Godersi la pensione al meglio è il sogno di molti. Dopo una vita trascorsa a lavorare, arriva finalmente il momento del meritato riposo, per alcuni anche all'estero. Ma non sempre le cose vanno come previsto: se trasferirsi all'estero da pensionati resta un obiettivo, anticipare la partenza non è sempre una scelta davvero voluta.
Lasciare il lavoro prima della fine della carriera: un'anteprima della «pensione del futuro»?
Chi non ha mai pensato di interrompere la carriera prima del previsto per godersi una pensione da sogno all'estero? Partire prima, finché si è in buona salute, per avere ancora la forza di essere attivi. Un sogno che resta però irraggiungibile per molti lavoratori, costretti a lavorare fino a un'età sempre più avanzata per mettere da parte risparmi. In un mondo segnato da una profonda crisi demografica ed economica, è difficile pensare di lasciare il lavoro prima del previsto, senza la certezza di poter provvedere autonomamente ai propri bisogni all'estero.
Tutto potrebbe però cambiare presto. Tra «10 o 20 anni», secondo Elon Musk. Ad aprile il miliardario ha illustrato il suo piano per una pensione felice nel podcast Moonshots. Un piano basato sull'intelligenza artificiale. Secondo lui, saranno le IA a occuparsi della produzione e gli esseri umani non dovranno più risparmiare. Lavoreranno se lo vorranno e andranno in pensione quando vorranno.
Pochi esperti condividono l'ottimismo di Musk, la cui fortuna potrebbe finanziare le pensioni di migliaia di persone. L'«economia dell'abbondanza» descritta da Musk resta utopica. Bisognerà continuare a risparmiare.
Perché sempre più lavoratori vogliono anticipare la pensione
Anche se l'economia dell'abbondanza è ancora lontana, sono sempre di più i lavoratori che desiderano andare in pensione prima del tempo. Mentre un numero crescente di Paesi sceglie di alzare l'età legale di pensionamento, i lavoratori vogliono finire prima, anche a costo di ridurre il proprio tenore di vita.
Le motivazioni sono spesso le stesse: godersi la vita finché si è in buona salute, realizzare i viaggi e le attività rimasti in sospeso negli anni di lavoro, espatriare, trascorrere più tempo con la famiglia, avere una migliore qualità della vita, lanciarsi in nuove sfide e perfino… provare a fare un «lavoro-passione».
Unisciti alla comunità
Ricevi consigli utili per vivere al meglio la tua esperienza all'estero
Pensione anticipata all'estero: differenze a seconda della professione svolta
I lavoratori che svolgono un'attività usurante fin da giovani sono i primi a valutare il pensionamento anticipato. Un desiderio che, grazie alle legislazioni favorevoli di alcuni Paesi, può diventare realtà. La Francia, ad esempio, consente la pensione anticipata per le carriere lunghe; il Canada ha vagliato un programma di pensionamento anticipato. Al contrario, chi svolge professioni meno esposte alla fatica fisica e i lavoratori autonomi sono meno attratti dalla pensione anticipata. Le ragioni principali sono diverse: carriere iniziate più tardi, percorsi lavorativi «a buchi», redditi a volte instabili e così via.
Sl fronte dell'espatrio emerge invece il desiderio di restare attivi, soprattutto tra liberi professionisti, dirigenti e lavoratori del settore dei servizi. Continuare a lavorare anche dopo la pensione, all'estero, può permettere di dedicarsi a un'attività scelta per passione o, più semplicemente, di mantenere un buon tenore di vita. L'interesse è invece di solito più basso tra chi arriva alla pensione dopo una carriera lunga e un lavoro fisicamente usurante.
L'instabilità economica non sembra scoraggiare chi valuta un'uscita anticipata dal lavoro. Anziché aspettare un possibile licenziamento, alcuni preferiscono lasciare quando si sentono ancora nel pieno delle proprie capacità. Va però detto che, nella pratica, questo desiderio resta spesso difficile da realizzare, salvo per chi ha diritto a forme di pensionamento anticipato, ad esempio per carriere lunghe o professioni specifiche. Molti lavoratori dipendenti non soddisfano i requisiti per ottenere una pensione piena e le penalizzazioni previste in caso di uscita anticipata li costringono spesso a continuare a lavorare.
Pensione anticipata: quando la scelta diventa «costrizione»
Andare in pensione anticipata non è sempre una scelta volontaria. Negli Stati Uniti, ad esempio, l'Employee Benefit Research Institute rivela che nel 2025 il 76% dei pensionamenti anticipati è dipeso da fattori «indipendenti dalla volontà» dei lavoratori. I problemi di salute e le difficoltà aziendali (licenziamenti, ristrutturazioni e così via) figurano tra le cause principali.
