Cambiamenti in Svizzera durante e dopo il COVID-19

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Pubblicato 2020-07-30 13:18

La Svizzera sta gradualmente revocando le restrizioni di viaggio per molti paesi. Tuttavia, ai cittadini dei paesi ad alto rischio è ancora vietato l'ingresso. Se stai pianificando un trasferimento in questa nazione, ecco cosa sta cambiando in termini di condizioni di ingresso, lavoro, studi, vita sociale, ecc.

Quali sono le normative vigenti per l'ingresso in Svizzera?

Per contenere la diffusione del COVID-19 sul suo territorio, la Svizzera ha inasprito le restrizioni sui viaggi, vietando l'accesso ai cittadini dei paesi ad alto rischio fino a nuovo avviso. Tuttavia, dal 20 luglio 2020, i cittadini di 21 paesi, giudicati sicuri, possono entrare in Svizzera. Tra le nazioni a cui è consentito l'ingresso figurano Canada e Australia, mentre gli Stati Uniti rimangono nell'elenco dei paesi ad alto rischio. Indipendentemente dal loro paese di origine, i viaggiatori devono autoisolarsi per un periodo di 10 giorni al loro arrivo. Devono inoltre notificare la loro presenza alle autorità cantonali competenti entro 2 giorni dall'arrivo in Svizzera. La mancata osservanza di questi regolamenti è soggetta al pagamento di una multa fino a 10.000 CHF. Per ulteriori informazioni, visita il sito web ufficiale della Confederazione Svizzera o chiama il numero 41 58 464 44 88.

Ci sono stati cambiamenti sui visti di recente?

Le autorità cantonali continuano ad esaminare le domande di visto. Se desideri emigrare in Svizzera, per lavoro, studio o affari, puoi richiedere un visto presso la rappresentanza svizzera nel tuo paese di origine. Le richieste per un permesso di studio, per periodi inferiori a 90 giorni, non saranno considerate. Gli studenti possono comunque entrare in Svizzera purchè siano in possesso di determinati requisiti come un permesso di soggiorno o un permesso di ingresso rilasciato dalle autorità svizzere. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web del Segretariato di Stato per l'immigrazione.

È facile trovare lavoro in Svizzera dopo la crisi?

A causa della crisi economica scatenata dal coronavirus, il tasso di disoccupazione in Svizzera è passato dal 2,5% di febbraio al 3,4% di maggio 2020. Secondo le autorità svizzere, la percentuale è destinata a salire entro fine anno. Per quanto riguarda le offerte di lavoro in Svizzera, sono diminuite del 26% (lasso di tempo febbraio-maggio 2020). La crisi sta avendo un impatto negativo sulla maggior parte delle industrie, principalmente su turismo, vendita al dettaglio, servizi alla persona, catering, servizi amministrativi, finanza, metallurgia, orologeria e costruzioni. Sanità, tecnologia e scienze naturali sembrano essere i campi meno colpiti, sebbene il numero delle offerte stia diminuendo. Le regioni della Svizzera francese ed italiana risentono maggiormente della crisi rispetto a quella tedesca. Il tasso di disoccupazione giovanile (per i minori di 25 anni) è salito al 3,4%. Secondo le statistiche ufficiali, sia gli espatriati che gli svizzeri stanno perdendo il posto di lavoro. Trovare un lavoro in Svizzera nel periodo attuale è più difficile rispetto a qualche mese fa, data l'incertezza della situazione. Uno studio di Deloitte, condotto per misurare l'impatto del COVID-19 sulle piccole e medie imprese, rivela che il 18% degli imprenditori ha dovuto chiudere la propria attività mentre il 21% ha visto un calo significativo della produzione e teme il peggio. Solo il 10% afferma che la crisi ha dato impulso positivo al loro business. Oltre la metà della forza lavoro svizzera ha subìto una riduzione dell'orario di lavoro, il 2% è stato licenziato.

Come ha funzionato il sistema sanitario locale durante la crisi?

