Ilaria in Spagna: "Zaino in spalla, vento in poppa e sempre avanti!"

Interviste agli espatriati
  • Santiago de Compostela - Foto di Javier Alamo da Pixabay
Pubblicato 2021-03-26 alle 00:00 da Francesca
Ilaria lavora in ambito socio culturale e vive a Santiago de Compostela, in Galizia. E' impegnata in un progetto di volontariato con l'ESC (European Solidarity Corps). A tutti i giovani che come lei vogliono fare un'esperienza in Spagna consiglia: "Partite con mente e cuore liberi, siate aperti alla scoperta!"

 

Raccontaci un po' di te, da dove vieni e quanto tempo fa hai lasciato l'Italia?

Sono sempre stata una persona che ha voglia di cambiare, che non riesce a stare nello stesso posto per troppo tempo. Questa mia attitudine mi ha portato a scegliere di vivere all'estero, una volta per studio, una volta per vocazione. Vivendo a Roma, pensavo che nessun'altra città avrebbe potuto offrirmi le stesse possibilità o la stessa magia, eppure la Spagna ha saputo accogliermi e stupirmi. Sono partita negli ultimi giorni di gennaio e questo mi fa sentire una privilegiata perché viaggiare e avere la possibilità di vivere in un'altra città con un lavoro a contatto con le persone in questo periodo storico sono cose niente affatto scontate.

Quali sono i motivi del tuo trasferimento in Spagna?

Studiando per gli ultimi esami all'università, sentivo dentro il bisogno di fare un passo in avanti nella mia vita privata e professionale. Inseguendo il sogno di lavorare per una Organizzazione non governativa, ho pensato di partecipare a un progetto di volontariato con l'ESC (European Solidarity Corps) e lavorare in un centro socioculturale a contatto con persone di diversa età.

Hai avuto difficoltà di adattamento e come le hai superate?

Avendo già vissuto in Spagna, non ho avuto grandi problemi di adattamento, inoltre, l'ambiente in cui lavoro è molto aperto e amichevole, le persone sono gentili e disponibili ed è raro che io abbia una difficoltà. Sicuramente, è difficile gestire le emozioni dal momento che prima di esprimere gioia o rabbia, la mente deve tradurre, e questo a volte può essere un ostacolo perché è come sentire di dover prima superare una barriera.

Di cosa ti occupi e che ha impatto ha avuto l'emergenza sanitaria sulla tua attività professionale?

Nel centro socioculturale, il lavoro, se così possiamo chiamarlo, consiste nel fare attività con i bambini, insegnare inglese e italiano a ragazzi e adulti e fare il planning della settimana, come organizzare le iscrizioni e gli orari. Durante le prime settimane, il centro era chiuso e il lavoro consisteva praticamente nel risistemare archivi o occuparsi della burocrazia.

Tramonto in Galizia - Foto di cheli ortiz da Pixabay 

Quali misure restrittive continua ad adottare la Spagna per contenere il virus?

Le restrizioni non sono uguali in tutta la Spagna, addirittura è possibile che ogni città nella stessa regione abbia diverse regole. Qui a Santiago la mobilità è confinata alla propria città, tranne che per motivi di stretta necessità quali lavoro, esigenze mediche, educative o assistenziali. I negozi considerati "essenziali", alimentari, tabacchi, farmacie, chiudono alle 21:30. Stesso orario di chiusura anche per bar e ristoranti. I centri commerciali sono aperti fino alle 21, anche nel weekend.

Che misure regolano gli spostamenti da e per la Spagna?

Prima di entrare in Spagna è necessario compilare il questionario per dichiarare tutti i viaggi svolti nei 14 giorni precedenti; in alternativa, è possibile compilare sull'areo dall'Italia un modulo con lo stesso tipo di domande, accompagnato dalla ricevuta di un test molecolare con esito negativo. Inoltre, come volontari, abbiamo dovuto rispettare una settimana di semi quarantena, potendo solo stare in casa (con la mascherina nelle zone comuni della casa) e uscire per andare al centro di lavoro o per fare la spesa.

Come ti piace trascorrere il tempo libero, restrizioni permettendo?

Quello che preferisco è sicuramente andare al parco, visitare la parte vecchia della città e incontrare gli altri volontari di tutta Europa per scambiarci idee e condividere le esperienze.

Cammino di Santiago- Foto di gavilla da Pixabay

In base alla tua esperienza, quali sono le cose fondamentali da sapere prima di trasferirsi in Spagna?

La prima cosa che mi viene in mente è che bisogna abituarsi all'idea che la pizza non è una pizza. Però, stereotipi a parte, credo che sia importante partire a mente e cuore liberi e pronti a scoprirla, perché la Spagna è sì molto simile al nostro Paese, ma è anche una terra di diverse lingue ufficiali, diversi territori autonomi. Penso che prima di trasferircisi bisogna prendere coscienza di questo, che le diverse parti del territorio iberico ti offrono cose diverse e che quindi bisogna approcciarsi ad esse in modo diverso.

Quali sono, per te, i pro e i contro di vivere all'estero?

Superati i primi ostacoli della lingua, credo che la vita all'estero abbia solo pro. Nuove esperienze da vivere, nuove persone da conoscere, nuovi luoghi da esplorare, ma soprattutto vivere all'estero significa sfidare se stessi, avere il coraggio di mettersi in gioco per conoscere i nostri limiti e per abbatterli. Sicuramente, uno dei contro più grandi è la distanza dalla famiglia, che per alcuni a volte è insopportabile; però io credo che il distacco dalla famiglia sia un processo naturale che fa parte del percorso della vita e attraverso cui bisogna passare. Perciò zaino in spalla, vento in poppa e si guarda sempre avanti!

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