Pensione anticipata: quali conseguenze sul mercato del lavoro?
L'impatto dei pensionamenti non sostituiti sul mercato del lavoro è evidente, come mostra il settore sanitario, già alle prese con una carenza globale di medici. Più difficile, invece, è misurare con precisione gli effetti delle uscite anticipate dal lavoro, perché il fenomeno non è paragonabile alle "grandi dimissioni" registrate negli Stati Uniti tra il 2020 e il 2021.
I piani di pensionamento anticipato non convincono tutti proprio perché possono incidere in modo importante sul resto della vita. Il desiderio di lasciare prima il lavoro può esserci, ma realizzarlo è spesso complicato. La situazione economica di molti lavoratori non permette sempre di trasformare il progetto in realtà.
Pensione all'estero: una scelta solo per i ricchi?
Si osserva però anche un'altra tendenza: il pensionamento anticipato all'estero non riguarda più soltanto i lavoratori benestanti. Anche persone con redditi più modesti scelgono di fare il grande passo, trasferendosi in Paesi dove il costo della vita è più basso rispetto al Paese d'origine. Questa dinamica si è rafforzata anche a seguito delle riforme pensionistiche adottate in diversi Stati.
Gli esperti invitano però alla massima prudenza. Prima di partire, è indispensabile fare bene i conti: bisogna verificare che l'uscita anticipata sia legalmente possibile e che l'eventuale penalizzazione sulla pensione permetta comunque di vivere all'estero fino al momento in cui si matureranno tutti i diritti pensionistici previsti.
La pensione anticipata è sempre una buona idea?
E se andare in pensione anticipata non fosse poi una scelta così azzeccata? Alcuni ricercatori si sono concentrati sulla relazione tra «pensione anticipata» e «buona salute». Secondo il rapporto 2026 del National Bureau of Economic Research statunitense, smettere di lavorare prima dei 65 anni esporrebbe a un rischio maggiore di declino cognitivo precoce: perdita di parole o confusione nella costruzione delle frasi, difficoltà di concentrazione, «piccole» dimenticanze sempre più frequenti… Questi segnali d'allarme vengono spesso ignorati.
I ricercatori riconoscono che questo calo riguarda soprattutto chi va in pensione prima del previsto senza averlo scelto davvero. Lasciare il lavoro per necessità, infatti, ha un impatto diverso rispetto a una decisione volontaria. Anche la disoccupazione tra i senior resta un problema diffuso: in Italia, Francia, Marocco o Svizzera, la disoccupazione di lunga durata tra gli over 50 continua a essere una questione aperta.
Secondo gli studiosi, la pensione anticipata, all'estero o nel proprio Paese, non è di per sé la causa del rallentamento cognitivo. Effetti simili possono comparire anche tra i senior disoccupati da tempo o tra chi ha scelto volontariamente di andare in pensione. Il punto è un altro: entra in gioco la cosiddetta "sindrome del cervello a riposo". Quando il cervello non viene più stimolato da un'attività regolare, retribuita o meno, tende a rallentare: si parla meno, si riducono le interazioni sociali, ci si muove di meno. Non si tratta quindi di dire "no" alla pensione anticipata, anche perché non esiste un'età ideale a partire dalla quale lasciare il lavoro diventa privo di rischi per il cervello. Si tratta piuttosto di preparare bene questa fase della vita, soprattutto se si sceglie di viverla all'estero.
Pensione anticipata all'estero: di cosa bisogna tenere conto?
La preparazione è la migliore alleata di chi vuole trasferirsi all'estero, ancora di più se il progetto riguarda la pensione all'estero. Secondo gli specialisti del settore previdenziale, sarebbe opportuno iniziare a pianificarla circa cinque anni prima della data prevista. Può essere utile anche seguire un corso di preparazione al pensionamento, se previsto dalla propria azienda.
Per l'espatrio, bisogna informarsi con attenzione presso gli enti competenti, a partire da quello sanitario e previdenziale: assistenza medica, modalità di erogazione della pensione, fiscalità, copertura sanitaria, mercato immobiliare, patente di guida, eventuale diritto a lavorare nel Paese di destinazione. Anche il supporto di professionisti dell'espatrio può aiutare a costruire un progetto più realistico e sostenibile.
Asaël Häzaq, web editor specializzato in notizie politiche e socioeconomiche, osserva e decifra le tendenze dell'economia internazionale. Grazie alla sua esperienza come espatriata in Giappone, offre consigli e analisi sulla vita da espatriato: scelta del visto, studi, ricerca di lavoro, vita lavorativa, apprendimento della lingua, scoperta del Paese. Titolare di un Master II in Giurisprudenza - Scienze Politiche, ha sperimentato anche la vita da nomade digitale.