Sebbene la Svizzera abbia un eccellente sistema sanitario, il coronavirus si è diffuso rapidamente, probabilmente a causa della vicinanza con l'Italia. Inizialmente gli ospedali hanno faticato a soddisfare la crescente domanda di cure correlate al COVID-19, ma hanno rapidamente reagito aumentando la capacità nei reparti di terapia intensiva. Uno studio della Business School dell'UE ha classificato la Svizzera come uno dei due paese più sicuri al mondo durante la crisi (l'altro è la Germania), grazie all'efficiente sistema di quarantena, monitoraggio, nonchè alla competenza del personale medico.
L'ospedale universitario di Ginevra ha usato un sistema digitale da remoto per monitorare i pazienti affetti dal coronavirus che hanno potuto essere curati da casa. La telemedicina si sta diffondendo sempre di più in Svizzera e gli appuntamenti e le visite possono ora effettuarsi online.

È cambiato qualcosa per quanto riguarda università e scuole?

Le scuole in Svizzera hanno riaperto l'11 maggio nel rispetto del protocollo sanitario imposto dalle autorità locali. Le classi operano con un numero ridotto di studenti e si svolgono solo due giorni a settimana. Le misure precauzionali variano da un cantone all'altro, il che significa che alcune scuole funzionano normalmente. L'uso delle mascherine è obbligatorio solo in alcuni cantoni, tra cui Zurigo e Lucerna. E' sconsigliato condividere cibo e spuntini. Gli insegnanti e gli studenti ad alto rischio sono invitati a dare, o seguire, le lezioni da casa. Per quanto riguarda l'istruzione superiore, l'anno accademico 2020-2021 inizia a settembre. Le università svizzere prevedono una riduzione dei corsi del 50%. Sono già stati presi accordi per garantire l'apprendimento ibrido.

Che impatto ha avuto la crisi sul mercato immobiliare?

Il numero di transazioni immobiliari è notevolmente diminuito dall'inizio della crisi. Un sondaggio condotto dalla società EY rivela che tra gli esperti del settore c'è preoccupazione. Gli annunci di vendita sono diminuiti del 37% rispetto allo stesso periodo del 2019 mentre quelli per gli affitti hanno subito un calo del 18%. Si prevede tuttavia un aumento dell'1,8% sui prezzi degli immobili residenziali entro la fine del 2020. Le banche svizzere continuano a garantire prestiti a basso tasso di interesse, incentivo per potenziali acquirenti. Il numero di domande per permessi edilizi è recentemente aumentato del 20% dopo il calo del 39% dall'inizio della pandemia. Il mercato immobiliare svizzero sta quindi mostrando segnali di ripresa.

Il costo della vita in Svizzera è cambiato a causa della crisi?

Non sono stati ancora segnalati aumenti dei prezzi in Svizzera. Tuttavia, se il tasso di inflazione aumentasse nei prossimi mesi, ciò potrebbe avere un impatto sul costo della vita. Secondo i rapporti Mercer e ECA International, la Svizzera è una delle destinazioni più costose al mondo per gli espatriati.

La crisi sanitaria ha modificato lo stile di vita?

Dal 6 luglio 2020 l'uso delle mascherine è obbligatorio nei trasporti pubblici. In alcuni cantoni, come quello di Vaud e di Giura, l'obbligo si estende anche ai negozi. In altre zone si sta valutando di introdurne l'uso nelle scuole secondarie dal prossimo semestre. Sebbene siano state revocate le misure di blocco, le riunioni pubbliche e private con più di 1.000 persone, compresi eventi sportivi e festival, sono vietate almeno fino alla fine di agosto. Molti eventi professionali e culturali sono stati rinviati. Il distanziamento sociale, unitamente ad altre regole, va rispettato nei negozi, nei ristoranti nei musei, così come in altri luoghi pubblici. I ristoranti possono richiedere i numeri di telefono dei clienti che si presentino in gruppi di più di 4 persone, per la tracciabilità dei contatti in caso di contagio.

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