Roberta in Belgio: "Ho trovato lavoro durante la crisi sanitaria"
© Immagine di David Mark da PixabayRoberta e la sua famiglia hanno lasciato l'Italia quindici anni fa alla ricerca di nuove opportunità. Si sono trasferiti in Belgio. L'anno scorso ha iniziato a lavorare nel settore pubblico, in piena crisi sanitaria. Il suo consiglio per voi: "Non frequentate solo Italiani e, se possibile, imparate la lingua prima di trasferirvi all'estero".
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Raccontaci un po' di te, da dove vieni e quanto tempo fa hai lasciato l'Italia?
Sono nata in Italia (Sicilia), ho lasciato l'Italia 15 anni fa, all'età di 15 anni.
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Quali sono i motivi del tuo trasferimento in Belgio con la famiglia?
I motivi sono quelli “classici”: per avere più opportunità lavorative e condizioni di lavoro e di vita migliori. Ma anche per darmi un futuro migliore.
Hai avuto difficoltà di adattamento e come le hai superate?
All'inizio non è stato facile perché, anche se capivo già abbastanza bene il francese, non lo parlavo benissimo. Però dopo qualche mese di immersione parlavo francese senza problemi.
Altra difficoltà, abituarsi alla scuola: qui le lezioni sono dal lunedi al venerdi, dalle 8 alle 15/16. Ma un vantaggio enorme è che ci sono meno compiti da fare a casa e che i lavori di gruppo si possono fare durante le ore di buco.
Sei riuscita a costruire una nuova cerchia di amicizia? I giovani del posto sono aperti verso gli stranieri?
Si, mi sono fatta una nuova cerchia di amici abbastanza subito malgrado la mia timidezza e introversione. I giovani sono aperti agli stranieri, mi hanno accolta bene fin dall'inizio. Ovvio, gli adolescenti (come dappertutto) possono essere abbastanza stupidi e ogni tanto mi prendevano in giro se facevo qualche errore, o per il mio accento, ma non mi hanno bullizata per questo.

Di cosa ti occupi e che ha impatto ha avuto l'emergenza sanitaria sulla tua attività professionale?
Sono impiegata nel settore pubblico. Ho trovato questo lavoro durante la crisi sanitaria, l'anno scorso. L'impatto maggiore è stato iniziare un nuovo lavoro quasi al 90% in telelavoro. Cosa buffa: dopo quasi un anno di lavoro, non ho ancora incontrato “dal vivo” alcuni colleghi. I miei gatti invece si stanno specializzando nel mio campo lavorativo partecipando a quasi tutte le riunioni.
Come ti piace trascorrere il tempo libero, restrizioni permettendo?
Mi piace leggere, guardare serie e studiare lingue straniere: hobbies perfetti durante questo periodo. La crisi del Covid-19 mi ha fatto scoprire altri passatempi: scacchi, uncinetto, yoga, meditazione e passeggiate vicino casa.
Come funziona la campagna vaccinale anti-covid per i residenti in Belgio?
La campagna è divisa in diverse fasi. La fase 1 (a sua volta divisa in fasi) si è concentrata sullo staff medico, le persone che vivono nelle residenze (anziani, persone con handicap, ecc.) e lo staff negli ospedali. Adesso siamo nella fase 2 che si concentra su tutta la popolazione ma a seconda dell'età e/o malattie gravi. Dalla settimana scorsa, vaccinano gli anziani dai 75 anni in su, e dalla settimana prossima, gli anziani dai 65 anni in su. Si spera d'iniziare a vaccinare tutti gli altri da maggio/giugno.
Il vaccino è gratuito per tutti (anche gli expat) e bisogna avere la residenza in Belgio. Chi ha la residenza nel paese di origine, dovrà vaccinarsi nel proprio paese. Il governo invia una lettera e bisogna iscriversi online o per telefono. Hanno creato diversi centri per vaccinarsi.

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Quali sono, per te, i pro e i contro di vivere all'estero?
I pro sono tantissimi: più opportunità lavorative e di studio, vivere in un paese multiculturale, imparare lingue e culture straniere. Poi, in Belgio, la comunità italiana è abbastanza grande, s'incontrano un sacco di Italiani e si trovano prodotti, ristoranti e negozi italiani ovunque. Il Belgio è un paese perfetto per viaggiare ovunque in Europa facilmente. Infatti, Olanda e Germania sono solo ad un'ora di distanza della mia città, la Francia a due ore da Bruxelles.
Per me non ci sono contro essendomi trasferita qui con la mia famiglia. E per quanto riguarda le differenze culturali, mi sono abituata abbastanza in fretta a vivere qui e lo considero ormai da anni come il mio paese. Un consiglio che mi sento di dare è di non frequentare solo Italiani e d'imparare la lingua anche prima di trasferirsi all'estero se possibile.
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