Introducetevi brevemente
Siamo una coppia di quarantenni con due cani, in Italia eravamo due impiegati stressati, con un mutuo da pagare e una casa che vedi solo per tre ore al giorno.
© Io sono Geremia"Valencia è il giusto connubio tra storia, mare, modernità, è piena di giovani e anche gli anziani sono moderni... girano in monopattino!" Ecco cosa pensano Gianfranco e consorte della loro città d'adozione dopo che hanno lasciato l'Italia l'anno scorso per trasferirsi sulla costa orientale della Spagna.
Siamo una coppia di quarantenni con due cani, in Italia eravamo due impiegati stressati, con un mutuo da pagare e una casa che vedi solo per tre ore al giorno.
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Viviamo a Valencia stabilmente da settembre del 2017 e ci siamo trasferiti con i nostri amici pelosi.
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Valencia ci ha fatti innamorare, per noi è la città perfetta, non è grandissima e caotica ma è abbastanza vivace culturalmente per non farti rimpiangere la comodità di vivere in un grande centro, i servizi sono perfetti, la sanità, i trasporti pubblici, i parchi, il mare, i Valenciani sono persone che non sanno il significato della parola stress, sono amabili, simpatici e ben disposti.
Per noi che abbiamo sempre sofferto una città come Roma, andare a vivere di nuovo nel caos di Barcellona o Madrid era impensabile.
Valencia è il giusto connubio tra storia, mare, modernità, è una città piena di giovani e anche gli anziani sono moderni, dobbiamo ancora metabolizzare il fatto che molti anziani girano in monopattino.
Gianfranco prende parola:
La sensazione è stata quella che provavo tutte le volte che andavo in vacanza in Spagna e per me si può descrivere in due parole: ho sentito di tornare a casa, la Spagna mi è così familiare che non ho fatto nessuna fatica ad ambientarmi.
Ho fatto un viaggio a Dicembre del 2016 ed è stato un colpo di fulmine, come quando ti innamori, non ti chiedi perchè, le ragioni del cuore oltrepassano quelle della ragione, mi sono bastati cinque giorni per decidere di venire a vivere qui.

Ho cominciato ad organizzare il trasloco e vi posso dire che la forbice dei prezzi che mi sono stati proposti è stata ampia, veramente troppo ampia, siamo passati dai 2500 euro ai 400 euro. Quindi consiglio a tutti di guardarsi bene in giro.
Sono arrivato in macchina fino a Genova e da li ho preso una nave con cabine " pet welcome on board" che ci ha portati fino a Barcellona; da Barcellona un paio d'ore e siamo arrivati, ho impiegato più tempo per sistemare i passaporti dei cani e le varie certificazioni che altro.
La prima cosa da fare è richiedere il NIE, che è come un codice fiscale, successivamente c'è l'empadronamiento che sarebbe il certificato di residenza, passati sei mesi si diventa residenti automaticamente.
La cosa più lunga è stata aspettare l'appuntamento per il NIE, io l'ho ottenuto subito, l'addetto della questura che me lo ha dato mi ha confessato che qui è pienissimo di Italiani anzi mi ha detto che tutta Italia è a Valencia, e non è tanto un' esagerazione, a Valencia ci sono 35.000 italiani e ti capita di essere al supermercato, in strada, senti sempre parlare italiano.
Ho aperto un negozio che noleggia biciclette e monopattini elettrici.
La burocrazia non è assolutamente paragonabile alla nostra, la cosa più complicata è stata trovare il negozio giusto, per il resto un ingegnere per un costo di €450 mi ha preparato il progetto da presentare in comune, siamo andati lì la mattina, un timbro e avevamo la licenza. Credo che per le attività di ristorazione sia un po più complicato ma ripeto mai paragonabile ai tempi biblici a cui siamo abituati.
Qui apri quando vuoi, chiudi quando vuoi, un cartello con scritto siamo in ferie se vuoi andare in vacanza, la gente non è stressata, i miei vicini di negozio sono stati solidali al massimo e mi hanno accolti con affetto sincero, a pranzo chiudo e vado al mare in pausa. Non essendoci traffico in dieci minuti sei dappertutto, se voglio vado a casa a pranzo e mi riposo, i ritmi sono molto molto più rilassati. Qui la fretta è tabù, anzi all'inizio abituarsi ai loro tempi è dura ma poi ti ricordi perchè sei qui.

