Espatrio tra mito e realtÓ

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Pubblicato 2020-07-13 15:00
Modificato 2020-07-14 15:00

Agli occhi di familiari ed amici la vita di noi espatriati è affascinante ed avventurosa. Il genere di vita che vorrebbero fare se non fossero incastrati nella routine. Essere un expat ha indubbiamente dei vantaggi ma non è tutto oro quello che luccica. Jerry Nelson, un espatriato americano a Buenos Aires ci spiega il perchè.   

 

Viaggiare non fa rima con espatriare

Le persone che non sono mai "uscite di casa" spesso confondono il viaggio all'estero con l'espatrio. Niente di più sbagliato. C'è un abisso di differenza tra visitare un paese per vacanza e trasferirsi lì in pianta stabile. 

Viaggiare per il mondo e scoprire nuovi posti è divertente - per un periodo di tempo limitato. Ma vivere all'estero è un altro paio di maniche. 

I viaggiatori non si scontrano con la quotidianità di un paese straniero perchè sono di passaggio. I turisti non devono preoccuparsi dell'istruzione dei figli o delle formalità burocratiche. 

E' comune sentire un viaggiatore all'estero che dice: "sarebbe semplice per me vivere qui". E qui scatta la voglia dell'espatriato di gettarlo lontano!

Non solo una bella avventura...

Siamo onesti. Essere un espatriato non è solo una "bella avventura". Già un semplice trasferimento, all'interno del proprio paese, porta con sè delle sfide... se ci aggiungiamo il dover fare i conti con una lingua e una moneta diverse, con nuovi usi e costumi... le cose si complicano. E' più facile sognare di andare a vivere all'estero restando tra le mure di casa propria. 

Le persone che decidono di espatriare lo fanno con la consapevolezza che dovranno tenere duro e non mollare quando le cose iniziano a complicarsi. 

Gli espatriati non hanno super poteri

Vi assicuro che non sono dotato di poteri magici anche se spesso mi sento dire: "Non potrei fare quello che fai tu".

Il percorso che ho scelto di intraprendere a volte è tortuoso. Spostarsi dall'altra parte del mondo non è semplice. Come non lo è imparare un'altra lingua, comprendere una cultura diversa dalla mia, o intraprendere un'attività. Ciò detto, sono consapevole del fatto che anche una coppia che vive in America ha le sue sfide, dovendo lavorare 80 ore a settimana e nel contempo crescere i figli. 

Per quelli di noi che amano vivere al limite, le ricompense superano di gran lunga i rischi.

E' come essere sulle montagne russe!

Ogni 24 ore, per circa 30 minuti, un espatriato ha l'impressione che la sua vita abbia un senso compiuto. Il resto del tempo è una lotta cercando di farsi capire mentre si parla una lingua che non abbiamo ancora del tutto imparato, con un accento che complica la cose. Ma sono tutte lezioni che ci servono per superare i nostri limiti. 

Malgrado le difficoltà non scambierei il posto dove sono per nessun paese anglofono del mondo! 

L'aiuto in casa non è un privilegio

Pensate all'ultimo film sulll'espatrio che avete visto. Il protagonista, spesso inglese o americano, torna a casa e si dirige in terrazza per sorssegiare un aperitivo servito da una premuorosa domestica.

La realtà è diversa. Le persone spesso pensano che viviamo una vita grandiosa solo perchè ci possiamo permettere una donna di servizio. È vero, non dover pulire casa è un vantaggio, anche se spesso ciò significa fondere due famiglie, la nostra e quella delle persone che ci aiutano nella gestione della casa. In alcuni paesi è impossibile farcela senza, ma questo implica doversi prendere cura delle loro spese mediche o dei loro problemi familiari. 

La prossima volta che qualcuno vi fa notare quanto sia agiata la vita di un expat, ricordategli che vi siete assunti la responsabilità di provvedere a due famiglie. 

Articolo tradotto da Expatriation: Myth vs reality