Gli Stati Uniti aprono le frontiere: condizioni di ingresso

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Pubblicato 2021-09-23 alle 10:00 da Mikki Beru
Dopo un anno e mezzo, all'inizio di novembre gli Stati Uniti riapriranno le frontiere agli stranieri. Si tratta di un segnale positivo sia per gli espatriati che per le persone che sognano di trasferirsi: la vita sta riprendendo... ma a delle condizioni' Gli USA consentiranno l'ingresso solo ai viaggiatori vaccinati.

I Paesi interessati dal provvedimento

L'annuncio ha fatto scalpore. Il 20 settembre, Jeff Zients, consigliere del presidente Biden e coordinatore nella lotta contro la pandemia, ha decretato la fine del "divieto di viaggio". Fine delle restrizioni, dunque, ma non per tutti. Se India, Cina, Brasile, Sudafrica e Stati dello Spazio Schengen rientrano nel provvedimento, per Messico e Canada resta il divieto: sono autorizzati solo i viaggi essenziali. La Casa Bianca precisa che tale decisione è valida, per il momento, fino al 21 ottobre. Sarà prolungata, o revocata, a seconda dell'evolversi della situazione sanitaria.

Grazie alla riapertura delle frontiere migliaia di famiglie, che erano separate da marzo 2020, potranno finalmente ricongiungersi. 
 Il "divieto di viaggio" ha avuto conseguenze sociali e umane devastanti. Se l'Unione Europea ha revocato le restrizioni per i viaggiatori americani completamente vaccinati la primavera scorsa, gli Stati Uniti non hanno mai adottato le stesse misure. Queste limitazioni sono state percepite, da alcuni, come una minaccia per l'economia statunitense. 

Condizioni di ingresso negli Stati Uniti

Il regolamento è chiaro: obbligo di vaccinazione completa contro il Covid-19, con relativo certificato di vaccinazione. Ma la Casa Bianca non ha ancora chiarito quali siano i vaccini autorizzati. L'Agenzia americana del farmaco ne riconosce tre: Pfizer/BioNTech, Moderna e Johnson & Johnson (Janssen). Non si è ancora pronunciata sui vaccini Sinovac/Sinopharm (vaccino cinese), Covishield (versione di AstraZeneca prodotta in India), Sputnik (Russia) o l'AstraZeneca prodotto in Europa. Per i viaggiatori immunizzati con questi quattro vaccini, la sorte è ancora incerta. Il Commissario europeo Thierry Breton, dopo aver incontrato Jeff Zients, si dice fiducioso: " Mi ha informato che spetterà all'Agenzia americana del farmaco prendere una decisione, soprattutto per l'AstraZeneca. Mi è sembrato ottimista".
L'informazione viene ripresa anche dal New York Times che cita un comunicato di Thomas Skinner, un portavoce del CDC: "Le persone immunizzate con vaccini inseriti nell'Emergency Use Listing dell'Organizzazione mondiale della sanità, tra cui AstraZeneca, sarebbero considerate come totalmente vaccinate".

Oltre al vaccino, i viaggiatori dovranno esibire il risultato negativo di un test PCR, effettuato nelle ultime 72 ore, e indossare una mascherina. Per un efficace tracciamento dei contatti, il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) autorizza le compagnie aeree a raccogliere informazioni sui passeggeri che devono fornire il contatto telefonico e l'indirizzo email.

Per chi non può vaccinarsi

I bambini di età inferiore ai due anni devono essere in possesso di un'autorizzazione di viaggio (obbligatoria), sottoporsi a una visita medica e alla misurazione della temperatura per confermare l'assenza di sintomi. I bambini dai due anni in su devono sottoporsi a un test PCR (con esito negativo) nelle 72 ore precedenti al viaggio. Se rientrano nelle fascia d'età idonea alla vaccinazione, devono presentare il certificato di vaccinazione. 
Per quanto riguarda le persone che non possono essere vaccinate a causa di una controindicazione medica, si attendono informazioni.

La fine della quarantena

La maggior parte degli Stati americani ha tolto sia la quarantena che il coprifuoco. Anche i collegamenti all'interno del Paese sono stati quasi totalmente ripristinati. Il Governo statunitense raccomanda comunque a ogni viaggiatore di autoisolarsi per almeno 7 giorni, e fare un test PCR 3-5 giorni dopo l'arrivo, per confermare l'assenza del virus. Indossare la mascherina è obbligatorio anche se va sottolineato che ogni Stato decide in autonomia se sollevare o meno determinati gesti barriera (indossare la mascherina negli spazi chiusi, nei ristoranti, all'aperto, ecc...). La maggior parte dei luoghi, in particolare i siti turistici, sono stati riaperti. Si consiglia di entrare in contatto diretto con le autorità dello Stato dove si vuole viaggiare, per essere informati sulle misure in atto per contenere la pandemia. 

La riapertura delle frontiere americane segna una nuova tappa nella lotta al coronavirus. Non potendo più auspicare ad un ritorno alla vita di prima, stiamo costruendo una "nuova normalità". L'economia deve ricominciare a girare e questo spinge gli Stati Uniti a passare all'attacco, favorendo nuovamente la libera circolazione delle persone.