Shanghai: il lockdown crea malcontenti?
Gli abitanti di Shanghai sono stremati a causa di un lockdown che sembra non finire mai. Gli espatriati sono arrabbiati, non capiscono il motivo di misure così drastiche. "Perché hanno deciso di paralizzare ancora una volta l'intera città? Perché non possiamo uscire? Come provvedere ai bisogni quotidiani di 25 milioni di persone?". Queste sono solo alcune delle domande che circolano.
Eddy, un espatriato che abita in città, ci fa sapere: "La vita qui è diventata un inferno. Non vedo l'ora di andarmene".
Su Facebook, Laurianne avverte le persone che intendono trasferirsi a Shanghai: "Siamo bloccati da metà marzo. Abbiamo difficoltà a comprare beni di prima necessità. La situazione va avanti così da settimane". I più fortunati sono stati confinati all'inizio di aprile. Questo ennesimo lockdown è davvero troppo per la popolazione. Chi vive nei quartieri esclusivi di Shanghai può approfittare di un balcone per uscire e respirare un po' d'aria fresca. Per i meno fortunati questo blocco pesa sia a livello fisico che mentale. A Pechino, temendo un lockdown simile a quello di Shanghai, le persone fanno scorta di generi alimentari. Per il momento, le cifre dei contagi sono inferiori rispetto a Shanghai.
L'isolamento delle persone positive ma asintomatiche è un altro tema che fa discutere. Chi ha trascorso la quarantena nelle strutture adibite parla di condizioni di vita terribili. Più di 100.000 persone sono attualmente in isolamento. La popolazione ha più paura di essere rinchiusa in questi centri che del coronavirus. Per il Consolato americano a Pechino la strategia cinese "zero Covid" è un totale fallimento. Le ondate di Covid si susseguono nonostante i confini siano chiusi. Martedì 12 aprile le Autorità consolari americane hanno autorizzato i dipendenti "non essenziali" a lasciare Shanghai. La Cina si è opposta alle accuse degli americani. Il portavoce diplomatico Zhao Lijian ha chiarito che "la politica cinese di controllo delle epidemie è scientifica ed efficace". Ma gli espatriati, come i locali, parlano di un attacco alla dignità umana. Per loro, partire è l'unica soluzione per sfuggire al caos.




