Testimonianza di Stefano da Valencia

Intervista
Pubblicato 2019-07-03 07:42

Cambiare vita, rallentare i ritmi e godersi la famiglia in un ambiente più tranquillo. Stefano, assieme alla moglie e ai bambini, ha fatto il grande passo e da un anno ha lasciato la frenesia milanese per trasferirsi a Valencia, una bellissima città sul mare famosa per la paella.

Sono tutti felici e apparte la mancanza di qualche amico e parente, si godono in pieno la loro nuova vita in Spagna!

Raccontaci di te: chi sei e dove vivi attualmente?

Mi chiamo Stefano, ho 46 anni, sono italiano. Vengo da Milano e dalla scorsa estate vivo a Valencia

Quali sono i motivi principali che ti hanno portato a Valencia?

Siamo capitati con mia moglie a Valencia nel 2014 per una mezza maratona ed è stato subito amore. Abbiamo pensato che sarebbe stata una città ideale dove vivere e far crescere i nostri figli. Ci abbiamo messo 4 anni per trovare il coraggio, ma alla fine l’abbiamo fatto!

Ti sei trasferito solo o in famiglia?

Come dicevo, la famiglia è stato uno dei motivi che ci ha portato qui. Abbiamo due figli di 11 e 13 anni. Dopo anni dedicati al lavoro, dalla mattina presto alla sera, nel traffico e nello stress milanese, ho pensato che fosse il momento di provare a cambiare vita, rallentare un po’ i ritmi e godermi la famiglia in un contesto più “piccolo”, più sicuro e con un clima più favorevole.

Qual è stata la prima sensazione che hai provato appena sei arrivato a Valencia?

A parte il senso civico che caratterizza questa città, la gentilezza delle persone è quello che più ci ha colpito. Ancora oggi ci stupiamo della loro disponibilità e della loro voglia di esserti di aiuto. Diciamo sempre che sembra di essere in Sicilia con il senso civico del Trentino.

Di cosa ti occupi?

Per il momento continuo a tenere un rapporto di collaborazione con l’azienda italiana presso cui lavoravo, facendo un viaggetto avanti e indietro in Italia ogni due settimane. Un buon compromesso!

Dal punto di vista professionale, cosa ti offre in più la Spagna rispetto all’Italia?

Questa credo sia la nota dolente. Gli spagnoli sono abituati a lavorare più ore (anche se con ritmi diversi) guadagnando mediamente meno degli italiani, quindi bisogna essere pronti ad adattarsi. Di italiani qui ce ne sono molti e i più hanno aperto bar e ristoranti, con risultati a volte positivi ed a volte meno. C’è stata molto la moda di comprare case per affittarle con airbnb, ma ora le leggi qui sono cambiate e ottenere licenze turistiche diventa davvero complicato.

Come si sono adattati i tuoi figli al nuovo contesto di vita? Hanno risentito del cambiamento?

Questa è stata la vera sorpresa. I miei figli sono stati proiettati in una scuola pubblica a settembre con (come potete immaginare) non poche difficoltà iniziali. Qui a Valencia è presente in maniera forte anche la lingua Valenciana. Hanno dovuto quindi imparare due lingue nuove in una volta sola. E potete inoltre capire le difficoltà anche nelle altre materie, dove i programmi non sono proprio allineati e alcune materie, come per esempio la geografia, non centra nulla con quelle fino ad ora studiata. La capacità di assorbimento dei ragazzi è stata però incredibile. Dopo il primo mese erano già piuttosto integrati ed allineati, anche grazie al supporto fornito dalle scuole, ma ormai da Natale non hanno più nessun problema. 
Ci tengo a dire che i figli NON DEVONO essere il limite nel pensiero di un trasferimento. Loro si adattano meglio di noi e prima.

Com’è una tua giornata tipo?

