Riforma del diritto del lavoro belga: cosa devono aspettarsi gli espatriati?
Lavoro notturno, ore di straordinario, preavviso in caso di licenziamento... misure importanti che riguardano sia i residenti locali sia gli stranieri.
Preavviso in caso di licenziamento
Il preavviso in caso di licenziamento è ora limitato a un massimo di 52 settimane, anche per i dipendenti con lunga anzianità (più di 17 anni di lavoro). Il preavviso continuerà ad aumentare, ma raggiungerà un tetto massimo dopo circa 17 anni di servizio. Gli anni di lavoro aggiuntivi non verranno quindi presi in considerazione. In precedenza non esisteva un limite e i dipendenti con lunga anzianità potevano beneficiare di un preavviso superiore ai due anni. La riforma riguarda esclusivamente i contratti firmati dopo il 1° giugno 2026, ma resta comunque molto discussa.
Lavoro notturno
Prima della riforma, il lavoro notturno era in linea di principio vietato tra le 20 e le 6, con deroghe possibili in base al settore professionale. La riforma capovolge questo principio: il lavoro notturno diventa teoricamente possibile in tutti i settori di attività. Questa modifica si accompagna a limitazioni per i dipendenti di alcuni comparti professionali, come la distribuzione e l'e-commerce: i premi versati a questi lavoratori saranno limitati alle prestazioni svolte tra le 23 e le 6 del mattino (rispetto alle 20 prima della riforma). Tali misure si applicheranno ai nuovi contratti di lavoro. Alcune regole risultano invece più flessibili per i datori di lavoro, che potranno proporre più facilmente il lavoro notturno, passando ad esempio attraverso il regolamento aziendale.
Lavoro a tempo parziale molto ridotto
La riforma introduce il lavoro a tempo parziale molto ridotto, ovvero il contratto a tempo «molto parziale». I dipendenti che firmeranno questo tipo di contratto dovranno svolgere almeno un decimo dell'orario a tempo pieno. In precedenza dovevano svolgere almeno un terzo del tempo pieno. Per il governo si tratta di una misura che consente di adattare al meglio la massa salariale alle esigenze dell'azienda. I sindacati temono invece una precarizzazione dell'occupazione.
Ore di straordinario su base volontaria
La riforma modifica le regole che disciplinano le ore di straordinario su base volontaria. Tutti i settori sono ora soggetti a un sistema unico, che autorizza fino a 360 ore di straordinario volontarie all'anno (salvo deroghe specifiche). Se il dipendente effettua 240 ore di straordinario non avrà diritto ad alcuna maggiorazione salariale, ma beneficerà di un regime sociale e fiscale agevolato. La riforma comporta un inasprimento delle regole per i lavoratori a tempo parziale, poiché le ore di straordinario volontarie saranno possibili solo in caso di aumento temporaneo del carico di lavoro, e unicamente se il lavoratore è a tempo parziale da almeno 3 anni. Questa nuova regola non riguarda i lavoratori a tempo parziale già vincolati da un accordo in merito.
Redditi elevati
Un'altra misura controversa è il tetto all'indicizzazione dei salari. Va ricordato che gli stipendi lordi sono indicizzati automaticamente, in base all'applicazione di regole settoriali. La riforma introduce una limitazione dell'indicizzazione dei salari in due fasi.
- Giugno 2026: la limitazione riguarderà solo gli stipendi superiori a 4.000 € lordi mensili.
- 2028: la misura interesserà gli stipendi di 4.000 € lordi.
Nulla cambierà per i lavoratori stranieri che guadagnano 4.000 € lordi mensili o meno. Gli stranieri che percepiscono più di 4.000 € lordi saranno invece interessati dalla misura. Ad esempio, una somma che supera i 4.000 lordi nel 2026 non sarà più indicizzata in percentuale. Al suo posto il dipendente percepirà un importo fisso, basato sull'indicizzazione applicata ai 4.000 €.
Secondo il governo questa limitazione mira a sostenere le aziende, con un impatto positivo anche sul bilancio dello Stato. I detrattori della misura sostengono al contrario che i redditi elevati saranno meno tutelati. Inoltre, questa scelta potrebbe ridurre l'attrattività del Belgio, proprio in un momento in cui il Paese è alla ricerca di talenti stranieri.




