Epidemia di dengue: dobbiamo preoccuparci?

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Pubblicato 2024-02-13 alle 00:00 da Asaël Häzaq
Il numero di casi di febbre dengue è diminuito durante il Covid, ed è riesploso nel 2023. Paesi finora risparmiati sono ora toccati dall'epidemia e chi sta per espatriare è indeciso se portare avanti il progetto. Troppo rischioso?

Pubblicata alla fine del 2023 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la mappa dei casi di dengue rileva tutti i Paesi colpiti (dati relativi al periodo novembre 2022-novembre 2023). Il Sud America è la regione del mondo con il maggior numero di casi e nazioni coinvolte. In Brasile, Colombia, Perù, Ecuador, Paraguay e Argentina sono stati registrati più di 100 casi di febbre dengue ogni 100.000 abitanti. In Nord America, soltanto il Messico ha toccato cifre simili. Anche se i numeri sono molto più bassi rispetto a quelli dell'America centrale e meridionale (tra 0,01 e 0,99 casi per 100.000 abitanti), gli Stati Uniti restano vigili.

Il sud-est asiatico è l'altra grande regione del mondo colpita dall'epidemia. In Thailandia, Laos, Vietnam e Malesia si registrano più di 100 casi di dengue ogni 100.000 abitanti. Il dato è leggermente inferiore in Indonesia, dove si registrano tra i 10 e i 99 casi ogni 100.000 abitanti.  L'epidemia ha colpito anche India, Australia, Etiopia e Ciad nelle stesse proporzioni dell'Indonesia. La dengue è presente anche in Cina, Francia continentale e d'oltremare (con un'esplosione dei casi nei territori d'oltremare), Italia ed Egitto (tra 0,01 e 0,99 casi per 100.000 abitanti). Si sono verificati casi anche nelle Fiji, nelle Isole Salomone, in Somalia, Arabia Saudita, Oman, Qatar, Yemen ed Emirati Arabi Uniti (EAU).

Virus della dengue: cos'è?

L'OMS definisce la febbre dengue come "un'infezione virale causata dal virus della dengue (DENV) e trasmessa all'uomo dalla puntura di zanzare infette". In linea di massima, il virus si riscontra principalmente nelle regioni tropicali e subtropicali e, più in particolare, nelle "aree urbane e semi-urbane". I Paesi asiatici e americani sono da sempre in allerta, in quanto più esposti al virus.

Nella maggior parte dei casi, il virus DENV non causa complicazioni. Alcuni pazienti non presentano alcun sintomo o solo sintomi lievi, che in genere scompaiono dopo una o due settimane. I disturbi possono includere mal di testa, febbre alta (oltre i 40 °C), dolori muscolari, vomito ed eruzioni cutanee. Chi è già stato infettato una volta ha maggiori probabilità di sviluppare una forma grave se viene infettato una seconda volta. In alcuni casi, le complicazioni possono portare alla morte. Non esiste ancora un trattamento medico contro la febbre dengue.

Viaggi: l'OMS lancia segnali di allarme

Se da un lato l'OMS dice che il numero di casi va valutato a seconda delle nazioni coinvolte, dall'altro fa sapere che la febbre dengue è in aumento. Secondo l'OMS, il numero di casi nel mondo è decuplicato tra il 2000 e il 2019. Durante il Covid-19 è stato più complesso monitorare l'evoluzione della dengue, che nel 2023 è riesplosa: più di 5 milioni di casi e più di 5.000 morti.
Che incidenza sui progetti di espatrio? 

Gli espatriati, e chi sta per trasferirsi, dovrebbero riconsiderare i loro piani? La Thailandia è in stato di allerta. Il direttore generale del Dipartimento di Controllo delle Malattie (DCD), Thongchai Keeratihuttayakorn, ha segnalato più di 8.000 casi di febbre dengue a gennaio 2024. Si tratta di un aumento del 91,25% rispetto al numero di casi registrati a gennaio 2023. Al momento, i viaggiatori non devono adottare misure sanitarie specifiche. Alcuni Paesi hanno informato dell'epidemia i loro cittadini in partenza per la Thailandia, ma non hanno sconsigliato il viaggio o lanciato un'allarme. 

In Brasile, invece, è stato emesso un allarme sanitario. Il Ministero della Salute brasiliano ha registrato quasi 400.000 infezioni potenziali dall'inizio dell'anno. Si tratta di un numero 4 volte superiore rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il Ministero ha anche confermato 53 decessi, con altri 281 sotto indagine. Il tradizionale Carnevale di Rio è stato mantenuto, è iniziato venerdì scorso per terminare sabato 17 febbraio. Simbolo culturale e risorsa economica, il Carnevale attira migliaia di turisti, ma quest'anno è una sfida. Il segretario municipale alla Sanità, Daniel Soranz, parla di oltre 11.200 casi di dengue nella sola città di Rio. Il Ministero della Salute ha predisposto un centro di emergenza, un protocollo di misure di prevenzione e ha lanciato il programma vaccinale "Qden". Il vaccino in questione è prodotto dal laboratorio giapponese Takeda. Si tratta di una novità mondiale, ma per il momento è riservato ai bambini, perchè le dosi sono limitate.

Espatriare in un Paese colpito dall'epidemia: la cosa giusta da fare

È il caso di preoccuparsi? Tutto dipende dal luogo di espatrio e dalle misure sanitarie adottate localmente per contenere l'epidemia (campagne di disinfestazione dalle zanzare, ad esempio). Dipende anche dal tuo stato di salute. Sei abituato a viaggiare in Paesi dove questo virus è endemico?

Tra le precauzioni da adottare, quella di mettere delle zanzariere alle finestre, vestirsi con abiti lunghi per coprire gambe e braccia, non venire a contatto con acqua stagnante. Gli spray antizanzare possono aiutare ma sono sconsigliati per bambini e donne incinte. Se hai dei sintomi o sospetti di averne, consulta un medico.

Link utili:

Ansa: Emergenza dengue

Francia: Santé publique France 

Stati Uniti: Centers for Disease Control and Prevention

Unione Europea: European Centre for Disease Prevention and Control

UNICEF Asia meridionale: How to keep children safe