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Quebec è una delle città più sicure al mondo

Vincent Jiang
Scritto daFrancescail 10 Settembre 2019

Secondo la rivista di business e lifestyle CEO, la città di Quebec, capitale dell’omonima provincia, occupa il terzo posto nella classifica delle città più sicure al mondo nel 2019. Fatto interessante: è l'unica città del Nord America nella top 30 di questa classifica. Cosa la fa primeggiare?
Il sondaggio ha preso a riferimento 334 città di tutto il mondo e le ha classificate in base al tasso di criminalità.
Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) ne esce vincente. Al secondo posto Doha (Qatar), al terzo Quebec City (Canada) seguita da Taipei (Taiwan), Monaco (Germania), Dubai (Emirati Arabi Uniti), Zurigo (Svizzera), Berna (Svizzera), Eskisehir (Turchia) e Hong Kong.

Le città meno sicure sono, in ordine decrescente, Caracas (Venezuela), Pietermaritzburg (Sudafrica), Port Moresby (Papua Nuova Guinea), Pretoria (Sudafrica) e San Pedro Sula (Honduras).

Secondo il rapporto annuale della polizia di Quebec City, nel 2018 sono stati registrati solo due omicidi di primo grado nella regione.
I reati più comuni sono quelli per furto e se ne sono stati registrati  5065. Rispetto al 2017 è stata riscontrata una riduzione dei crimini di violenza sessuale, possesso di pornografia infantile, furto con scasso e infrazioni stradali. 

Pur non comparendo nelle classifiche internazionali del Mercer per qualità della vita o in quelle dell'Economist, che punta l'attenzione su Montreal e Toronto come città tra le più sicure, Quebec City se ne esce comunque vincente. 

La capitale della Belle-Province è un'ottima destinazione per gli espatriati grazie alle varie opportunità lavorative che offre. Nel Luglio del 2019, il tasso di disoccupazione si attestava al 2,3%, relativamente basso rispetto ad altre città canadesi. Il lato negativo della cosa è che le industrie locali faticano a trovare personale specializzato. Secondo il quotidiano Le Devoir i settori più toccati da questa penuria sono il turismo, la sanità e le nuove tecnologie. 

Per quel che riguarda il turismo, Quebec City è una delle destinazioni di punta del Nord America.  Nel Luglio 2019 è stata votata come migliore destinazione in Canada dai lettori della rivista Travel & Leisure.

Ottawa occupa il  37 ° posto nella classifica della rivista CEO dove compaiono anche le città di Victoria (74 °), Montreal (79 °), Calgary (89 °), Vancouver (116 °) e Toronto (123 °).

Una città sicura in un paese sicuro

Vale la pena di sottolineare che il Canada occupa il sesto posto nel Global Peace Index indetto dall' Institute for the Economy and Peace. Questo indice classifica 163 paesi nel mondo in base a 23 criteri in mteria di sicurezza, tra cui minacce terroristiche, importazione/esportazione di armi e tasso di criminalità. 

Al contrario, gli Emirati Arabi Uniti si trovano solo al 53° posto, otto posti in meno rispetto al 2018. Il Qatar, al 31° posto, sta recuperando soprattutto grazie ai suoi sforzi per ridurre l'oppressione politica. Anche Taiwan (36°) è considerata un paese sicuro, a differenza della Cina (110°) che rientra nella categoria dei paesi moderatamente sicuri.

La Turchia (152°) è tra i paesi meno sicuri principalmente a causa del rischio terroristico. La città di Eskisehir, a nord-ovest, è la meno esposta mentre le aree più pericolose si trovano a sud-est, vicino al confine con la Siria.

Abu Dhabi: una destinazione da considerare 

Abu Dhabi è al primo posto della classifica della rivista CEO come città più sicura, ma solo al 73° posto secondo il Mercer.
Come si spiega questa differenza tra i due sondaggi?
Una delle ragioni sta nei diversi criteri presi in considerazione dalle due riviste, la prima tiene conto solo del tasso di criminalità, mentre la seconda si basa su diversi criteri, tra cui la stabilità interna, i limiti alla libertà personale e il rischio terroristico.
Abu Dhabi, tuttavia, rimane una città dove è piacevole vivere.
Il sito SafeAround la ha collocata al 22° posto nella classifica delle città più sicure e più pericolose del mondo.
Secondo la società di sicurezza GardaWorld, il fatto che il Governo locale punisca severamente ogni forma di reato, è un deterrente a delinquere.
Sempre secondo il GardaWorld uno dei pericoli più reali è rappresentato dagli incidenti stradali.

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Dal 2012 gestisco la community italiana di Expat.com, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all’estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma. Scrivo articoli per il magazine di Expat.com, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all’estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all’estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all’estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.). Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all’estero, dalla viva voce di chi l’ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es. Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.

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