Oggi molti aspetti della nostra vita sono dominati dalla logica del giudizio e della valutazione: colloqui annuali, indicatori di performance, obiettivi da raggiungere, bilanci di competenze. Ma bisogna applicare lo stesso approccio a un trasferimento all'estero? Vivere in un altro Paese è un'esperienza ricca e complessa, che solleva una domanda importante: come – e perché – dovremmo valutarla? Può aiutarci quando ci candidiamo per un nuovo lavoro permettendoci di mettere in risalto la nostra esperienza interculturale, per fissare obiettivi futuri in un contesto internazionale, o magari per dare un senso più profondo alle ragioni di un eventuale rientro?