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Espatriare nell'Unione Europea: cosa devono sapere gli italiani

Victor Freitas su Pexels© Victor Freitas su Pexels

Per un cittadino italiano, trasferirsi in un altro Paese dell'Unione Europea è generalmente più semplice rispetto a un espatrio extra-UE, ma questo non significa che sia privo di vincoli. Molti partono pensando che bastino poche formalità per iniziare la nuova vita, salvo poi scoprire che per lavorare, accedere alla sanità o registrare la residenza servono documenti specifici e procedure che variano a seconda dello Stato.

Trasferirsi in un altro Paese UE: perché la carta d'identità non basta

Trasferirsi dall'Italia in un altro Paese dell'Unione Europa potrebbe, all'apparenza, sembrare un passaggio che richiede poche formalità. Dopotutto siamo in Europa: niente visti da richiedere mesi prima, niente code estenuanti alle ambasciate o lungaggini all'ufficio immigrazione.

È proprio in questa apparente semplicità, però, che si nasconde qualche insidia.

Qualcuno potrebbe pensare che la burocrazia sia una questione che riguarda soprattutto chi si trasferisce fuori dall'Unione Europea, per poi scoprire che anche all'interno dell'UE ci sono diverse formalità da rispettare. Una registrazione non effettuata, un documento mancante o una procedura avviata in ritardo possono creare difficoltà già nelle prime settimane. Trasferirsi in un altro Paese europeo è sicuramente più semplice sotto molti aspetti, ma questo non significa che non ci siano regole da seguire.

Il malinteso della libera circolazione

La libera circolazione permette ai cittadini dell'Unione Europea di trasferirsi in un altro Stato membro senza dover richiedere un visto o un permesso prima della partenza. Per soggiorni fino a tre mesi, in linea generale, è sufficiente avere una carta d'identità o un passaporto validi, anche se alcuni Paesi possono chiedere di segnalare la propria presenza alle autorità locali.

Superati i tre mesi, però, il diritto di soggiorno non è più del tutto privo di condizioni. I requisiti cambiano in base alla situazione personale: chi lavora come dipendente o autonomo può soggiornare in quanto lavoratore mentre gli studenti devono essere iscritti a un istituto riconosciuto e disporre, in genere, di risorse sufficienti per mantenersi. 

Inoltre, dopo i primi tre mesi lo Stato ospitante può richiedere l'iscrizione come residente presso le autorità competenti. La libera circolazione, quindi, non significa poter vivere a tempo indeterminato in qualsiasi Paese dell'UE senza formalità o requisiti: significa poter entrare e trasferirsi con procedure molto più semplici rispetto a chi proviene da un Paese extra-UE.

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Controlla la validità dei documenti

Un aspetto importante da verificare prima della partenza riguarda i documenti. Dal 3 agosto 2026 la carta d'identità cartacea italiana non è più valida per viaggiare ed espatriare nell'Unione Europea, indipendentemente dalla data di scadenza indicata sul documento.

Per spostarsi negli altri Paesi dell'UE è quindi necessario avere una Carta d'Identità Elettronica (CIE) valida per l'espatrio oppure un passaporto. Anche se la CIE è sufficiente per viaggiare nell'Unione Europea, avere con sé anche il passaporto può facilitare alcune pratiche amministrative o bancarie. Prima di trasferirsi conviene quindi controllare la validità dei propri documenti e rinnovare quelli prossimi alla scadenza.

Il "corto circuito" burocratico: casa, lavoro e conto in banca

In molti Paesi dell'UE, dopo i primi tre mesi è necessario registrare la propria residenza presso l'autorità competente, che può essere il comune, l'anagrafe o la polizia locale. Procedure e scadenze variano da uno Stato all'altro.

In Germania, ad esempio, per la corretta gestione fiscale della busta paga viene utilizzato il codice fiscale (Steuer-ID) ), che viene normalmente attribuito dopo la registrazione dell'indirizzo (Anmeldung). Per completare quest'ultima occorre però la conferma del proprietario dell'alloggio (Wohngeberbestätigung). Senza un'abitazione che permetta di registrare la residenza può quindi essere difficile completare l'Anmeldung e ottenere rapidamente lo Steuer-ID. 

