Africa: che opportunità per gli espatriati durante la crisi?

Vita quotidiana
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Pubblicato 2021-11-29 alle 00:00 da Mikki Beru
Ottimismo dopo la recente pubblicazione di Africa's Pulse, un'analisi semestrale delle prospettive macroeconomiche a breve termine per la regione, redatta dalla Banca mondiale. Con una crescita stimata del 3,3%, l'Africa sta ufficialmente uscendo dalla recessione, che si attesta inferiore a quella dell'America Latina (5,9%) e dell'Asia (6%). Contrariamente alle previsioni più pessimistiche, il Covid-19 non ha avuto la meglio sul continente africano.

Il Sud Africa, l'Algeria, il Kenya, l'Egitto, l'Etiopia, la Nigeria, il Marocco, l'Angola, la Tanzania e il Ghana si attestano come i dieci Paesi africani più ricchi nel 2021, con tassi di crescita che variano tra il 3 e il 5%, Le assunzioni sono in aumento. Quali sono quindi le opportunità per gli espatriati?

Africa: i settori che assumono nel 2021

Come molti altri paesi nel mondo, il settore della tecnologia all'avanguardia è il motore che alimenta le economie africane: programmazione, sviluppo, informatica, ingegneria... professioni sulle quali puntano sia i governi che i giovani africani. Anche i lavori nel campo della salute e dell'energia verde sono in forte espansione. Kenya, Etiopia e Tanzania si sono lanciati nello sviluppo dei pannelli solari. Il Marocco sta accelerando la transizione verso la green economy: al COP 26 ha annunciato che, entro il 2030, punta a produrre il 60% di elettricità da fonti rinnovabili. Il Paese si distingue anche nel settore delle vendite, della finanza, dell'informatica e delle costruzioni. Riguardo ai servizi, i call center marocchini sono tra i più competitivi sul mercato africano. Le figure più ricercate sono quelle di marketing manager, consulente di gestione, sviluppatore web, analista e direttore finanziario.

Gli stessi settori si stanno espandendo anche in Nigeria. Telecomunicazioni, sanità, programmazione informatica, ingegneria aeronautica, ingegneria petrolifera, banche... le aziende nigeriane stanno assumendo. I profili con maggiori possibilità di assunzione sono quelli altamente qualificati tra cui amministratori delegati, ingegneri petroliferi, ecc.... Anche l'industria cinematografica, che si è fatta strada a livello internazionale, è in fermento. Il 28 novembre Lagos ospiterà la 17a edizione degli Africa Movie Academy Awards (AMAA).

Le cose si stanno muovendo anche in Algeria. Un sondaggio effettuato della Camera di Commercio e dell'Industria Algerina (CACI) e dalla società Emploitic, rivela che i dati sull'occupazione promettono bene. Anche se la maggior parte delle aziende intervistate (64%) ha sofferto della crisi, il 36% ha continuato ad assumere nonostante la crisi e il 38% prevede di aumentare la sua forza lavoro. I settori più propizi sono industria, distribuzione e servizi. La grande distribuzione e il commercio al dettaglio ne escono vincitori: hanno saputo resistere alla crisi sanitaria e continuano a espandersi.

Apprezzata dagli espatriati per la qualità della vita, Mauritius offre buone opportunità di lavoro (nuove tecnologie, agroalimentare, finanza, informatica) ma ha indubbiamente sofferto a causa della pandemia. Nel primo trimestre del 2021 il tasso di disoccupazione sull'isola si attestava intorno al 9,5%. La disoccupazione è salita anche in altri Paesi africani e sta minacciando la ripresa economica: +14% in Algeria, oltre il 10% in Etiopia... i governi attuano ambiziose politiche di ripresa ma ​la preoccupazione tra i lavoratori cresce. Le aziende sono alla ricerca di nuovi talenti ma danno priorità di assunzione ai professionisti locali. Gli espatriati riusciranno a inserirsi nel mondo del lavoro africano?

Le nuove sfide dell'espatrio in Africa

Cosa cercano gli espatriati? E quali aziende li stanno cercando? La pandemia ha cambiato il mondo del lavoro. In Africa, come altrove, il telelavoro ha riorganizzato il modo di concepire il lavoro. Non c'è più bisogno di trasferirsi in capo al mondo. I Paesi scommettono sui talenti locali per rilanciare le economie martoriate dal Covid perchè costano meno degli espatriati e sono altrettanto qualificati. Secondo The Economist, i giorni degli “uomini d'affari" che si spostano per lavoro tra ​Bombay, Abu Dhabi e Lagos, sono finiti.

Un'altra sfida per gli espatriati è quella di integrarsi nel mercato del lavoro africano. Nell'immaginario collettivo, l'Africa resta un continente ricco di materie prime, ma lacerato da povertà e insicurezza politica sistemica, e mancanza di talenti. Ed è proprio questa percezione che i nuovi leader africani vogliono combattere. Sulla scia di Singapore, stanno conducendo una campagna per mettere maggiore enfasi sul potenziale africano. Da una parte vogliono privilegiare i talenti locali e dall'altra puntano a esportare il know-how africano nel mondo. Allo scopo, nel 2012, è stato creato
l'African CEO Forum che riunisce leader africani, aziende internazionali, investitori... L'edizione che si è svolta in settembre 2021 - 100% digitale - ha messo l'accento sulle nuove start-up africane che operano principalmente nelle nuove tecnologie, finanza e green tech e che producono un fatturato che supera il miliardo di dollari. Un'altra organizzazione, il Forum internazionale delle donne africane (FIFAF) promuove la leadership femminile nel mondo politico ed economico. Per Dorcas Nancy Mbombo Mukenge, Presidente dell'organizzazione, la FIFAF deve battersi per la parità tra uomo e donna. 

Gli espatriati hanno ancora spazio in questo nuovo disegno? Si, ma a condizione di immergersi nel paese di adozione, proprio come farebbe in qualsiasi altra nazione del mondo. Deve bandire ogni pensiero colonialista, imparare la lingua, conoscere la cultura locale, accettare di farsi aiutare. Lo straniero porta sul tavolo la sua esperienza ma allo stesso tempo deve mantenere un atteggiamento di apertura verso i colleghi e i superiori. Un progetto di espatrio si basa sulla collaborazione reciproca; in particolare in Africa, erroneamente sottovalutata, come ci tengono a sottolineare i leader africani che vedono la crisi sanitaria come un'opportunità per ricominciare da zero, lanciarsi in nuove sfide ambientali, politiche ed economiche, che portino gli Stati africani verso una crescita sostenibile.