi Sunak e Starmer ha fatto impennare i costi, sia per i futuri impiegati sia per i datori di lavoro. Chi intende trasferirsi nel Regno Unito deve ormai pagare tra 769 e 1.751 GBP di costi per il visto e 1.035 GBP di contributo al Servizio sanitario nazionale (NHS), senza contare eventuali altre spese (ad esempio il costo degli studi nel Regno Unito o il test di inglese). 

L'aumento dei costi riduce le opportunità per i talenti stranieri, soprattutto quando non riescono a trovare un'azienda disposta a sponsorizzarli. Si tratta di una conseguenza voluta dalle autorità britanniche, che puntano proprio a favorire le candidature dei cittadini locali… e dei residenti stranieri già presenti sul territorio (come gli studenti). Molti giovani hanno la sensazione che «il Regno Unito non li voglia» oppure che esista uno scarto tra la politica che viene dichiarata (continuare ad attrarre talenti dall'estero) e la realtà. La precarietà è ancora maggiore per chi non ha un titolo di studio.

L'IA entra in competizione con i neolaureati

Un altro problema riguarda la concorrenza sempre più concreta dell'IA. Il primo impiego include spesso mansioni di base, come l'analisi e il trattamento dei dati, la redazione di report semplici, il supporto alle strategie di comunicazione ecc. Si tratta di attività che richiedono tempo e che oggi possono essere svolte dall'IA. I neolaureati britannici e stranieri lo confermano: competere con l'IA nell'ambito della rapidità è difficile. Le aziende, secondo loro, ricorrono sempre più spesso all'IA per questo tipo di incarichi. 

Il risultato è schiacciante: i posti pensati per il «primo lavoro» diminuiscono. I laureati con titoli importanti si contendono ruoli al di sotto delle proprie competenze, quando non sono costretti a cambiare indirizzo. La dinamica è ancora più marcata per i laureati stranieri, che si scontrano con la durezza del mercato del lavoro non appena terminano gli studi. Britannici e stranieri concordano su un punto: ottenere una prima esperienza professionale è difficile anche perchè le posizioni per un «primo impiego» richiedono diversi mesi, se non anni, di esperienza… 

«Generazione scartata»: la Gen Z di fronte alle difficoltà del mercato del lavoro internazionale 

Alan Milburn, presidente della commissione governativa responsabile del rapporto su giovani e lavoro, ritiene che l'aumento della disoccupazione giovanile rischi di creare un'intera «generazione che viene scartata». Questa analisi vale anche altrove? In quali Paesi la Gen Z fatica di più a trovare il primo lavoro?

«Prima esperienza professionale» impossibile: lo smarrimento dei neolaureati nel mondo

Sia i giovani britannici che gli espatriati concordano sul fatto che trovare un primo lavoro nel Regno Unito è difficile soprattutto perchè le aziende sottolineano continuamente la «mancanza di esperienza». La domanda, però, resta la stessa: come si fa a fare esperienza se non si ottenere un primo impiego? 

I neolaureati nel Regno Unito sono sempre più scoraggiati. Lo stesso smarrimento riguarda i giovani laureati in Cina, Belgio, Australia, Francia, Canada… Ne parlano sui social e descrivono una situazione molto simile a quella britannica. «Non si trova un lavoro senza esperienza e non si fa esperienza senza lavoro», racconta un giovane per riassumere il mercato del lavoro in Australia. L'IA entra rapidamente nella discussione. I neolaureati criticano una scrematura sempre più rigida che viene fatta dall'IA: CV, colloqui di lavoro… In Australia, il 9 % dei giovani è senza lavoro: oltre il doppio della media nazionale (dato del governo australiano).

Anche il Belgio registra un calo «significativo» del tasso di occupazione tra i 18 e i 24 anni. Molti giovani sono laureati e hanno svolto tirocini… ma si scontrano con il «muro» del mercato del lavoro. Il sistema educativo, però, è pensato per preparare gradualmente all'ingresso nel mondo del lavoro. Gli economisti belgi sottolineano che una durata più lunga degli studi non giustifica un ingresso così tardivo nella vita professionale. Mettono in evidenza un problema di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Il problema mina prima di tutto l'autostima dei giovani in cerca di occupazione.

