Per molti italiani che vivono all'estero, l'estate è il momento delle ferie e del rientro a casa per qualche settimana. Non sempre, però, è possibile partire a causa del prezzo dei voli, degli impegni di lavoro o di una situazione internazionale incerta. Per chi quest'estate non riuscisse a partire, o preferisse rimandare il viaggio, ecco qualche suggerimento per organizzare la pausa estiva nel Paese in cui vive.
Il mese scorso, su alcuni forum di Expat.com, abbiamo chiesto agli italiani all'estero se l'aumento dei costi di viaggio stesse cambiando i loro programmi per l'estate. La domanda riguardava soprattutto il rientro in Italia, ma anche eventuali spostamenti per le vacanze in altre destinazioni, alla luce dei prezzi di voli, carburante e trasporti, oltre che di una situazione internazionale incerta.
Le risposte raccolte raccontano esperienze diverse. Dalla Tunisia, alcuni utenti hanno espresso preoccupazione non solo per i costi, ma anche per l'incertezza legata al viaggio di ritorno. Un altro utente ha parlato di voli disponibili pur con prezzi aumentati e spese di carburante sempre più pesanti. Dalle Filippine, invece, un italiano ha raccontato di aver prenotato il volo Manila-Milano a 870 dollari, più o meno come l'anno scorso. Le situazioni, quindi, non sono uguali per tutti.
L'esperienza di un'estate diversa
La prima cosa da fare, anche se sembra banale, è accettare che l'estate sarà diversa da quella immaginata. Non significa far finta che vada tutto bene. Se si aveva voglia di tornare in Italia, rivedere le persone care o passare qualche settimana in posti familiari, essere delusi è normale.
È importante non restare ancorati a ciò che non sarà possibile fare. Se il rientro era atteso da mesi, è normale aver bisogno di un po' di tempo per accettare il cambio di programma. Poi, però, può aiutare provare a guardare questa estate da un'altra prospettiva. Non bisogna essere ottimisti a tutti i costi: si tratta piuttosto di trovare un modo per attraversare questo periodo senza viverlo solo come una rinuncia.
Ricevi consigli utili per vivere al meglio la tua esperienza all'estero
Guardare il posto in cui si vive da un'altra prospettiva
Capita di dare per scontato il posto in cui si vive. La routine fa questo effetto: si passa sempre dalle stesse strade, si va di fretta guardando poco quello che c'è intorno. Un'estate "locale" può diventare l'occasione per fermarsi e osservare con più attenzione ciò che di solito passa inosservato: un quartiere mai visitato, un mercatino, un posto vicino casa che si conosce solo di sfuggita.
Guardare il luogo in cui si vive con occhi diversi non cancella la nostalgia dell'Italia, ma può aiutare a viverla con più serenità. Certo, non abitiamo tutti in un posto particolarmente bello o facile da apprezzare. In situazioni così, può avere più senso dedicarsi a qualcosa che si rimanda da tempo: un libro lasciato a metà, un hobby accantonato, un corso online o in palestra, una serie di podcast da ascoltare con calma.
Il punto non è riempire il periodo a tutti i costi. È evitare che diventi solo una parentesi vissuta pensando a dove si sarebbe voluto essere.
Organizzare piccoli momenti senza fare grandi programmi
Quando il viaggio in Italia salta, non serve per forza sostituirlo con una vacanza alternativa. A volte l'errore è proprio questo: cercare subito un "piano b" all'altezza del viaggio mancato. Ma non sempre abbiamo il budget, l'energia o la voglia.
Perchè non organizzare una cena fuori, una giornata al mare o in montagna oppure una visita a un museo? Anche una cosa semplice come passare del tempo tra amici, se programmata con un minimo di cura, può cambiare la prospettiva.
L'importante è non lasciare che i giorni passino tutti uguali. Quando restiamo nel Paese di espatrio mentre gli altri partono, potremmo avere la sensazione di perdere tempo. Avere qualche appuntamento aiuta a dare concretezza al momento.
Sentire la famiglia e gli amici resta importante, soprattutto nei mesi in cui normalmente ci si ritroverebbe di persona. Una videochiamata, una telefonata o anche solo qualche messaggio possono aiutare a sentirsi più vicini. Bisogna però fare attenzione a non restare sempre con la testa in Italia: controllare continuamente Instagram per vedere cosa fanno gli amici o immaginare come sarebbero state le giornate a casa rischia di alimentare la nostalgia invece di attenuarla.
Può essere più utile ritagliarsi momenti precisi per sentire le persone care e, per il resto, concentrarsi sulla propria quotidianità. La distanza esiste comunque, ma diventa più pesante quando si passa il tempo a confrontare ciò che si sta vivendo con ciò che si sta perdendo. Anche una piccola routine può aiutare a dare forma alle giornate e a vivere il tempo libero con più leggerezza.
Col tempo, alcune di queste abitudini possono radicarsi. Non sostituiscono le tradizioni lasciate alle spalle, ma aiutano a costruire un senso di appartenenza anche nel luogo in cui si vive.
Non considerarla un'estate persa
Non poter tornare in Italia può essere destabilizzante, soprattutto quando il rientro era atteso da mesi. Per chi vive lontano, il viaggio estivo non è solo una vacanza: spesso è il momento in cui si rivedono persone importanti, si sistemano questioni pratiche, si ritrova una parte della vecchia vita. Restare nel Paese di espatrio non significa, però, vivere un'estate a metà.
A volte, le circostanze scelgono per noi, ma possiamo comunque decidere di non passare tutto il periodo aspettando che finisca.
Dal 2012 gestisco la community italiana di Expat.com, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all'estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma.
Scrivo articoli per il magazine di Expat.com, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all'estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all'estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all'estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.).
Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all'estero, dalla viva voce di chi l'ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es.
Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.