Di cosa ti occupavi prima del trasferimento?
Per 13 anni sono stata responsabile operativa in un'azienda di spedizioni internazionali.

Lucia Nur vive a Fes assieme alla famiglia. E' sposata con un cittadino marocchino e mamma di due bimbi. Curiosa per natura, ama viaggiare e parla correntemente il darija, un dialetto locale. Attualmente gestisce un'attività legata al settore immobiliare con il marito.
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Il trasferimento aveva come scopo un cambio totale di vita visto che il ritmo delle giornate in Italia non ci permetteva di trascorrere del tempo con i nostri figli quindi attualmente mi occupo sopratutto di loro, dò poi qualche ora di ripetizione di inglese ed italiano ad alcuni ragazzini marocchini.
Io e mio marito abbiamo un'attività legata al settore immobiliare che ci permette di gestire molto liberamente orari e giornate anche alternandoci negli impegni (che comunque portano via solo qualche ora alla settimana).
In questo modo posso seguire la famiglia, con la quale viaggio spesso, ed i miei studi (attualmente sto effettuando una ricerca sul sufismo).
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Ho vissuto in diversi paesi, tra tutti la Cina mi è rimasta nel cuore, ci sono stata diverse volte per periodi più o meno lunghi per approfondire i miei studi in lingua e cultura cinese.
Un paese splendido, un'esperienza indimenticabile.
Possiedo la carte nationale, a breve avrò la cittadinanza ma avendo marito e figli già con la doppia cittadinanza il mio è stato un iter un po' più breve diciamo...
In ogni caso, presso ogni Prefettura di Polizia si possono avere tutte le informazioni per la richiesta di regolarizzazione.
Mi alzo alle 7:30 circa, abbondante colazione come da tradizione, porto i ragazzi a scuola, qualche telefonata di lavoro, camminata fino al swika (mercato) per acquistare verdura e frutta freschi per la giornata.
Pranzo preparato da noi perchè adoriamo cucinare (e mangiare genuino).
Poi una bella siesta (leggendo magari) in amaca sotto il gazebo in stah(il tetto terrazzato dritto delle case arabe).
Verso le 16 recupero i ragazzi da scuola ed usciamo per un giro con le bici o facciamo qualche escursione; spesso alla foresta di Ain Chkef, qualche volta al parco Diamant Vert dove ci sono anche delle splendide piscine.
Verso sera l'immancabile tè alla menta accompagnato da briouats dolci o salati e mesemmen.
Molto tardi si cena fuori o da amici, spesso griglietta di pollo e verdura.
(La tv qua si guarda mooolto poco!!!)

Qui è tutto molto easy, lo spirito è quello che si ha in vacanza, ma qui è cosi per tutto l'anno.
Diciamo che noi abbiamo sempre vissuto "alla marocchina"quindi eravamo disadattati in Italia, qui stiamo bene.
Ho studiato arabo all'università ma nella vita quotidiana serve il darija che è un dialetto.
Io lo parlo correntemente ed è INDISPENSABILE per vivere qui (da turisti bastano francese o inglese, molti autoctoni parlano italiano).
L'unico modo per imparare il darija è avere un madrelingua a disposizione e praticarlo, è un dialetto difficile, una lingua orale (" logha dial zanqa "come viene chiamato qui, la lingua della strada), una sorta di slang.
Considerando che possediamo una casa di proprietà quindi non paghiamo affitto, spendiamo circa 5000 dh al mese (spese solastiche incluse).
Per l'assistenza sanitaria è preferibile avere un'assicurazione o denaro a disposizione per poter usufruire di strutture private, che sono all'avanguardia.
Gli ospedali pubblici sono disastrosi.
Essendo un paese musulmano ci si aspetta che le donne siano abbigliate e si atteggino in maniera decorosa, quindi è opportuno evitare abiti succinti e comportamenti volgari (regole che comunque valgono anche per gli uomini anche se in misura più soft).
Nel mio caso, essendo parte integrante di una famiglia musulmana e non una turista o straniera di passaggio, ci si aspetta una condotta esemplare perchè la comunità mi rispetti e mi accetti come membro.
Si tratta delle stesse regole sopra citate, nulla di estremo, e la cosa non mi dà affatto fastidio, anzi, visto che hanno come scopo la tutela della mia dignità e sicurezza.

Credo gestioni di riad e ristoranti ma non ho molti contatti con espatriati, non sono informata.
Qui è molto sicuro, la polizia è dovunque ed esegue controlli accurati e severi.
Più problematiche ci sono verso est, alla frontiera con l'Algeria che è chiusa, ed a sud dove vi sono ancora dispute con il fronte Polisario per i territori del Sahara.
A Fes abbiamo escursioni termiche notevoli sempre ma particolarmente in estate, un po' come nelle zone desertiche...è un microclima a sè stante.
Abbiamo sole tutto l'anno.
Dunque, ci sono un sacco di cose da vedere sia in città che nei dintorni; ovviamente la parte storica della città, Fes el bali e Fes jdid, patrimonio dell'umanità e medina più grande al mondo.
Tuttavia è piacevole passeggiare anche nella parte moderna di Fes che alla sera si riempie di gente ed attrazioni per bambini e grandi, con i suoi viali di palme ed i localini per gustare un ottimo aaser di frutta o un buon tajine.
Nelle vicinanze ci sono Mulay Yacoub, con gli splendidi paesaggi e le terme e la zona sull'Atlante di Imouzzer Kandar e Ifrane, dove si trovano i mercatini berberi tipici.
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È un po' riduttivo usare poche frasi per spiegare ma riassumendo sono sicuramente più rilassata ed ottimista, consapevole, e mi sono liberata da molte strutture mentali che limitavano la mia vita.
Credo sia tendenza comune riempirsi le esistenze di oggetti e impegni soffocando così la nostra vera natura, la nostra spiritualità e con esse i nostri sogni.
La vita è fatta di esperienze e di persone e qui ne ho conosciute di pazzesche, di ogni età e gruppo etnico (qui a Fes è normale, è una città dai mille volti e colori), storie che davvero ti aprono gli occhi sul mondo.




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