Focus sulla Cina

I neolaureati in Belgio lottano per ottenere un primo lavoro tra speranze e delusioni. La situazione è simile in Cina, dove molti giovani laureati non riescono a trovare impiego. Secondo uno studio del quotidiano economico HKEJ, pubblicato a marzo 2025, la Cina conterebbe 30 milioni di disoccupati laureati. I dati esatti sono difficili da ottenere, perché le statistiche ufficiali non rispecchierebbero davvero la realtà. Si tratterebbe di numeri «alterati» per mantenere l'immagine di una Cina dinamica e salvaguardare la reputazione delle università. Gli atenei cinesi attirano studenti stranieri perché i costi sono molto più accessibili rispetto a quelli delle istituzioni statunitensi, canadesi o australiane. Quest'anno, oltre 30 università cinesi non prevedono alcuna tassa di iscrizione.

Quali soluzioni esistono? I giovani laureati faticano a trovare un impiego in linea con le proprie competenze e ripiegano su lavori che permettano loro di sopravvivere. Altri si allontanano del tutto dal mercato del lavoro, convinti di non riuscire a trovare il proprio posto. Nel 2025, il tasso di disoccupazione tra i 16 e i 24 anni ha raggiunto il 18,9 %. Il valore supera di oltre tre volte il tasso di disoccupazione nazionale (5,3%).

Focus sulla Francia

In Francia, il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 24 anni è del 19 %. Uno studio dell'Association pour l'emploi des cadres (Apec), pubblicato a novembre 2025, rivela che i titolari di un Master 2 (Bac + 5) fanno sempre più fatica a trovare il primo lavoro. I laureati in lingue, lettere e arti risultano più penalizzati rispetto a chi ha un titolo in ambito sanitario, scientifico o tecnologico. L'84 % dei giovani conferma di aver avuto difficoltà a trovare il primo impiego. Nel 2022 la percentuale era al 61 %. Per gli esperti, il dato segnala una congiuntura sfavorevole. Le aziende esitano ad assumere nuovo personale e preferiscono muoversi con prudenza. 

I neolaureati, dal canto loro, sembrano divisi tra mobilità e stabilità: sono pronti a partire per trovare di meglio, ma temono di non ottenere un ruolo all'altezza delle proprie competenze. I neolaureati stranieri, come quelli nel Regno Unito, risultano particolarmente vulnerabili. L'inasprimento delle regole sull'immigrazione ha complicato ulteriormente il quadro. 

Le cause delle difficoltà di inserimento potrebbero essere più «internazionali»? Gli specialisti dell'inserimento professionale confermano un rallentamento nelle assunzioni dei giovani. Il fenomeno si osserva, in particolare, nell'Europa dell'Est, in Medio Oriente e in Asia. L'attuale situazione geopolitica mette in discussione le strategie delle aziende, soprattutto sul fronte delle assunzioni. La Francia presenta una specificità: l'instabilità politica da giugno 2024 (dopo lo scioglimento dell'Assemblea nazionale) ha frenato le assunzioni nelle imprese. L'approvazione del bilancio a febbraio 2026 fa sperare in una fase più stabile, anche se non soddisfa tutti. Alcuni studenti stranieri, ad esempio, rischiano di perdere le sovvenzioni per l'alloggio.

Cosa significa tutto questo per i giovani expat e per chi vuole trasferirsi all'estero?

L'espatrio potrebbe rallentare nel 2026? Il quadro mostra un interesse ancora forte per gli studi all'estero e per le carriere internazionali. La situazione geopolitica invita certamente alla prudenza. Molti giovani, paradossalmente, continuano a trasferirsi all'estero proprio perché «bisogna vivere i propri sogni adesso». Questo modo di pensare si sta diffondendo sempre di più, soprattutto dalla fine della crisi sanitaria. I giovani vogliono continuare a cogliere e creare opportunità professionali nel 2026, nonostante le riforme migratorie nelle destinazioni più ambite dagli espatriati e nonostante la crisi economica.

Fonti:

Lavoro
A proposito di

Asaël Häzaq, web editor specializzato in notizie politiche e socioeconomiche, osserva e decifra le tendenze dell'economia internazionale. Grazie alla sua esperienza come espatriata in Giappone, offre consigli e analisi sulla vita da espatriato: scelta del visto, studi, ricerca di lavoro, vita lavorativa, apprendimento della lingua, scoperta del Paese. Titolare di un Master II in Giurisprudenza - Scienze Politiche, ha sperimentato anche la vita da nomade digitale.

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