Nel sud del nord

  • Nel sud del nord
Blog del mese
Pubblicato 2015-05-01 00:00
Appunti giornalieri dalla Svezia, ora per non dimenticare l'italiano un giorno per non dimenticare la Svezia!
Oriana1

Oriana1

Ciao Oriana e grazie per averci concesso quest’intervista! Ti va di parlare un po’ di te e delle ragioni che ti hanno spinto a trasferirti in Svezia?

Grazie a voi! Certo! La ragione più semplice al mondo, mi sono trasferita per amore, è stata l’unica ragione, prima di allora non avevo mai pensato di lasciare l’Italia.

 

Sei l’autrice del blog “ Nel sud del nord”, quand’è che hai cominciato a scriverlo e qual’è il motivo principale che ti ha spinta a farlo?

Ho cominciato a scrivere il blog il 1 gennaio 2014, quindi poco più di un anno fa. I motivi sono due, come scrivo nel blog, uno perché mi rendevo conto di cominciare a dimenticare l’italiano e scrivere è un modo per tenermi allenata e l’altro perché se un giorno dovessi lasciare la Svezia avrò un diario di ricordi...poi ce ne è un terzo, non dichiarato, tenere informata la mamma.

 

Da dove nasce il titolo del tuo blog?

Sai che non me lo ricordo, prima volevo chiamarlo Kristianstad e dintorni, che infatti è l’indirizzo web del blog poi mi è venuto in mente il nome Nel sud del nord che mi sapeva di simpatico e ho scelto di chiamarlo così.

 

Qual’è stato l’aspetto più difficile da sormontare legato al trasferimento? Magari cercare casa, trovare lavoro, la burocrazia…potresti raccontarci un po’ la tua esperienza?

Guarda ad essere sincera non ricordo niente di difficile legato al mio trasferimento. Nessun timore, nessuna titubanza e ancora meno paura, stavo andando in Svezia, Paese che pur non conoscendo sapevo avere “una buona reputazione ” ed ero sicura che comunque fosse andata, sarebbe andata bene. I primi mesi qui in Svezia abbiamo abitato in un appartamento in affitto ma deciso prestissimo che avremmo comprato casa. Così è iniziata la ricerca di questa e dopo 8 mesi l’avevamo trovata, fuori città, con giardino, vicino al bosco e così per una come me che aveva sempre vissuto in un appartamento in città cominciava la vera avventura. Intanto avevo iniziato a studiare lo svedese, ottenuto il mio primo lavoro che poi ha portato ad un altro lavoro e da 10 anni a questa parte è andato tutto bene. Insomma niente mi è sembrato così difficile, più che altro è stata ed è ancora una fantastica avventura che mai avrei potuto pensare di vivere.

 

Quali sono secondo te le cose più importanti da fare a livello burocratico appena ci si trasferisce in Svezia? Tu come ti sei mossa?

Due giorni dopo il mio arrivo in Svezia sono andata all’ufficio immigrazione per richiedere il permesso di soggiorno temporaneo, indispensabile per aprire un conto in banca, avere l’assistenza medica, spostare la residenza dall’Italia alla Svezia. Quello è il primo passo che ho fatto, poi ottenuto quello (che è stato temporaneo per un anno)  mi sono iscritta all’ufficio di collocamento, al corso di svedese per immigrati (sono partita per la Svezia senza sapere una parola di svedese!), ho richiesto la carta di identità svedese, ho fatto la tessera per la biblioteca, insomma tutto quello che serviva per cominciare una vita in un nuovo Paese. Bisogna avere pazienza e non troppa fretta, per cui suggerirei di partire con un gruzzoletto messo da parte in modo da poter vivere tranquilli il primo periodo quando le spese sono più alte delle entrate o quando magari le entrate proprio non ci sono.

 

Come giudichi il costo della vita a Kristianstad, la città in cui vivi?

