Volontariato internazionale e giovani: la domanda non è perché, ma perché no

  • Immagine fornita da AIESEC
Approfondimento
Pubblicato 2019-11-13 17:08

Ultimo esame dato, sessione estiva finita, valigia fatta e via, tutti pronti per un’estate all’insegna del divertimento o del relax per riprendersi dai lunghi mesi di lavoro e studio. Ma non per tutti è così: in molti, infatti, ogni anno optano per un’estate “diversa”, decidendo di prendere parte ad un’esperienza di volontariato all’estero.

Quali sono i motivi che hanno spinto e continuano a spingere tante persone a trascorrere uno, due o più mesi all’estero, mettendo a disposizione degli altri il proprio tempo, la propria energia?

Abbiamo provato a fare questa domanda a 5 ragazzi degli oltre 700 che quest’anno hanno deciso di prendere parte ad un progetto di volontariato con AIESEC, il più grande network giovanile internazionale.

Qualcuno ha deciso di prendere parte ad un progetto di volontariato per conoscere culture nuove e diverse, vivere un determinato paese al 100% stando a stretto contatto con le persone del luogo, scoprirne tutte le sfaccettature e i segreti, respirarne e viverne la cultura, gli usi, i costumi, le tradizioni, diventando una parte, un membro della famiglia e della comunità ospitanti.

Altri, invece, sono partiti per fare esperienza, per accrescere le proprie competenze, le proprie soft skills: un’opportunità di volontariato internazionale, infatti, offre la possibilità di mettere in pratica ciò che si è studiato all’università, scoprire ambiti lavorativi nuovi, migliorare l’inglese e, magari, imparare una nuova lingua, imparare a gestire tempo e stress, lavorare in team in modo efficiente.

Grazie ai progetti di volontariato AIESEC, sono innumerevoli le storie di studenti di lingua russa che sono andati ad insegnare l’inglese in una scuola elementare di San Pietroburgo o di studenti di Economia che hanno aiutato una microimpresa indiana a diventare più competitiva sul territorio o, ancora, gli studenti di Biologia che, in collaborazione ad un’associazione locale, hanno creato progetti per la salvaguardia delle tartarughe.

“Il panico che ti assale una settimana prima della partenza è più che normale, ero pronto a disfare le valigie, disdire il volo e rinunciare al progetto, ma il fascino e la curiosità di conoscere persone provenienti da tutto il mondo, avere amici sparsi in tutti e 5 i continenti mi ha dato la spinta giusta e mi ha fatto partire” racconta Pietro sorridendo: diventare un volontario internazionale dà la possibilità di incontrare persone di tutto il mondo, con cui lavorare, ridere, visitare gli angoli più nascosti del Paese ospitante, festeggiare e piangere al momento del ritorno in Italia, con la promessa di rivedersi il prima possibile. Ogni persona incontrata avrà una propria storia da raccontare, proprie esperienze,  idee di condividere, qualcosa da insegnare, il potere di ampliare i nostri orizzonti e la propria visione.

La ragione che, sicuramente, unisce tutti è il voler lasciare il proprio segno nella vita di qualcuno, fare del bene agli altri, combattere le difficoltà di una comunità, migliorando la vita dei suoi membri: il volontario non si accontenta di essere spettatore, vuole essere protagonista del cambiamento del mondo.

La domanda potrebbe sorgere spontanea: “Perché dovrei scegliere proprio AIESEC?”.

La risposta la dà Miriam, partita per un Global Volunteer in Ucraina: “Ho scelto AIESEC perché mi ha dato centinaia di possibilità da zero. Perché le persone che mi hanno aiutata sono state veloci: non mi hanno costretta a fare nulla e mi hanno aiutata in tutto. Perché è un network i cui componenti credono nell’impatto positivo, nel potenziale degli altri, nel valore unico degli scambi internazionali e nel diventare leader nel raggiungimento degli obiettivi. Perché gli AIESECers incoraggiano gli altri a diventare cittadini del mondo.”

Riprendendo uno dei motti di AIESEC, la domanda non è “perché”, ma “perché no?”. Con più di 50.000 membri attivi, il network ha come obiettivo di sviluppare una leadership consapevole nei giovani attraverso opportunità di scambio internazionale per ragazzi tra i 18 e i 30 anni, in più di 126 paesi in tutto il mondo.