Quali paesi hanno gestito meglio la pandemia?

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Pubblicato 2020-06-22 12:14
Modificato 2020-06-23 12:14

La pandemia del coronavirus ha coinvolto la maggior parte dei paesi nel mondo. Ad oggi il numero totale dei contagi è superiore ai 9 milioni e le persone decedute sono quasi 500.000. Concorderete sul fatto che alcuni paesi abbiano saputo gestire la situazione meglio di altri. Diamo un'occhiata alle diverse misure di prevenzione che sono state prese nel mondo.

Asia

Mentre la Cina, da dove tutto è iniziato, si sta confrontando con una seconda ondata del virus, altri paesi Asiatici sono stabili da qualche settimana. Per quanto sorprendente possa sembrare, il Vietnam ha registrato solo 335 casi confermati di COVID-19 per una popolazione di 97 milioni di persone. Il paese è stato chiuso il 1 aprile 2020, e le restrizioni sono state allentate all'inizio di maggio. Com'è possibile che la pandemia non sia stata così fatale in questa parte del continente? Forse perché i vietnamiti sono abituati ad indossare regolarmente la mascherina a causa dell'inquinamento atmosferico? Per rilanciare l'industria del turismo, il Vietnam ha revocato le restrizioni alle frontiere.

Anche la Corea del Sud, Taiwan e il Giappone si distinguono per il modo in cui hanno gestito la crisi sanitaria. Con una popolazione di 52 milioni di persone, la Corea del Sud ha avuto 12.257 casi confermati ed un bilancio di 280 vittime. Nonostante un lockdown abbastanza flessibile, sono state adottate severe misure sanitarie, come la chiusura di scuole e negozi, il divieto di organizzare eventi, una massiccia campagna di screening e una quarantena rigorosa per gli infetti. Taiwan ha riportato 445 casi confermati e solo 7 decessi su una popolazione di 23 milioni. Il paese ha reagito rapidamente istituendo già dal 21 gennaio un centro operativo per le epidemie. Sono stati disposti ospedali specializzati e le persone infette sono state isolate. Inoltre, dal 19 marzo, tutti i viaggiatori che entrano nel paese vengono messi in quarantena.

Europa

Quasi sempre in cima alle classifiche come uno dei migliori paesi per la qualità della vita, la Scandinavia è un passo avanti rispetto al resto d'Europa. La Norvegia, che conta una popolazione di 5.546 milioni di abitanti, ha registrato 8.692 casi confermati, 243 vittime, e nessun nuovo infetto da tre mesi. La vita in Norvegia è tornata alla normalità il 13 marzo 2020, dopo un periodo di blocco che è stato flessibile. Le scuole e gli asili hanno riaperto il 20 aprile e i bar sono operativi dal ​​1 giugno. Il Governo consiglia ai Norvegesi di non viaggiare, salvo per necessità, almeno fino al 20 agosto 2020.La geografia del territorio potrebbe aver avuto un'incidenza sul diffondersi meno prepotente dei contagi?

Non possiamo non citare la Germania, un paese che si sta già preparando ad accogliere gli stranieri sul suo territorio. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Germania vanta uno dei migliori sistemi sanitari del mondo, il che probabilmente spiega la sua risposta efficace alla pandemia. Le campagne di screening sono state prontamente attuate e sono stati forniti dispositivi di protezione alla popolazione. Per un totale di 81.478 milioni di abitanti, il paese ha registrato 190.179 casi confermati e un bilancio di 8.927 vittime. Il lockdown è terminato il 20 aprile.

Con 37.672 contagi e 1.523 decessi, il Portogallo ha allentato le restrizioni il 4 maggio. La compagnia aerea nazionale, TAP Air Portugal, ha ripreso gradualmente i voli dal 25 maggio consentendo il rimpatrio di un gran numero di cittadini portoghesi che erano all'estero.

Oceania

Dopo quasi un mese senza nuovi casi, la Nuova Zelanda ne ha registrati due questa settimana. Il totale dei casi confermati è quindi di 1.157, inclusi 22 decessi. Il paese è stato elogiato da diverse nazioni per la sua risposta alla crisi. Ricorderete che la Nuova Zelanda aveva imposto severe restrizioni di viaggio a partire dal 28 febbraio, dopo che fu segnalato il primo caso. In quella circostanza le attività non essenziali furono chiuse. Ad oggi, chiunque entri in Nuova Zelanda viene messo in quarantena e deve rispettare una serie di regole imposte.

L'Australia, che momentaneamente registra 7.300 casi confermati e 102 decessi, ha annunciato questa settimana che non allenterà le restrizioni sui viaggi fino al 2021. Malgrado ciò il Governo sta prendendo in considerazione misure per consentire l'arrivo di studenti e visitatori a lungo termine. Le misure di prevenzione e il distanziamento sociale sono ancora fortemente raccomandati. 

Americhe

In Nord America, il Canada sta reagendo meglio degli Stati Uniti, anche se questa settimana sono stati purtroppo riportati 40 nuovi decessi. Le cifre parlano di 99.853 casi confermati e 8.254 decessi, quindi le misure di sicurezza per la prevenzione sono ancora in forza. Canada e Stati Uniti hanno concordato di estendere le restrizioni alle frontiere almeno fino al 21 luglio. Sono autorizzati solo i viaggi essenziali.

Grazie alla sua politica di isolamento, l'Argentina si è difesa meglio dei vicini Brasile e Cile. L'isolamento in Argentina si è prolungato fino al 7 giugno, il periodo più lungo nel mondo. Il paese ha registrato un totale di 35.539 casi confermati e 913 decessi. Il lockdown dell'Argentina è stato imposto il 20 marzo dopo l'annuncio della prima morte per coronavirus il 7 marzo 2020.

Cosa ne pensano i cittadini?

Un sondaggio condotto dalla fondazione Alliance of Democracies ha chiesto ai cittadini di 53 paesi nel mondo di valutare la gestione della crisi sanitaria da parte dei rispettivi governi. Più della metà degli intervistati ritiene che abbiano reagito in modo efficiente. Il 28% afferma che i propri governi non hanno adottato misure adeguate e il 17% che hanno adottato misure troppo restrittive. Tra le nazioni più soddisfatte ci sono Grecia (89%), seguita da Taiwan e Irlanda. Australiani, Danesi e Coreani affermano che le autorità abbiano gestito la crisi nel modo giusto. Di contro Brasiliani (34%) e Cileni (39%) sono i più insoddisfatti, seguiti da Francesi e Spagnoli.