Molto diversa da quella milanese. Lavorando da casa, mi permette di fare colazione con i miei figli, lavorare aspettando che ritornino da scuola, pranzare insieme, rimettermi al lavoro fino a quando iniziano le loro attività sportive pomeridiane, che ora ci tengo a seguire, non avendolo mai potuto fare quando ero a Milano. E’ vero che ogni paio di settimane devo viaggiare per qualche giorno, ma poi quando ci sono, ci sono!

Come ti sei mosso per la ricerca della casa?

Internet è stato ovviamente lo strumento preferito. Abbiamo individuato una decina di case, preso appuntamenti e passato un weekend con le diverse agenzie. Per fortuna è bastato quel weekend per trovare quella giusta, per il momento in affitto.

Per affittare, è necessario dimostrare di avere un lavoro in loco?

Questo no, però i proprietari di case tendenzialmente chiedono delle credenziali ed avere un lavoro è sicuramente apprezzato. L’unico vincolo necessario che ci è stato richiesto per poter fare il contratto di affitto è stato quello di possedere il NIE (paragonabile ad una sorta di codice fiscale), che si può richiedere facilmente all’ayuntamiento. Il NIE è necessario anche per richiedere l’assistenza medica e per lavorare sul territorio spagnolo.

Fare invece il NIE è relativamente semplice.
Essendo un documento che serve sia per richiedere sanità, lavoro, ma anche semplicemente un conto in banca o un contratto di affitto, basta richiedere appuntamento alla polizia per ottenerlo. L’appuntamento però non è semplicissimo da prendere in quanto va richiesto solo attraverso internet (e ogni giorno vengono dati dei posti disponibili) e quando si ottiene l’appuntamento bisogna aspettare circa 3/4 settimane.
Questo il link per richiederlo https://sede.administracionespublicas.gob.es/icpplus

Quali sono i quartieri di Valencia più adatti alle famiglie?

Il discorso sarebbe troppo ampio. Valencia offre davvero tanti bei quartieri per tutti i gusti. La città è in generale molto sicura, illuminata e senza pericoli, collegata con piste ciclabili quasi ovunque. Per quanto mi riguarda amo molto il quartiere chiamato Benimaclet, pieno di giovani e piuttosto economico. So però che molti italiani hanno preferito il quartiere di Ruzafa, che è molto bello e ben posizionato. 

Quali sono invece le zone da evitare?

Se vogliamo l’unico quartiere sconsigliato è quello di Nazaret. Anche il Cabanyal, il quartiere dietro la spiaggia della malvarosa offre parti più o meno “folcloristiche”, ma sta cambiando di anno in anno e sembra ora non essere più così pericoloso.

Che iter hai seguito per l’iscrizione a scuola dei tuoi figli?

Noi abbiamo preferito seguire l’iter standard. Intorno a Maggio bisogna presentare nella scuola scelta la “solicitud”, cioè la richiesta di ammissione alla scuola. All’interno della stessa si possono inserire fino a 10 scuole in modo che se in quella dove viene presentata la domanda non ci fosse posto, si passa alla successiva e così via. A Giugno vengono ufficializzati i risultati e si può procedere con l’iscrizione ufficiale. L’alternativa arrivando dopo giugno è, una volta trasferiti ed aver richiesto l’empadronamiento (cioè la richiesta di residenza) andare all’ayuntamiento chiedendo quali scuole hanno ancora posto, accorciando un po’ i tempi, anche se ovviamente si riduce la scelta.
Piccola parentesi. In Spagna, oltre alle scuole pubbliche e private, esistono quelle concertade, che sono scuole in edifici pubblici, gestite privatamente. I costi sono piuttosto bassi (per i nostri figli spendiamo 25 Euro/mese, ed in generale i costi sono ben sotto i 100 Euro/mese) e si è sicuramente seguiti meglio.

