I Paesi che applicano sanzioni nei confronti della Russia

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Pubblicato 2022-05-19 alle 13:00 da Mikki Beru
Sabato 14 maggio i leader del G7 hanno concordato un'ulteriore proroga alle sanzioni economiche e diplomatiche contro la Russia. I 7 grandi della Terra si impegnano a eliminare gradualmente la loro dipendenza dal gas russo e continuano a fare pressioni alle nazioni che hanno stretto un'alleanza con Putin. 

Il tono è fermo: "Non riconosceremo mai i confini che la Russia ha cercato di modificare con il suo intervento militare". Mentre la battaglia nel Donbass si blocca, Serguei Lavrov, il ministro degli Esteri russo accusa "l'Occidente ci ha dichiarato guerra"; dopo che l'esercito ucraino esce vittorioso dalla battaglia a Kharkiv, quali paesi hanno preso sanzioni diplomatiche contro la Russia? Che impatto hanno avuto queste sanzioni?

Espulsione di diplomatici

La reazione delle nazioni prese di mira non si fa attendere. I Paesi Bassi sospendono il rilascio dei visti per i cittadini russi. La decisione, tuttavia, non è propriamente una sanzione nei confronti di Putin quanto un'incapacità logistica nel rilasciare i visti, poiché tutto il personale addetto a questo compito è stato espulso dalla Russia. In un tweet del 26 aprile, l'ambasciatore olandese in Russia, Gilles Beschoor Plug, si rammarica del contrattacco russo, che va a discapito della collettività, ma assicura che il governo olandese farà di tutto per ripristinare i visti temporanei e umanitari. Anche Lettonia e Repubblica Ceca sospendono i visti ai russi, salvo casi di “emergenza umanitaria”.

L'espulsione dei diplomatici è una delle prime misure (insieme alle sanzioni economiche) prese contro la Russia. Dall'inizio della guerra, l'Unione Europea ha negato la possibilità per i titolari di passaporto russo di recarsi nell'UE senza visto. La maggior parte dei Paesi europei ha espulso i diplomatici russi, sospettati di essere degli agenti a servizio dell'intelligence russa. Il 24 febbraio anche gli Stati Uniti informavano di aver espulso gli agenti russi.

Sanzioni contro gli oligarchi russi

Più di 900 oligarchi russi sono stati sanzionati in Occidente. Tra le misure attuate c'è il congelamento dei beni, il sequestro di beni immobili, la sospensione dei visti... La famiglia presidenziale non è immune dalle sanzioni. All'inizio di aprile, Maria Vorontsova e Katerina Tikhonova, le due figlie di Vladimir Putin, entrano a far parte della "lista nera" di Stati Uniti, Regno Unito e UE. Di cosa sono incolpate? Maria avrebbe intrattenuto legami con una società sospettata di finanziare il governo russo e, quindi, la guerra. Katherina guiderebbe un fondo di sostegno che includerebbe, tra i suoi membri, oligarchi russi vicini al Cremlino. I beni delle figlie di Putin sono stati congelati e non possono più viaggiare negli Stati Uniti o nell'UE. A metà aprile, anche il Canada le ha sanzionate.

Congelamento dei beni, divieto di soggiorno e niente golden visa. Pochi giorni prima dell'inizio della guerra, il Regno Unito ha annunciato che stava mettendo fine al suo programma di "golden visa". Lanciati nel 2008, questi visti garantivano la residenza permanente a chiunque avesse investito 4 milioni di euro in Gran Bretagna… Questa nazione, come altre nel mondo, ai tempi risentiva delle prime ondate della crisi finanziaria dei mutui subprime. Prestando poca attenzione all'origine dei fondi, le autorità britanniche concedono così la residenza a un certo numero di oligarchi russi, alcuni dei quali sospettati di riciclaggio di denaro. Secondo Transparency International, una ONG anti-corruzione, “2.581 russi super ricchi hanno investito 2.5 miliardi di euro in immobili di lusso a Londra, di cui almeno la metà è di provenienza dubbia". Le sanzioni non sono solo simboliche. Attaccare questi oligarchi significa toccare le tasche del Cremlino.

Russia esclusa dal mondo sportivo

Basket, calcio, tennis, ciclismo, atletica leggera, Formula 1… Le organizzazioni sportive escludono la Russia dagli incontri internazionali. Anche la Bielorussia è interessata da queste sanzioni. Il 28 febbraio scorso il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha chiesto l'esclusione di Russia e Bielorussia da tutte le competizioni sportive. Cade la neutralità che aveva finora contraddistinto il mondo sportivo. A volte criticato per le sue posizioni "neutrali" (vedasi le ultime Olimpiadi di Pechino), il CIO ha cambiato politica. Il CPI (Comitato Paralimpico Internazionale) segue l'esempio ed esclude gli atleti russi e bielorussi dai Giochi invernali. In aprile, la Svizzera ha chiesto anche l'esclusione dei funzionari russi e bielorussi delle organizzazioni sportive internazionali. Per la Svizzera non vanno sanzionati solo gli atleti ma anche i dirigenti.

All'inizio di maggio, la UEFA (Unione delle federazioni calcistiche europee) ha confermato l'esclusione delle squadre russe dalle partite di quest'anno. I russi non potranno partecipare a nessun torneo in Europa. La Russia, candidata agli EURO 2028 e 2032, è definitivamente esclusa dalla selezione. Stessa linea da parte della FIBA ​​(Federazione Internazionale Pallacanestro), e del mondo del rugby, che sospende le squadre russe. E quando gli atleti sono autorizzati a giocare, è sotto bandiera neutra (Formula 1, tennis).

L'esclusione degli atleti russi fa nascere anche dei dibattiti. Per alcuni, sanzionare un atleta a causa della sua nazionalità non ha senso, o peggio, genera un'escalation di discriminazione e violenza. Per altri è necessario scorporare le competizioni internazionali, dove l'atleta gioca sotto la bandiera del proprio paese, da altri tornei, dove l'atleta gareggia individualmente. Un'altra corrente di pensiero giustifica invece le sanzioni, ritenendo che sia necessario “dare l'esempio”.

Il sesto "pacchetto" di sanzioni sarà l'ultimo? L'UE annuncia che rafforzerà le sanzioni contro la Russia. Il Regno Unito continua le sue indagini e attacca la cerchia ristretta di Putin. Il 14 maggio ha emesso nuove sanzioni che hanno colpito, tra gli altri, Lyudmila Ocheretnaya, la sua ex moglie, e Alina Kabaeva, un'ex ginnasta sospettata di essere l'amante. Colpire la rete di Putin in modo sempre più serrato: è una delle armi usate dalle potenze occidentali per indebolire la Russia. Quali saranno le conseguenze? Nel frattempo il rublo, grazie alla vendita di gas agli Stati dell'Unione Europea, si è ripreso dal crollo registrato all'inizio della guerra. La Russia sta anche cercando di aggirare le sanzioni che le sono state imposte alleandosi con Paesi che hanno dei contrasti con l'occidente, leggasi l'Africa. Da parte sua l'Ucraina sta resistendo meglio del previsto. Domenica 15 maggio, l'intelligence britannica ha annunciato che la Russia ha perso un terzo delle sue forze di terra. Questo potrebbe essere il primo fallimento della Russia, al quale protrebbero aggiungersene altri.