Non saprei, credo che sia in linea con i costi di altre città medie della Svezia. Comprare una casa qui è sicuramente più economico che comprarla a Stoccolma, Göteborg o Malmö per il resto, ripeto, non saprei.

 

In una scala da 1 a 10, quant’è importante saper parlare lo svedese per trovare lavoro e vivere li? Tu come hai fatto per impararlo?

Direi 10! Credo che se uno decide di trasferirsi in un altro Paese è un dovere imparare la lingua del posto, per il rispetto proprio e degli altri, anche se il lavoro dovesse richiedere solo l’inglese. Come scritto sopra dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno ho frequentato il corso di svedese per immigrati (chiamato in svedese SFI, svenska för invandrare ). Un corso gratuito per chi ottiene il permesso di soggiorno. Quattro giorni a settimana per circa sei mesi, poi ho fatto la prova nazionale di lingua svedese, superata al primo colpo e dopo quello tanto esercizio. Per fortuna nel frattempo avevo cercato e ottenuto un lavoro per cui è stato facile esercitare la lingua. La mia esperienza personale mi ha fatto capire che un livello mediocre si raggiunge abbastanza velocemente e con mediocre intendo che te la cavi a fare la spesa e sbrigare le commissioni più semplici, poi per migliorare ci vuole del tempo, molto tempo. Inoltre se fai un lavoro qualificato dove saper la lingua del Paese e della professione è fondamentale allora i tempi si allungano, certo tutto, anche imparare una lingua, dipende sempre dall’impegno che uno ci mette. Poi per la perfezione non saprei, io non l’ho raggiunta.

 

Come è cambiata la tua vita da quando vivi li?

Un cambiamento radicale. Nuove abitudini, un nuovo modo di pensare e di agire, un nuovo codice di comportamento. Immancabilmente si è influenzati dalla cultura del posto ma essendo talmente diversa dalla mia ancora oggi mi sento “diversa” e straniera in questo Paese. Ma non è niente di negativo, mi sembra divertente reagire ancora alle assurdità della Svezia e dell’Italia ed in qualche modo sentirmi al di fuori di tutte e due. Il cambiamento più grande però è stato l’andare a vivere e lavorare a contatto con la natura ed ottenere qui in Svezia il lavoro per cui ho studiato. Quello che faccio ora era quello che desideravo fin da ragazzina ed aver realizzato questo sogno è fantastico!

 

Quali sono i luoghi di interesse che ci consigli di visitare a Kristianstad e dintorni?

Kristianstad si trova nel bel mezzo di una delle cinque riserve svedesi della biosfera dell’UNESCO ed io che amo la natura e in particolare il bosco non posso che suggerirvi di visitare la natura qui intorno, partendo dal centro visite della riserva che si trova a soli 3 minuti di passeggiata dalla stazione dei treni.

 

Se dovessi fare un bilancio del periodo passato fin ad ora fuori dall'Italia, sei soddisfatta delle scelte prese? C'è qualcosa che, con il senno di poi, faresti diversamente?

Sicuramente un bilancio positivo. Mi dico sempre che tutto quello che ho fatto e che sto facendo in Svezia, partendo da zero, senza conoscere la lingua, senza avere “appigli” per quanto riguarda il lavoro, non lo avrei mai potuto fare in Italia dove vigono regole assurde di raccomandazioni, nepotismi e favoritismi. Qui hanno semplicemente preso in considerazione le mie qualifiche e io ho fatto il resto, ho dimostrato il mio valore ogni volta che ce n’è stato bisogno. Non sono una che guarda indietro e dire avrei fatto meglio a fare così o cosà, è troppo facile...io credo di aver fatto le scelte giuste e preso le decisioni migliori in base alla situazione del momento. Non farei niente diversamente anche se potessi tornare indietro, ma in fondo chi è che vuole tornare indietro? Guardo avanti, verso nuove mete e progetti interessanti e sono sicura che andrà bene anche la prossima volta, ovunque sarà!

Nel sud del nord