COVID-19: testimonianze allarmanti da espatriati negli USA e in Brasile

  • personnes portant un masque en Californie
    Shutterstock.com
Articolo
Pubblicato 2020-07-27 13:27

La situazione in America è allarmante. Ad oggi si registrano oltre 4.3 milioni di casi di COVID-19 e quasi 150.000 decessi. Segue tristemente il Brasile con oltre 2.4 milioni di casi e oltre 87.000 decessi. Abbiamo intervistato degli espatriati nei due paesi per parlarci di questa drammatica situazione. 

Espatriati negli Stati Uniti: tra rabbia e insicurezza

Sebbene gli espatriati abbiano opinioni contrastanti sulla situazione negli Stati Uniti, la maggior parte di loro concorda sul fatto di sentirsi insicura da marzo , quando sono stati segnalati i primi casi di COVID-19. Olivier, un espatriato francese che vive in California con la moglie, afferma che “ È semplicemente drammatico. Ad oggi si contano più di 140.000 morti e 1/3 degli americani sono infetti. La California è stata la prima dei 50 stati americani ad isolarsi. Le restrizioni sono state gradualmente allentate a maggio ma con molta probabilità ci sarà un altro lockdown. Secondo Fabien, che vive alle Hawaii, "Ho la sensazione di vivere in un paese in via di sviluppo il cui governo denigra la scienza. Un paese che concede molti finanziamenti alle aziende ma non fornisce abbastanza test per il depistaggio del COVID-19 o sufficienti controlli sulla tracciabilità dei contatti ”.

Marion, che vive in Tennessee, aggiunge: “Sono scioccata dal modo in cui questa nazione ha gestito la crisi. Nell'ultimo mese, il bilancio delle vittime è aumentato di nuovo. Il problema è che ogni stato, contea e città, attua le proprie misure". Come Olivier e Fabien, anche lei è infastidita dalla mancanza di misure ferme a livello federale. “Alcuni servizi, o luoghi pubblici, sono chiusi, poi riaprono, poi chiudono di nuovo. E' così un po' dappertutto. È probabile che il bilancio delle vittime aumenti entro la fine dell'anno ".

Espatriata a Los Angeles, Lisa crede che i media stiano gonfiando la situazione. “I miei genitori pensano che morirò, se esco. I miei amici hanno paura di toccare le maniglie delle porte... ma il numero delle vittime è in diminuzione! Sono stata "messa in quarantena" per circa 4 mesi e mezzo. Personalmente sono stanca di ascoltare gli attacchi che altri paesi rivolgono agli Stati Uniti. Vedo gente in altre parti del mondo che fa pic-nic all'aperto, party in piscina, cene al ristorante...". Ciò detto, Lisa ci confida che evita di uscire quando non è necessario e continua a lavarsi le mani regolarmente.

Marion ammette che si sarebbe sentita più sicura in Francia, che ha adottato un approccio più severo riguardo alla crisi. "Anche se lavoro da casa ed evito i luoghi pubblici, ho puara che, nell'attesa del vaccino, prima o poi sarò infettata. Non tornerò in Francia per ora, dato che la mia vita è qui". David, un espatriato a Los Angeles, aggiunge: "Se fossi single, avrei considerato l'idea di tornare". Ci racconta che sebbene in California sia obbligatorio indossare la mascherina, la maggior parte delle persone non la usa perchè le sanzioni non sono severe. “Le spiagge sono aperte e le cose sono tornate alla normalità: le persone vanno in bicicletta e corrono senza rispettare le normative. Molti di loro non indossano mascherine, ed i bagnini non dicono nulla. Ogni città prende le proprie decisioni. Ad esempio, il fine settimana del 4 luglio la polizia locale di Redondo Beach ha rifiutato di multare chi non indossava la mascherina".

Alle Hawaii, secondo Fabien, i giovani non si sentono a rischio e quindi non si proteggono. “A Nashville, dove vivo, c'è l'obbligo di uscire con la mascherina ma nessuno lo rispetta. La scorsa settimana, quando sono andato dal dottore, nessuno la indossava tranne me, nemmeno il personale medico. È incredibile!".

Nel frattempo, in Virginia, secondo Christian, le autorità locali fanno il possibile affinchè le persone indossino una mascherina nei luoghi pubblici e nei negozi. "C'è stata un'intensa campagna di comunicazione attraverso tutti i canali mediatici, per non parlare dei test per il depistaggio del COVID-19 che si possono fare gratuitamente in diversi distretti della contea."

Per quanto riguarda la loro vita quotidiana dall'inizio della crisi, tutti ammettono che escono solo quando è necessario "Da marzo, io e mia moglie usciamo solo per andare al supermercato a comprare i prodotti che non sono disponibili online", afferma Olivier. Christian si assicura inoltre che i figli prendano tutte le precauzioni necessarie. "Quando usciamo a fare una passeggiata nel quartiere, andiamo a fare compere o a trovare i parenti, facciamo sempre molta attenzione".

Marion, che probabilmente lavorerà da casa fino alla fine dell'anno, esce nei fine settimana per andare a camminare al parco. “Non tocco nulla e ogni volta che lo faccio, igienizzo subito le mani. Ovviamente, mi metto sempre la mascherina” Per quanto riguarda l'uso delle mascherina, Sylvain, un espatriato in Florida, sottolinea che “Quando la indossi in questa parte d'America, è come se votassi contro Trump, quindi bisogna fare attenzione! ".

Il Brasile nella disperazione

In Brasile, la situazione sta peggiorando, soprattutto perché le autorità locali hanno impiegato molto tempo prima di attuare le misure di sicurezza. Fin dall'inizio dello scoppio della pandemia, il presidente Bolsonaro è stato contrario al lockdown, accusando i media di essere la causa del panico che si è scatenato nella gente. Secondo John, un espatriato americano in Brasile, è probabile che le cose peggiorino, e che muoiano altri innocenti. "È così doloroso vedere tante persone che non hanno abbastanza soldi per comprare da mangiare ai figli. I test per lo screening del COVID-19 dovrebbero essere più accessibili e la tracciabilità dei contatti dovrebbe diventare una priorità". Alla domanda su come si sta proteggendo, dice che indossa guanti e mascherina ogni volta che va in farmacia o a fare la spesa. "Uso sempre il gel disinfettante ed esco il meno possibile. Mi faccio consegnare il pranzo a domicilio. Quando cammino per la strada, e vedo qualcuno senza mascherina, cambio direzione o lo evito il più possibile "

1 Commento
laviniavirginia
laviniavirginia
il mese scorso

Leggendo queste considerazioni delle persone espatriate negli EE.UU, mi spaventa dover constatare come si sia dunque davvero riusciti a spaventare la gente.... Ci sono due fronti: quelli che se ne fregano ed arrivando cosí però anche a mancare di rispetto verso chi ha diritto e bisogno e magari anche motivo serio di salvaguardare la propria incolumitá. Poi ci sono quindi -da quel che leggo- persone che davvero hanno cosí paura da non più vivere.... Perché andare a passeggiare in un parco con la mascherina, o non uscire più se non che per lo stretto necessario, è un brutto sintomo e, invece, un goal per chi ha organizzato il tutto con il fine di distruggere le economie e di meglio soggiogare le popolazioni. Mi colpisce pure il fatto che pur trattandosi di persone giovani, non si siano messe al corrente su quanto decretato da illustri professionisti intervistati, o in riunioni, dibattiti, tavole rotonde e organizzando persino delle inchieste riguardo proprio agli abusi e alle balle....

Rispondi