Menu
Expat.com
Cerca
Magazine
Cerca

Freelance e creatori di contenuti: come espatriare legalmente

jeune influenceuse
msvyatkovska / Envato Elements
Scritto daAsaël Häzaqil 02 Giugno 2026

Paesaggi da cartolina, ville da sogno, auto sportive, vita da jet set: sui social, l'immagine degli influencer e degli altri creator fa sognare. Dietro questa patina, però, molti scelgono percorsi più discreti e cercano semplicemente di gestire al meglio i propri guadagni all'estero. Ma come organizzare la propria situazione fiscale in modo legale? E come espatriare restando in regola con il fisco?

Tra il 2024 e il 2025 diversi Paesi hanno rafforzato i controlli. Germania, Belgio, Canada, Francia, Regno Unito e Cipro: le amministrazioni fiscali osservano sempre più da vicino i redditi provenienti da YouTube, Instagram, TikTok, OnlyFans, Twitch, dai link di affiliazione, dai regali o dai soggiorni sponsorizzati. Il messaggio è chiaro: trasferirsi all'estero non consente di sottrarsi automaticamente alle imposte.

I creatori di contenuti nel mirino del fisco

E' una professione che, fino a pochi anni fa, quasi non esisteva. Privi di un riconoscimento giuridico chiaro e di un quadro normativo specifico, i primi influencer attivi su YouTube e sulle altre piattaforme si sono mossi a lungo in una zona grigia, soprattutto dal punto di vista fiscale. Gli Stati, però, hanno iniziato presto a interessarsi ai redditi generati da queste nuove attività digitali. E i social network, in un certo senso, semplificano il lavoro delle amministrazioni fiscali: partnership, inserimento di prodotti a fini promozionali, viaggi, regali, link di affiliazione e stile di vita mostrato online diventano tutti elementi osservabili e confrontabili con i redditi dichiarati.

In Europa, la Commissione europea ha creato un Influencer Legal Hub per ricordare a influencer, agenzie e inserzionisti i loro obblighi in materia di diritto dei consumatori, pubblicità e trasparenza commerciale.

Gli influencer pagano le tasse?

La domanda può far sorridere, ma merita una risposta chiara. C'è chi pensa ancora che gli influencer, soprattutto quando vivono all'estero, riescano a sottrarsi al fisco. In realtà, qualsiasi reddito professionale può essere imponibile, sia che si viva nel proprio Paese d'origine sia all'estero. Il principio vale per tutte le professioni, comprese quelle legate alla creazione di contenuti.

Il progressivo riconoscimento della professione di influencer rinforza questo principio. Va anche ricordato che «freelance» non è né un mestiere né uno status giuridico. Il termine indica generalmente una persona che lavora in proprio. Nella maggior parte dei casi, il freelance esercita sotto la forma di lavoratore autonomo o di imprenditore individuale.

Influencer e creatori di contenuti espatriati: attenzione all'evasione fiscale

Diversi Paesi stanno intensificando i controlli fiscali nel settore dell'influencer marketing e della creazione di contenuti. In Germania, le autorità fiscali della Renania Settentrionale-Vestfalia hanno creato un'unità specializzata incaricata di controllare i redditi degli influencer e dei creatori di contenuti. Le autorità sospettano che alcuni di loro sottodichiarino i propri redditi, in particolare quando vivono in più Paesi o si trasferiscono in destinazioni molto in voga come Dubai.

Anche altri Länder hanno rafforzato la sorveglianza nei confronti dei creatori di contenuti. In Canada, da diversi anni squadre specializzate monitorano i redditi generati su YouTube, TikTok, OnlyFans e Instagram. Diversi creatori di contenuti sono già stati oggetto di controlli fiscali in Québec.

Aumento dei controlli

La Germania non è l'unico Paese ad aver rafforzato i controlli. Francia, Belgio, Canada, Regno Unito e Cipro monitorano con grande attenzione i redditi degli influencer espatriati.

