Quesiti da non fare a chi sta per trasferirsi all’estero

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Pubblicato 2019-09-06 11:32

Annunciare a parenti ed amici che stiamo per lasciare casa ed iniziare una nuova vita all’estero non è semplice. Apprensione, paura di non essere capiti o di farli soffrire… E’ normale che sganciata la bomba ci facciano delle domande, delle quali faremo anche a meno ma dobbiamo metterci nei panni dei nostri cari, ascoltare quello che hanno da dirci e rispondere cercando di dissipare i loro dubbi! Di seguito alcune delle domande con le quali dovrete quasi sicuramente confrontarvi... e i nostri suggerimenti per cavarsela indenni!

Quando ritorni?

Aspettate, non sono ancora partito, lasciate che mi viva questa esperienza e vediamo cosa la vita mi riserverà!

Troverai da mangiare cose che ti piacciono?

Credo di si, altrimenti dovrò adattarmi a gusti diversi! In fin dei conti mi trasferisco anche per scoprire un nuovo paese ed una cultura diversa dalla mia, e questo include anche provare i gusti della cucina locale. Se andrà male, vorrà dire che approfitterò della prossima vacanza a casa per rimpinzarmi di manicaretti cucinati da mamma.

Come te la caverai a comunicare in una lingua straniera?

Mi adatterò e se ne necessario la imparerò… alla fine la cosa che cerco da questa esperienza è uscire dalla mia zona di confort, imparare una lingua straniera ed entrare in contatto con una cultura diversa dalla mia.

Non hai paura di perdere le tue radici?

Assolutamente no! Con molta probabilità cambierò, diventerò più aperto, adotterò nuove abitudini ed entrerò in contatto con usi e costume diversi dai miei ma questo non intaccherà certo le mie radici ed origini. Se dovesse mai succedere, vorrà dire che quanto vissuto prima di partire mi stava stretto e lo vivevo come un’imposizione, e se ho deciso di darci un taglio, l’ho fatto per inseguire la  mia felicità.

E per pensione come farai? Ci hai pensato?

Purtroppo questo è una nota dolente, che mi sono prefissato di risolvere una volta che mi sarò trasferito e sistemato. Contatterò l’ente pensionistico locale e gli organi competenti, mi sapranno indirizzare. 

Ti perderei gli avvenimenti più importanti, lo sai? Il matrimonio di tuo cugino, la nascita di tuo nipote, e la festa per i 60 anni di papà!

Ne sono consapevole e me ne dispiaccio, non potrò condividere con voi momenti in famiglia ma pensate che mi trasferisco per inseguire la mia strada e costruirmi un futuro. E se ci sarà davvero bisogno di me, salirò sul primo aereo verso casa! 

Cosa succede se ti ammali? 

Beh… nel paese in cui sto andando a vivere, ci sarà un sistema sanitario di qualche sorta, giusto? Me ne avvarrò allo stesso modo della gente del posto! Al massimo stipulerò un’assicurazione sanitaria privata.

Non hai paura di non riuscire ad integrarti? 

A dire la verità questo aspetto non mi preoccupa affatto. Grazie ai social network, alle applicazione mobili e ai vari gruppi per incontrare espatriati e gente del posto, sono sicuro che non avrò problemi a fare nuove amicizie.

E i bambini?

Il fatto di avere figli non ostacola affatto il progetto di espatriare! Al contrario, sarà per loro un’esperienza unica perché entreranno in contatto con una cultura diversa che li arricchirà sicuramente. 

Non potrei mai fare il passo che stai per compiere, non hai paura?

Certo che ho dei timori, ma ho pianificato tutto con cura, non parto allo sbaraglio. L’espatrio è un avventura che porta con sé anche una certa dose di ansia, ma non si tratta di un sentimento negativo o invalidante, bensì di emozioni che vanno incanalate nel modo giusto e che mi serviranno per andare oltre le paure, crescere e far emergere la parte migliore di me.