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Espatrio e norme contraccettive nel mondo

Scritto daFrancescail 15 Novembre 2019

Contraccezione: una questione a cui non pensiamo necessariamente prima di un espatrio. Tuttavia, la prassi che regola le norme contraccettive varia da Paese e Paese a seconda di costumi locali e ingerenze politiche.

Diversi metodi contraccettivi

I dispositivi ed i metodi per prevenire un concepimento sono diversi. In Australia, Francia, Argentina o Cile si usa maggiormente la pillola. In Giappone si opta con più facilità per il preservativo.  
La diffusione di uno specifico metodo anticoncezionale rispetto ad un altro non è dettata dal caso ma da tradizioni e correnti politiche. Conoscere queste variabili può essere utile in vista di un espatrio. 

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Fonte dell'immagine : birth control around the world (uso libero su menzione della fonte)

È quindi interessante identificare gli Stati che fanno ampio uso della contraccezione definitiva (sterilizzazione) e quelli che preferiscono soluzioni reversibili (pillola, ecc.). Per le donne expat la pillola sembra essere il contraccettivo più "facile" da reperire, sebbene esistano grandi disparità tra i Paesi.

L'ingerenza di tradizioni e politica

Nei paesi del Nord America la sterilizzazione è il metodo contraccettivo più diffuso. Nel 2017 ad esempio il tasso di sterilizzazioni ha raggiunto il 43% (70% donne e 30% uomini) contro il 5% della Francia (in maggioranza donne). 

Al contrario, la pillola viene utilizzata molto di più in Francia che negli Stati Uniti dove solo il 21% delle donne la usa. Questa pratica contraccettiva sta a poco a poco perdendo terreno negli USA per ragioni legate alla politica. La riforma sanitaria Obamacare, fortemente voluta dall'ex Presidente Barak Obama, aveva reso obbligatoria la copertura dei costi contraccettivi.
A partire da Ottobre 2017, Trump, sotto la pressione del suo elettorato di stampo conservatore, ha eliminato questa copertura.
Allo stato attuale se una donna in America vuole farsi prescrivere la pillola deve andare dal medico, pagare il consulto (tra 40$ e 250$) e pagare circa 50$ per il farmaco. 

Altri paesi in cui la pillola è accessibile solo con prescrizione medica sono: Australia, Canada, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Messico e Urugay.
Per Argentina e Brasile invece non c'è bisogno di ricetta anzi, in Argentina, la si può avere gratuitamente negli ospedali pubblici. 

Per tutte le donne in fase di espatrio: prima di partire fatevi compilare una ricetta per la pillola dal vostro medico di base, ed informatevi sul dosaggio.
In alcuni paesi come Corea del Sud e Giappone il dosaggio ormonale è minore rispetto alle pillole che si trovano in Occidente. 

Quando la pillola ha una cattiva reputazione

A Tawain, dove la medicina tradizionale esercita ancora un forte peso, la pillola è vista come un metodo contraccettivo "chimico", poco efficace e dannoso per la salute. 

Un altro esempio coinvolge il Giappone dove l'uso della pillola è accostato a costumi leggeri ed è molto meno usata del preservativo.
Procurarsi la pillola in Giappone potrebbe essere un po' complicato; il farmaco è disponibile sia negli ospedali pubblici che nelle cliniche private ma le strutture operano per area di competenza. Trovate quelle specializzate nell'assistenza all'infanzia, in ortodonzia, benessere delle donne. Cercate quindi il centro medico più adatto alle vostre esigenze. 

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A proposito di

Dal 2012 gestisco la community italiana di Expat.com, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all’estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma. Scrivo articoli per il magazine di Expat.com, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all’estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all’estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all’estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.). Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all’estero, dalla viva voce di chi l’ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es. Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.

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