Quando le calamità naturali minacciano i progetti di espatrio
Taiwan, Australia e Canada sono nella top 10 dei migliori paesi dove espatriare nel 2021. Motivi principali: attrattiva economica, prospettive di carriera, qualità della vita. Queste destinazioni, che erano in voga già prima della pandemia del Covid-19, si riconfermano in cima alla lista.
Dal punto di vista ambientale, questi Paesi non sono esenti da calamità naturali. Colpito da un'ondata di caldo estremo all'inizio di luglio - con temperature superiori a 50° - il Canada è ora alle prese con terribili incendi. In Australia gli incendi (nel 2019 e nel 2020) hanno fatto più di 30 vittime. Hanno colpito, direttamente o indirettamente, quasi tre quarti della popolazione, uccidendo più di un miliardo di animali e devastando oltre 10 milioni di ettari. La nazione sta ancora soffrendo le conseguenze di questa tragedia che ha afflitto anche gli espatriati in loco. Gli scienziati sono unanimi: la violenza degli incendi e l'intensità dell'ondata di caldo in Australia sono dovute al riscaldamento globale. Stesso discorso anche per Canada, Stati Uniti, Russia, India, Spagna, Pakistan e Maghreb, tra gli altri Paesi nel mondo: le cupole di calore, che li hanno investiti di recente, sono una conseguenza dell'innalzamento della temperatura media atmosferica in superficie.
In fase di trasferimento, le domande inerenti al cima nel paese di espatrio non figurano mai in clima alla lista. A torto, perchè questo aspetto impatta molto la vita degli espatriati. Secondo il Ministero francese della Transizione Ecologica, nel 2018 i trasporti hanno rappresentato un quarto delle emissioni di CO2 nel mondo (la maggior parte delle emissioni - 41% - proviene dall'elettricità). Il trasporto aereo rappresenta circa il 3% delle emissioni di CO2 (dato ADEME - Ecological Transition Agency). Secondo il Climate Action Network si tratta invece del 5%. Il trasporto su strada è il più inquinante. Considerata l'ampiezza dei disastri naturali che si stanno abbattendo sul pianeta, gli espatriati e le persone che viaggiano spesso dovrebbero rivedere le loro abitudini di viaggio. Va bene viaggiare, ma è importante valutare dove e come farlo.
Nel gennaio 2020, due isole di Sumatra, una provincia indonesiana, sono state sommerse dall'acqua. Altre quattro sono a rischio, compresa Salah Namo, un'isola abitata. Il riscaldamento globale e l'attività umana sono considerate le principali ragioni alla base del problema. Stesso discorso per il Kenya, dove l'innalzamento delle acque del Lago Baringo (febbraio 2021) sta minacciando un intero ecosistema. In tutto il mondo, negli ultimi anni, tante popolazioni hanno dovuto abbandonare le loro terre e il numero degli sfollati a causa di disastri climatici è in aumento.
L'innalzamento dei livelli delle acque, gli incendi, ecc..., generano perdite sia finanziarie che in termini di vite umane. Chi sopravvive fatica a riprendersi da simili tragedie. In queste ultime settimane, violente inondazioni sono costate la vita a cittadini in Germania, Belgio e Francia nordorientale. Anche Cina e India stanno soffrendo per le inondazioni. La provincia nord-orientale dell'Henan (dove si trova la città di Zhengzhou) ne ha recentemente subito una tra le più gravi. Il bilancio ufficiale è di 51 vittime, ma si sospetta che i morti siano molti di più. L'India sta attraversando un periodo difficile a causa di cicloni, ondate di caldo, il distacco di un ghiacciaio in Himalaya (che ha provocato più di 18 morti e 200 dispersi), inondazioni, frane (giovedì scorso almeno 127 persone sono decedute). Tutti questi disastri naturali derivano dal riscaldamento globale.




