Presentati brevemente ai nostri lettori
Mi chiamo Al. Ho la doppia nazionalità statunitense e brasiliana. Fino a qualche anno fa vivevo nella zona di Chicago, nell'Illinois. Mi sono trasferito a Manaus, Amazzonia, nel 2017.
© Shutterstock.comLa scorsa settimana, il Governo thailandese ha approvato un progetto di legge che riconosce le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Se questa legge venisse approvata, la Thailandia sarebbe il secondo paese asiatico a sostenere le unioni dello stesso sesso dopo Taiwan. La Russia, da parte sua, ha annunciato il divieto ai matrimoni omosessuali. Ma come ci si sente ad essere una coppia omosessuale all'estero? Al, un espatriato americano in Brasile, parla con Expat.com dei diritti della comunità LGBT e della sua vita quotidiana nel paese che lo ospita.
Mi chiamo Al. Ho la doppia nazionalità statunitense e brasiliana. Fino a qualche anno fa vivevo nella zona di Chicago, nell'Illinois. Mi sono trasferito a Manaus, Amazzonia, nel 2017.
Mi sono trasferito qui perché è la patria di mio marito ed è il posto dove lui ha intenzione di costruirsi una carriera. La mia connessione con il Brasile dura da una vita, parlo fluentemente portoghese ed ho sempre pensato che avrei fatto un'esperienza in questa nazione... ma non mi sarei mai aspettato di vivere qui in pianta stabile!
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In generale si. La società brasiliana è molto per il "vivi e lascia vivere". C'è del pregiudizio, ovviamente, ma ci è capitato raramente di essere giudicati.
Unioni civili (uniões estáveis) e matrimonio possono essere contratti sia dalle coppie dello stesso sesso che da quelle di sesso opposto. Secondo la nostra esperienza, sono considerate con uguale rispetto. Anzi, ho la sensazione che il fatto che ci siamo sposati ci dia maggior credito agli occhi della gente.
Mio marito ha molti amici gay ed socializziamo con loro, naturalmente. Al momento lui sta frequentando una scuola di legge e questo ci permette di uscire con un gruppo di studenti gay e etero. Abbiamo anche amici più grandi, che abbiamo incontrato tramite Expat.com. Inoltre ci vediamo con tutta la sua famiglia allargata, un'abitudine molto brasiliana.
Solo una volta. Un locale aveva organizzato una "serata per coppie". All'ingresso ci hanno fermato dicendoci che l'evento era dedicato solo alle coppie. Abbiamo quindi mostrato la fede e chiesto nuovamente di entrare. Ci hanno fatto parlare con il manager che, seppur con un po' di riluttanza, ci ha fatto entrare!
C'è una notevole differenza di età tra noi (io sono più grande) e questo attira un po' l'attenzione quando ci troviamo in una situazione nuova. Solitamente però si tratta più di stupore che di ostilità.
La criminalità è un problema reale in Brasile e la regola d'oro è "non attirare l'attenzione su di sè". Penso che questo consiglio sia valido per tutti anche se, in molte zone, le manifestazioni di affetto in pubblico sono da evitare, A parte questo, il Brasile ha molto da offrire.
Non credo che, in termini di accettazione, vivere in Brasile sia meglio o peggio di altri posti. Tuttavia, clima e costo della vita qui sono decisamente migliori.
Abbiamo viaggiato molto in Brasile e negli Stati Uniti e prevediamo di andare presto in Europa occidentale. Entrambi ci sentiamo molto a nostro agio in questi posti.
L'espatrio è certamente un'opzione da considerare, ma non è passo facile. Per chi vive in nazioni dove la relazione può essere portata avanti in pace e con dignità, anche se non legalmente riconosciuta, l'espatrio è una decisione un po' estrema. Chi invece non è libero di vivere la propria storia in modo sereno, ed è costantemente in pericolo, può valutare questa opzione.
Si, tutti i paesi che discriminano la comunità LGBT. Guyana, Russia, la maggior parte dei paesi dell'Africa sub-sahariana e un certo numero di nazioni asiatiche non rientrano nella nostra lista di destinazioni da visitare, almeno al momento.
La situazione attuale in Brasile è buona anche se l'attuale presidente è un nemico diretto dei diritti LGBT. Per evitare ogni problema sono diventato cittadino brasiliano. Nel caso in cui il nostro matrimonio fosse invalidato, non possono annullare il mio diritto di residenza.
Gli Stati Uniti si trovano in una situazione un po' simile ma non mi aspetto grandi sconvolgimenti.
Per il resto del mondo sono cautamente ottimista. Non credo assisteremo alle stesse vittorie degli ultimi 20 anni ma auspico progressi continui e graduali.




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