Negli ultimi mesi diverse nazioni, principalmente europee, hanno allentato le restrizioni sanitarie e hanno riaperto le frontiere per dare impulso alla ripresa economica. Tuttavia, il rapido diffondersi della variante Delta, in arrivo dall'Asia, ha scombinato i piani. In Inghilterra, ad esempio, il lockdown sarebbe dovuto terminare a giugno ma è stato esteso a metà luglio; una riapertura totale è prevista solo dalla prossima settimana.
L'evolversi della pandemia ostacola il ritorno alla normalità
© Shutterstock.comCon il diffondersi della variante Delta nel mondo, il tanto atteso ritorno alla normalità è ancora lontano. Le nazioni che i mesi scorsi avevano allentato le restrizioni sono oggi costrette a dare un giro di vite. Sembra che non potremo sbarazzarci delle mascherine ancora per un po'.
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Una ripresa lenta e incerta
Un recente studio del The Economist informa che è ancora presto per pronosticare un ritorno alla normalità. La situazione è in continua evoluzione. Le misure sanitarie non possono essere dismesse ma, al contrario, devono continuare a essere implementate. La settimana scorsa Sidney è entrata di nuovo in lockdown a seguito di un aumento dei contagi da Covid-19. L'Australia riaprirà i confini solo a metà del 2022.
Ad oggi, solo Hong Kong e la Nuova Zelanda hanno saputo contenere il diffondersi della pandemia; nel resto del mondo persistono restrizioni sulle attività della vita di tutti i giorni come partecipare ad eventi, andare al cinema o al ristorante. Sempre secondo l'analisi del The Economist la campagna di vaccinazione, pur essendo cruciale per la protezione della popolazione, non riuscirà a contenere il virus.
Australia, Thailandia e Cile, nelle ultime settimane sono state costrette a imporre nuove restrizioni. È interessante notare che oltre il 77% delle persone sopra i 12 anni è stato immunizzato contro il Covid-19 in Cile, a differenza dell'Australia, dove la vaccinazione di bambini e adolescenti non dovrebbe iniziare prima del 2022. Israele è uno dei pochi paesi che ha ottenuto l'immunità di gregge grazie ad una rapida campagna vaccinale. In questo paese il ritmo della vita sta lentamente tornando alla normalità.
Tra i fattori che rallentano la ripresa c'entrano sicuramente le restrizioni applicate da ogni nazione sugli ingressi, tra cui la quarantena in arrivo. Secondo l'analisi dell'Economist, il traffico aereo è ripreso solo in una misura del 30% rispetto al periodo pre-pandemia. Molte nazioni stanno attuando diverse misure per incentivare il turismo sui loro territori e far ripartire l'economia. Di contro, alcuni governi sconsigliano i viaggi non essenziali. Anche le restrizioni sanitarie gravano sulla ripresa. In Francia, ad esempio, il presidente Macron ha annunciato che, a partire da agosto 2021, solo le persone munite di green pass potranno accedere a luoghi di cultura e svago, nonchè trasporti come treni e aerei. In altri Paesi, ristoranti, bar, stadi, palazzetti dello sport, tra gli altri servizi, operano a capacità ridotta.
Un altro aspetto da analizzare è l'aumento del lavoro da remoto. Dall'inizio della crisi lo smart working si è largamente diffuso, tanto che lavorare da casa è diventata la nuova norma, come negli Stati Uniti e in Canada. Anche in Europa e in Asia una buona fetta della popolazione attiva opera in telelavoro. Questa modalità non è tuttavia così diffusa in Africa, a fronte di una rete delle telecomunicazioni non sempre affidabile. È interessante notare che un numero crescente di multinazionali e aziende offre ai dipendenti dei contratti a distanza e ciò ha portato ad una battuta d'arresto per la mobilità internazionale.
La gente si deve responsabilizzare
In alcuni Paesi, in particolare in Asia, il nuovo insorgere dei contagi è legato soprattutto ai rassembramenti in occasione di feste nazionali ed eventi religiosi. In altre parti del mondo la recrudescenza dell'ondata è stata causata dalle riapertura delle frontiere e dall'allentamento delle restrizioni. Fintanto che le persone non collaborano, facendo prova di senso civico, sarà difficile circoscrivere il virus. Fa riflettere una nota dell'Economist che informa che solo il 5% della popolazione mondiale ha rispettato le restrizioni sugli spostamenti dall'inizio della pandemia. Attualmente, il 14% della popolazione mondiale è ancora confinata a causa delle nuove ondate, spesso dovute alla cattiva applicazione delle misure sanitarie.
Oggi sono in corso molte ricerche per dimostrare l'efficacia della vaccinazione per combattere il Covid-19. Secondo i risultati di una ricerca pubblicata dall'Institut Pasteur l'8 luglio 2021, le due dosi del vaccino possono neutralizzare la variante "Delta", l'AstraZeneca ha un'efficacia del 92% contro le forme gravi della malattia e lo Pfizer ha un'efficacia del 96%, a condizione che il ciclo vaccinale sia stato completato. Da qui l'importanza di accelerare le campagne di vaccinazione in tutto il mondo.
I gesti barriera, come l'utilizzo della mascherina, la regolare disinfezione delle mani e il distanziamento sociale restano misure che dobbiamo continuare ad adottare nella speranza di ritrovare quanto prima una parvenza di normalità.
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