Anche negli altri Paesi esistono procedure specifiche. In Spagna bisogna familiarizzare con il Certificado UE e con il NIE, il numero di identificazione degli stranieri. In Francia, invece, i cittadini UE non hanno un obbligo generale di ottenere un titolo di soggiorno, ma è importante avviare le pratiche per l'affiliazione alla Sécurité Sociale e, quando se ne ha diritto, per ottenere la Carte Vitale.

Ogni Paese ha quindi regole e passaggi amministrativi propri. Informarsi prima della partenza sull'ordine in cui svolgere le diverse pratiche può evitare ritardi e difficoltà nelle prime settimane dopo il trasferimento.

Registrazione locale e AIRE non sono la stessa cosa

La registrazione nel Paese di destinazione e l'iscrizione all'AIRE sono due formalità distinti. La prima serve a regolarizzare la propria posizione nello Stato in cui ci si trasferisce, secondo le procedure previste dalla normativa locale. 

L'iscrizione all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE), invece, riguarda i rapporti con lo Stato italiano ed è obbligatoria per i cittadini italiani che trasferiscono all'estero la propria residenza. La richiesta deve essere presentata entro 90 giorni dal trasferimento della residenza e può essere inoltrata online attraverso il portale Fast It del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La pratica viene presa in carico dall'ufficio consolare italiano competente per il luogo di residenza. In linea generale, l'iscrizione all'AIRE non è prevista per chi si reca all'estero per un periodo inferiore a 12 mesi.

È quindi possibile dover effettuare entrambe le procedure: registrarsi presso le autorità del Paese di destinazione secondo le regole locali e, separatamente, comunicare all'Italia il trasferimento della propria residenza attraverso l'iscrizione all'AIRE. Una procedura non sostituisce l'altra.

Fisco e sanità

L'iscrizione all'AIRE è importante, ma da sola non basta a stabilire che non sei più residente fiscale in Italia. In base all'articolo 2 del TUIR, puoi essere considerato residente fiscale in Italia se, per la maggior parte del periodo d'imposta, hai qui la residenza, il domicilio - cioè il luogo in cui si concentrano soprattutto le tue relazioni personali e familiari - oppure sei fisicamente presente sul territorio italiano. Se anche il Paese in cui vivi ti considera residente fiscale, bisogna controllare cosa prevede l'eventuale convenzione contro le doppie imposizioni stipulata con l'Italia.

Anche per l'assistenza sanitaria è importante distinguere tra un soggiorno temporaneo all'estero e un trasferimento stabile. La Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) permette di ricevere le cure mediche necessarie durante un soggiorno temporaneo in un altro Paese dell'UE, dello Spazio Economico Europeo o in Svizzera, alle stesse condizioni previste per gli assicurati locali. Se invece ti trasferisci stabilmente all'estero, devi verificare come ottenere la copertura in loco. Con il trasferimento della residenza all'estero e l'iscrizione all'AIRE decade i'iscrizione al Servizio sanitario nazionale italiano, compresa l'assegnazione del medico di base. 

Una check-list prima di chiudere la valigia

Spostarsi in un altro Paese dell'Unione Europea resta un'opportunità straordinaria e più semplice rispetto al resto del mondo. Va però ben pianificata per evitare che i primi mesi si trasformino in una maratona di uffici e moduli in una lingua che magari stai ancora imparando.

Prima di chiudere i bagagli, assicurati di avere:

  1. CIE o passaporto validi per l'espatrio e con sufficiente validità residua.

  2. Un piano chiaro da seguire per la registrazione della residenza secondo le procedure e le scadenze previste dal Paese di destinazione.

  3. Informazioni chiare sulla copertura sanitaria prevista nel Paese di destinazione e sugli eventuali documenti da presentare.

  4. La documentazione pronta per richiedere l'iscrizione all'AIRE entro 90 giorni dal trasferimento della residenza.

  5. Le idee chiare sul tuo stato fiscale come espatriato.

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Francesca
Autore

Dal 2012 gestisco la community italiana di Expat.com, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all'estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma. Scrivo articoli per il magazine di Expat.com, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all'estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all'estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all'estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.). Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all'estero, dalla viva voce di chi l'ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es. Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.

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