Cosa sono le zone franche negli EAU?
Le zone franche degli Emirati Arabi Uniti sono più di 40. Si tratta di aree designate in cui gli stranieri, cioè gli espatriati nel Paese, hanno la possibilità di detenere un'attività al 100%. Ogni zona franca è solitamente destinata a un settore specifico, ma consente anche una flessibilità multidisciplinare.
Il Dubai International Financial Centre (DIFC), ad esempio, è dedicato alle società finanziarie di proprietà straniera: compagnie assicurative, società di investimento, banche e altro. Dubai Maritime City (DMC) si occupa di servizi marittimi, quali la riparazione e il rimessaggio delle navi. La Creative City Free Zone è dedicata ai media e alle comunicazioni, agli eventi e all'intrattenimento, alla consulenza e all'istruzione. Il Dubai Multi Commodities Centre (DMCC) si occupa della compravendita di materie prime: dal caffè, all'acciaio, al petrolio.
Il prezzo per l'ottenimento delle licenze varia a seconda delle zone. Le più convenienti variano tra i 6.000 e i 12.000 dirham, ovvero tra i 1.600 e i 3.000 dollari. Le più costose arrivano fino a 50.000 dirham, quasi 14.000 dollari. In aggiunta al fatto che le aziende della zona franca possano essere al 100% di proprietà straniera, non vengono applicate tasse sugli stipendi dei dipendenti, né sulle esportazioni e sulle importazioni. Godono di un'esenzione fiscale della durata di 50 anni e danno la possibilità di rimpatriare il 100% del capitale e dei profitti all'estero.
In più queste zone franche dispongono di infrastrutture di prim'ordine e di un'ampia concentrazione di lavoratori qualificati e multilingue. Il processo di assunzione di professionisti stranieri è relativamente facile poiché le zone franche dispongono di servizi dedicati al rilascio dei visti di lavoro.
Non sorprende dunque che queste zone siano estremamente popolari. Nel 2019, prima dell'interruzione dei viaggi e dei commerci internazionali, il volume degli scambi commerciali delle zone franche era aumentato del 2,1%. Gli Emirati Arabi Uniti restano una destinazione ambita dagli espatriati perché la loro economia si è mantenuts solida nonostante la pandemia, in parte grazie al sostegno finanziario che il governo ha offerto alle imprese.