La scuola sia per mia figlia che per mio figlio ha messo a disposizione delle lezioni di supporto.
Mia figlia, che è iscritta ad una scuola secondaria concertada ha addirittura avuto una insegnante di sostegno dedicata che nelle materie dove aveva più difficoltà, come ovviamente lingua, ma anche nelle materie in cui era ad un punto differente del programma come matematica, veniva “prelevata” dalla classe e faceva “lezioni private” per mettersi in pari.
Mio figlio, iscritto invece ad una scuola primaria pubblica, ha avuto invece la disponibilità di altre maestre che, quando potevano, stavano al suo fianco durante le lezioni di lingua (sia castellano che valenciano) o lo prelevavano a volte durante l’orario scolastico, per aiutarlo nella comprensione durante le prime lezioni.
Come ti dicevo, nel giro di un mesetto entrambi non ne ha più praticamente avuto bisogno.

Come funziona la sanità?

Per fortuna abbiamo avuto poco a che fare con la sanità pubblica, ma per quello che abbiamo visto funziona benissimo. 
Per prender appuntamento con il dottore, basta entrare su internet, richiedere l’appuntamento all’ora e nel giorno desiderato. Se il dottore che ti è stato assegnato non ha posto, te ne viene affidato uno in alternativa o ti viene detto quando è la prima disponibilità.

Quanto ti costa la vita al mese? 

Quello che posso dire è che la vita in generale è decisamente meno cara che in Italia (prezzi paragonati a Milano, dove vivevo).
Partendo dai beni di prima necessità, si trovano ancora le 6 uova sotto l'euro, il latte intorno ai 0.70 centesimi e il pane (per esempio la baguette) a 0.40 Euro.
La carne (sopratutto maiale, tacchino e pollo) costa davvero poco ed è decisamente di qualità superiore. 
Anche pesce e frutta sono molto meno cari e sopratutto c'è molta più stagionalità....anche nel pesce.
La benzina è di poco sopra 1,20 Euro, mentre il gasolio è intorno a 1.15
Se parliamo poi di mangiare fuori, tra i 20 ed i 25 euro si mangia in ristoranti davvero ottimi e bastano circa 10 euro per mangiare in quelli più modesti.
Si trovano ancora parecchi bar  con birra in bottiglia servita al tavolo con noccioline ad 1 euro. Se ci si accontenta di una cana (la nostra birra piccola) anche meno.
Faccio ancora fatica a comparare le utenze, visto che si usa molto di più l'elettricità e non esiste il gas.
Ho attivato un pacchetto pay TV + wifi + telefono mobile per 80 euro mese.
Anche grandi catene, come per esempio Zara, praticano prezzi un pò più bassi rispetto all'Italia.

Parli spagnolo e come l’hai imparato?

Abbiamo fatto un corso prima di partire, ma abbiamo imparato molto sul posto. Scuola ed attività dei bambini (oltre ora a qualche amico) ti danno la possibilità di metterlo in pratica, che è la maniera migliore per imparare. Partiamo però dal presupposto che capire lo spagnolo per noi italiani è abbastanza facile e parlare “l’itagnolo” prima dello spagnolo già è sufficiente per farsi capire,

Quali sono (fin ora!) i pro e i contro della tua esperienza da expat in Spagna?

A parte la mancanza di qualche amico e parente non troviamo davvero nessun contro. 
Tra i pro metto invece in primo piano il clima, che ti permette di vivere all’aperto tutto l’anno, oltre al fatto che la grandezza della città ti permette di raggiungere tutto a piedi o in bicicletta in tempi davvero brevi. Un altro pro da parte mia è che essendo Valencia quasi sotto l’Inghilterra, ma con il fuso italiano, ha circa 40 minuti in più di luce alla sera. C’è ovviamente luce più tardi al mattino, ma a me non importa. 

 

 

1 Commento
dambrox
dambrox
2 mesi fa

Ciao, grazie mille per il tuo articolo e testimonianza perchè mi hai aiutato almeno a capire meglio come funziona in certi ambiti. Io attualmente vivo a Modena ma fra qualche mese se tutto va bene verrò a lavorare a Valencia. Non sto lavorando e ancora non ho trovato lavoro ma per ora la prima cosa che vorrei fare è trasferirmi li. Grazie e saluti

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