In Belgio, le autorità fiscali stimano che molti influencer dichiarino i propri redditi in modo scorretto. In Francia, la normativa sull'influencer marketing richiama gli obblighi fiscali e pubblicitari applicabili ai creator, sia che risiedano nel Paese sia che vivano all'estero.

Nel Regno Unito, gli influencer e i creatori di contenuti che generano redditi regolari devono registrarsi presso l'HMRC (Her Majesty's Revenue and Customs) e presentare una dichiarazione fiscale in base alla propria situazione.

Anche Cipro ha rafforzato la disciplina fiscale per i creatori di contenuti e i personaggi pubblici. Gli influencer devono dichiarare tutti i redditi derivanti dai social network o da qualsiasi attività di creazione di contenuti, comprese le partnership, le collaborazioni retribuite e alcuni benefit in natura.

Influencer e creatori di contenuti: come espatriare restando in regola con il fisco?

Per espatriare con serenità occorre comprendere che la creazione di contenuti e l'attività di influencer sono attività professionali a tutti gli effetti. Non ci si trasferisce quindi all'estero come semplici turisti quando questa attività genera redditi.

Capire la propria attività

Molti creatori di contenuti ignorano ancora di essere considerati professionisti dalle autorità fiscali. Alcuni si percepiscono semplicemente come individui che condividono la propria passione, i propri consigli o la propria quotidianità all'estero. Altri pensano che sia necessario raggiungere un certo numero di iscritti per iniziare a pagare le tasse. In realtà, ciò che conta è soprattutto l'esistenza di un'attività che genera redditi. Qualsiasi attività retribuita deve essere dichiarata.

Definire bene il proprio status giuridico

Per restare in regola con il fisco occorre innanzitutto chiarire il proprio status: si lavora come autonomi? Si è dipendenti di un'agenzia o di un'azienda? Si è titolari di una società? Lo status scelto deve essere compatibile con l'espatrio e con la normativa del Paese di accoglienza.

L'economia dell'influencer marketing ha inoltre fatto nascere nuove figure professionali: manager e agenti per influencer, agenzie specializzate, società che producono contenuti, consulenti d'immagine ed esperti di marketing digitale.

Fare il punto sui propri contratti e redditi

Prima di trasferirsi all'estero è indispensabile fare il punto su tutti i contratti in essere e su tutte le fonti di reddito. Ogni accordo deve essere conforme alla legge, messo per iscritto, datato e firmato, con compensi indicati in modo chiaro e trasparente.

Anche i compensi in natura, come regali, prodotti omaggio, soggiorni sponsorizzati o inviti, vanno presi in considerazione quando sono legati a un'attività promozionale. Per questo, i creator dovrebbero tenere aggiornato l'elenco dei partner, dei marchi e delle collaborazioni attive.

Registrarsi presso le autorità fiscali

Per evitare un accertamento fiscale, gli influencer e i creatori di contenuti devono dichiarare la propria attività alle autorità competenti del Paese di residenza fiscale. A seconda della situazione possono inoltre mantenere obblighi fiscali anche nel Paese d'origine. Le regole diventano spesso complesse quando i redditi provengono da più Paesi o da più piattaforme. La nozione stessa di residenza fiscale può variare in base alle convenzioni fiscali internazionali. In questo contesto, rivolgersi a un consulente specializzato in fiscalità internazionale è fortemente consigliato.

Lavoro
A proposito di

Asaël Häzaq, web editor specializzato in notizie politiche e socioeconomiche, osserva e decifra le tendenze dell'economia internazionale. Grazie alla sua esperienza come espatriata in Giappone, offre consigli e analisi sulla vita da espatriato: scelta del visto, studi, ricerca di lavoro, vita lavorativa, apprendimento della lingua, scoperta del Paese. Titolare di un Master II in Giurisprudenza - Scienze Politiche, ha sperimentato anche la vita da nomade digitale.

Commenti