Devo dire che al contrario di quanto si pensi il lavoro qui si trova, gli Italiani che vivono a Valencia lavorano nel settore delle traduzioni, nella ristorazione, hanno attività proprie, tanti vivono affittando stanze, tanti nelle strutture alberghiere.
Il trend è non fare solo un lavoro ma arrotondare un po' con tutto lavorando meno possibile.
Dipende dalle proprie possibilità, io con cinquecento euro hotre stanze in una buona zona fronte parco; con due cani mi interessava avere il Parco del Turia di fronte per ovvi motivi, poi c'è il Carmen che è la zona storica, Ruzafa, la zona Bohemienne con tutti localini, Canovas, elegante e cara, oppure la parte della spiaggia, dipende dalle proprie priorità.
Purtroppo a Valencia le case sono tutte grandi.
Trovare casa a Valencia è un lavoro, le riservano subito, bisogna essere rapidi e determinati, io all'inizio ho scelto un air bnb per due mesi, nel frattempo ho cercato casa.
Si nella maggior parte dei casi, ma non potendo dimostrare la propria solvenza economica è sufficiente pagare le mensilità anticipate; io ho pagato i primi sei mesi in anticipo e ora sto pagando normalmente.
Mi alzo alle 9, passo mezz'ora a fare colazione al bar, vado al lavoro in bici, all'una chiudo e vado a casa a riposare fino alle 4 oppure al mare, alle 4.30 riapro e poi la sera si esce.
Il tempo è sempre bello, la città è economica e quindi uscire non ti costa un occhio della testa.
Prima quando ero in Italia sveglia alle 6, di corsa a prendere il treno, ore ad aspettare senza che nessuno ti avvertisse di ritardi o cancellazioni, sensi di colpa a non finire quando facevo tardi in ufficio, autobus zeppi e sporchi, gente scorbutica ed esaurita, tornavo alle otto di sera a casa, tempo di fare una doccia e di mangiare e di nuovo a letto.
E' vero che avevo il sabato e la domenica liberi ma non ero felice, tutto quello che guadagnavo se ne andava tra mutuo, bollette e vestiti, perchè non puoi lavorare nella zona finanziaria di Roma e andare al lavoro con le converse.
Qui è tutto più easy e slow.

Quando hai l'empadronamiento si, e la sanità non è affatto male.
Valencia è tutta cablata, ci sono telecamere ovunque, poliziotti in bicicletta, a cavallo, in moto, in macchina, il livello di sicurezza personale è molto alto.
Finalmente sono passato all'azione dopo una vita passata a lamentarmi del posto in cui vivevo.
A quarantatre anni lasciare un buon lavoro, la tua casa e fare quello che vuoi fare per me è stato a livello personale un traguardo che mi ha permesso di recuperare autostima, coraggio e quel pizzico di sana follia necessaria.
Gli spagnoli ti rendono tutto più semplice, sono forse uno dei pochi popoli al mondo che apprezza gli italiani, sono molto rispettosi della diversità. E' comune qui e normale vedere coppie gay sposate regolarmente con dei bambini, gli immigrati sono rispettati e anche loro rispettano le regole del posto dove vivono, è pieno di disabili per strada e nei supermercati, non perchè ce ne siano di più confronto all'Italia ma semplicemente perchè possono uscire di casa, le barriere architettoniche non esistono. Fuori dai monumenti c'è sempre la spiegazione in braille per i non vedenti, dalla mattina alla sera è un continuo chiacchierare con calma, grandi sorrisi, bella gente.
Adoro i Valenciani.
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Mi mancano mio fratello ed il mio migliore amico che però non fanno fatica a raggiungermi viste le due ore di aereo, mi manca la pizza a taglio, ma nient'altro.
Non me ne andrò mai da qui, ho trovato la mia dimensione.




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