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10 domande da non fare ai partner degli espatriati

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Scritto daFrancescail 27 Settembre 2019

Quando una coppia decide di stabilirsi all'estero, spesso il motivo è da ascriversi ad un'opportunità lavorativa per uno dei due, e di conseguenza l'altro "segue". Partendo dal presupposto che entrambi abbiano ben ponderato la scelta discutendone insieme pro e contro, le persone che gravitano intorno alla coppia potrebbero non approvare in pieno il ruolo del partner “al seguito”. Con molta probabilità faranno domande per saperne di più...

Iniziamo con quelle più scontate...

Ma perché vuoi andartene?

Perché non mi sembra giusto che il mio compagno/a rifiuti un'offerta di lavoro per causa mia. Partendo insieme avremo l'opportunità di vivere una nuova esperienza, scoprire un nuovo paese, una cultura diversa dalla nostra…e molto altro ancora!

Non ti dispiace rinunciare alla tua carriera/vita per seguirlo/a?

Cosa intendi con rinunciare? Lo vedo come un nuovo inizio e un'occasione unica per sperimentare qualcosa di nuovo ed emozionante.

Non hai paura di pentirti della tua scelta?

Chi vivrà, vedrà! Preferisco godermi questa esperienza che vivere con il mio rimpianto di non averci provato.

E lui/lei apprezzano almeno la tua disponibilità?

Beh, lo spero. Ma ad essere sinceri è un'avventura che abbiamo deciso di vivere insieme. Anche se le ragioni della partenza sono legate alla sua carriera, è un'esperienza di vita che scegliamo di fare uniti.

Ci sono anche le riflessioni vecchio stile nei confronti del partner che si trasferisce e non potrà lavorare…

Cosa farai tutto il giorno, non ti annoierai?

Te lo saprò dire una volta arrivato/a ma non preoccuparti per me, di certo non mi perderò d'animo, le risorse non mi mancano. Troverò il modo di impegnarmi in attività che mi interessano e dedicherò del tempo a me stesso/a!

Rimanendo a casa tutto il giorno avrai tempo per preparare un sacco di manicaretti per tuo marito/moglie quando rientra dal lavoro...

Perchè no? E' una buona idea, sperimenterò con i prodotti locali ma questo non vuole che mi trasformerò per forza in un casalingo/a.

Non hai paura di non riuscire ad integrarti?

Con un minimo di buona volontà dovrei essere in grado di incontrare gente del posto o altri espatriati ed integrarmi facilmente… avrò il  tempo per farlo!

E se sei una donna avrai sicuramente sentito questo...

Se non hai figli: forse avrai finalmente il tempo di avere un bambino?

Il fatto di avere tempo non è esattamente un valido motivo per mettere al mondo un figlio, è riduttivo come pensiero. Preferirei aspettare di sentirmi pronta, in realtà.

A chi ha già dei figli: avrai finalmente il tempo di occuparti della tua famiglia?

Avrò sicuramente più tempo per loro, ma oltre a questo dedicherò degli spazi anche a progetti personali.

Sicuramente incontrerai persone nella tua stessa situazione...

Credo di si. Fare amicizia con gente che condivide un percorso simile al mio mi aiuterà a superare eventuali momenti di sconforto ed allo stesso tempo ci potremo supportare ed imbarcarci in nuove avventure insieme…

Vita quotidiana
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A proposito di

Dal 2012 gestisco la community italiana di Expat.com, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all’estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma. Scrivo articoli per il magazine di Expat.com, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all’estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all’estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all’estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.). Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all’estero, dalla viva voce di chi l’ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es. Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.

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