Com'è vivere in Scandinavia da espatriato?

Vita quotidiana
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Pubblicato 2022-06-21 alle 10:00 da Asaël Häzaq
I paesi della Penisola Scandinava hanno la fama di offrire una qualità di vita impareggiabile. Svezia, Danimarca, Finlandia e Norvegia sono tra le nazioni più felici del mondo. Ma l'erba è davvero più verde nei paesi nordici o è solo un falso mito? Gli espatriati sono davvero integrati?

Quali sono i vantaggi del modello scandinavo?

beautiful houses in Norway
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Norvegia, Danimarca, Svezia e Finlandia sono conosciuti come i paesi più felici del mondo grazie al loro ambiente di vita piacevole, alla natura rigogliosa, all'uguaglianza di genere, all'inclusività, al sistema educativo incentrato sul benessere dei bambini, all'eccellente sistema sanitario e a un'economia solida. L'economia norvegese, ad esempio, ha resistito alla crisi sanitaria meglio di tante altre nazioni del mondo, registrando nel 2020 un tasso di recessione molto basso (-0,8 %), se paragonato ad altri Paesi dell'UE. Anche la sua economia si è velocemente ripresa portandosi ai livelli pre-Covid. Tutte buone ragioni per invogliare a un espatrio in questi territori.

Per quanto riguarda l'occupazione, i paesi scandinavi offrono stipendi più interessanti rispetto ad altri paesi e condizioni di lavoro migliori. In Danimarca l'uguaglianza di genere è un pilastro, così come l'equilibrio tra lavoro e vita privata. Nella penisola scandinava, si inizia a lavorare presto e si finisce presto, e le famiglie sono tenute in grande considerazione. Inoltre, l'aspetto legato all'ecologia è molto sentito, circolano meno automobili e la natura viene rispettata. Copenaghen, ad esempio, è la città dove circolano più biciclette al mondo.

Con lo scoppio della pandemia, la questione legata all'ecologia ha assunto ancora più importanza. Le persone cercano un contatto sempre più stretto con la natura e vogliono preservare l'ambiente che le circonda. Gli espatriati diventano sempre più "green" ed è per questo che scelgono paesi come Svezia, Finlandia e Norvegia, perchè ne condividono i valori. Per farla breve, il mondo intero è consapevole del progresso a livello ecologico e sociale dei paesi scandinavi, che è un grande incentivo per gli espatriati che cercano una migliore qualità di vita in generale. Ma questo significa che, per essere felice, devi trasferirti nel nord Europa?

La preoccupante ascesa del razzismo nei Paesi nordici

people in the streets of Helsinki, Finland
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Nessuno mette in dubbio il successo del modello scandinavo. La qualità della vita è eccellente, i salari medi sono alti, l'ambiente di vita è sicuro e ben si adatta agli espatriati che vogliono cambiare aria. 
Il William Russel World Expat Index 2022 classifica la Finlandia al primo posto in Europa per qualità della vita. La Finlandia è anche stata, per 4 anni di fila, in cima alle classifiche del World Happiness Report. Ma quello che non si dice è che, l'anno scorso, la Finlandia è stata richiamata all'ordine dalla Commissione Europea. Sembra infatti che, assieme a Svezia, Polonia, Belgio e Bulgaria, non abbia saputo "attuare pienamente" una legge dell'Unione Europea (UE) in merito a proteste razziste e xenofobe.

Il razzismo ha guadagnato terreno in Europa negli ultimi anni e non ha risparmiato i paesi nordici. Per gli espatriati, soprattutto quelli provenienti dai paesi africani, l'integrazione è una lotta continua. Questo sembra essere il lato nascosto del "miracolo scandinavo". La Svezia, storica terra di immigrazione, è oggi lacerata dal concetto di "identità". 

Intervistato nel 22 gennaio 2016 dal quotidiano francese Liberation, Joakim Ruist, economista specializzato in migrazioni, ha condiviso il suo pensiero: "Negli anni '90, quando un immigrato commetteva un crimine, la sua origine veniva citata nei titoli dei giornali, per accrescere il sospetto. Oggi si fa l'esatto contrario. Si cela il fatto che ai rifugiati non vengano date le stesse opportunità lavorative degli svedesi o che ci siano problemi di integrazione culturale nelle periferie. La Svezia fatica ad ammettere il fallimento della sua politica migratoria".

Integrarsi in un paese scandinavo: missione impossibile?

river in Sweden
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Intervistata il 14 giugno 2018 da Expat.com, Paola, un'espatriata in Finlandia, tesse le lodi del suo Paese d'azione, pur ammettendo che non è tutto perfetto. "Quello che mi piace di meno è che questa nazione tende a isolarsi dal resto del mondo. Le persone tendono a credere che tutto ciò che è finlandese sia necessariamente un modello da seguire. Purtroppo, il razzismo e la discriminazione sono in aumento". Nello stesso anno, la Finlandia è stato il Paese europeo con il più alto tasso di violenze razziali e molestie contro i cittadini di origine africana... Ma la maggior parte delle volte si antepone l'indice di felicità all'ascesa preoccupante del razzismo, che contamina anche la politica locale. I crimini legati all'odio razziale sono in aumento in Norvegia, in Danimarca e in Svezia. I movimenti di estrema destra associano l'aumento della criminalità all'immigrazione, e prendono di mira soprattutto i cittadini di colore.

Premesso questo, va detto che adattarsi allo stile di vita scandivano è possibile, ma richiede del tempo, soprattutto se non si parla la lingua locale. E' quindi consigliato impararne almeno le basi per agevolare la ricerca del lavoro e l'integrazione. In Finlandia però questo potrebbe non essere sufficiente perchè molte aziende, per assumere, richiedono un ottimo livello di finlandese. Per molti espatriati, padroneggiare la lingua richiede almeno un anno o più, considerando il livello di difficoltà.

Un altro problema per gli espatriati nei Paesi nordici è il costo della vita e la crescente disuguaglianza tra ceti sociali. In Norvegia, ad esempio, la fetta più benestante della popolazione guadagna quattro volte di più rispetto alla meno abbiente. Lo stesso andamento è stato registrato in Svezia, in Danimarca e in Norvegia, e il Covid ha peggiorato le cose.

Come intendono ripristinare la loro immagine?

Copenhagen, Denmark
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I paesi scandinavi devono prendere in mano la situazione perchè la loro popolazione sta invecchiando. La Finlandia pianifica di accogliere 50.000 lavoratori dall'estero entro il 2030, ma per raggiungere questo obiettivo il Governo deve allentare le formalità burocratiche che regolano l'immigrazione. Anche le aziende devono essere più flessibili per quanto riguarda le competenze linguistiche. In Svezia, le associazioni dei lavoratori chiedono una revisione della legislatura per impedire "l'espulsione dei cervelli". Ultimamente, molti lavoratori stranieri sono stati cacciati dal paese per ragioni amministrative di cui non erano nemmeno a conoscenza.

Mentre i paesi nordici cercano di preservare la loro immagine di terra dei sogni per gli espatriati, la realtà è più complessa. I progressi sociali sono innegabili, ma i Governi devono impegnarsi per combattere il razzismo in modo più efficace, al fine di garantire uguali diritti e tutele a tutti i cittadini.