Brexit. Il progetto di Boris Johnson per favore l'ingresso di scienziati

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Pubblicato 2019-08-21 08:00
Modificato 2019-08-21 09:00

L'obiettivo è mantenere un alto livello di prestazioni nel settori di ricerca ed innovazione anche dopo la Brexit.
Il nuovo Primo Ministro britannico, Boris Johnson, ha annunciato l'intenzione di facilitare l’ottenimento del permesso di residenza nel Regno Unito per gli scienziati dopo la Brexit, prevista per il mese di Ottobre di quest'anno.

Mentre gli scienziati residenti nel Regno Unito esprimono il timore che una Brexit senza stipula di accordi precisi possa compromettere gravemente il settore della ricerca, Boris Johnson, sta attuando dei piani per facilitare l’ingresso nel paese agli scienziati di tutto il mondo.

Il Primo Ministro, di recente installatosi al civico 10 di Downing Street, ha fatto sapere che il Ministero degli Interni e il Dipartimento per le imprese, l'energia e la strategia industriale, stanno mettendo in atto una strategia per attirare nel Regno Unito i migliori esperti nel settore.

“Abbiamo creato la prima banca dati del DNA al mondo, scoperto il grafene, dato i natali alla matematica Ada Lovelace, al premio Nobel per la medicina Francis Crick e al premio Nobel per la fisica Peter Higgs. Per continuare ad essere all’avanguardia non dobbiamo solo supportare i talenti che abbiamo in casa ma snellire le procedure burocratiche cosi da attirare nuovi talenti da altre parti del mondo” ha detto Boris Johnson di recente in una diretta Facebook. 

Va sottolineato che il sistema di immigrazione britannico favorisce già l’ingresso di professionisti che operano nel settore della scienza. Infatti, nell’elenco della lista dei professionisti maggiormente richiesti nel Regno Unito figurano molte posizioni aperte in campo scientifico.
I ruoli che compaiono in questo elenco beneficiano di una serie di esenzioni relative alle procedure di richiesta del visto.
Le aziende e le istituzioni alla ricerca di biologi o fisici, ad esempio, non devono pubblicizzare la posizione prima di assumere un candidato straniero.
Il problema riguarda le procedure di visto per la famiglia che accompagna i candidati prescelti, riferisce il Guardian.

Boris Johnson sembra molto determinato a procedere con la Brexit, indipendentemente dal fatto che venga raggiunto o meno un accordo tra il Regno Unito e l'Unione europea.
Una Brexit senza il raggiungimento di accordi significherebbe ancora più incertezza per gli espatriati che vivono nel Regno Unito e per gli Inglesi che vivono al di fuori del paese.