Trasferimento in Tunisia con una disabilità

Buongiorno a tutti,

Avere una disabilità non deve costituire una barriera per un trasferimento in Tunisia. L’importante è informarsi bene sui passi da seguire per assicurarsi che la nuova vita all’estero inizi, e si svolga, senza intoppi.

A che tipo di prestazioni assistenziali hanno diritto le persone diversamente abili in Tunisia?

A livello sanitario e fiscale, di quali agevolazioni possono avvalersi?

Uno straniero può percepire la pensione d’invalidità in Tunisia?

Come vengono integrate e tutelate le persone disabili nel mondo del lavoro Tunisino?

Sono presenti sul territorio delle organizzazioni che offrono supporto agli espatriati portatori di handicap?
Esistono delle associazioni che affiancano le persone disabili nella gestione del loro tempo libero in Tunisia?

Cosa ci dite circa l’accessibilità ai trasporti, agli uffici ed altri luoghi pubblici, nella città dove vivete?

Grazie per condividere la vostra esperienza,

Francesca

Buongiorno Francesca,

il capitolo da te aperto oggi, sul momento mi ha lasciato un po' senza fiato...  Infatti, proprio riguardo la Tunisia (rispetto all'Europa) le cose stanno in un certo modo che davvero non credo permetta di rispondere in modo cosí articolato, alle domande da te presentate...

Penso che innanzitutto si abbia allora a dover tratteggiare un po' la situazione  partendo dalla realtà di chi, come tunisino residente sul territorio, si ritrova in simili situazioni ...
Dapprima però coglierei l'occasione per dire di come più volte io stessa abbia cercato di parlarne con persone del luogo, ancor giovani e sempre in cerca di lavori e lavoretti, dicendo loro di quante cose potrebbero cercare di mettere in piedi -organizzandosi in gruppo-.   
Infatti
Associazioni e organizzazioni del tipo da te citato nelle due penultime domande, se non ci sono (e non mi consta che ve ne siano), si possono mettere in piedi.   Per cui
Se si trattasse di offrire aiuto e sostegno a residenti stranieri in difficoltà in tal senso, non sarebbe neppure necessario chissà quale formazione professionale...  visto che per l'appunto, proprio i tunisini fra di loro si reggono e gestiscono grazie alla naturale accettazione di parenti e concittadini handicappati anche gravi, che loro tengono in casa e curano facendo a turno per stare con loro o accompagnarli dove abbiano a dover andare.

Personalmente, conosco casi di persone lese cerebralmente o ritardate, accettate, accolte dalla società, che possono circolare grazie alla naturale e spontanea attenzione e "vigilanza" delle persone del quartiere.
Ma pure i genitori anziani e malati, le famiglie li hanno in casa e se ne curano fino alla fine.

In quanto all'accesso a uffici, a edifici, a luoghi pubblici, manca quello che altrove viene reclamato o già sussiste, MA in compenso regna attenzione da parte delle persone ovunque:  Hai bisogno? Dillo. Sei in carrozzella? Di certo si fanno in quattro per portarti lungo il tragitto di scale e oltre.   E queste sono cose che superano di gran lunga le infrastrutture architettoniche.....  Tantopiù, non dimentichiamocene, che la Tunisia è un paese ricchissimo di gioventù.  La stessa situazione di handicap in Europa creerebbe il problema di guardarsi in giro e vedere gente che non può forse neppure più sollevare la tazzina del caffé o poco meno (o più)   :D

È un triste capitolo, quello (giustamente) da te aperto, se penso a famiglie tunisine con figli gravemente ritardati in casa e che PRIMA della rivoluzione avevano speranze e pure un sostegno perché -per esempio-.... la moglie di Ben Alí aveva favorito l'insorgere di case di cura dove queste persone potevano o passare le giornate, o soggiornare.  Mi si è detto che erano di ottima qualità e che con tutti i difetti di un Ben Alì dittatore, perlomento era capace di gestire gli affari, di firmare i contratti con le imprese estere affinché ci fossero manutenzione e restauro di quanto costituiva la ricchezza del paese, e con una moglie che per l'appunto non si limitava di certo a ricevere le amiche per il thé.

Adesso invece, ci sono degli inetti, mai stati politici prima, inetti e peggio che litigano fra di loro e intanto con delle perdite di miliardi e miliardi, sperperi, assenteismi e pretese (privilegi mantenuti) verso la gente......  E si sono attaccati alla matrigna FMI (Fondo Monetario Internazionale) che prestando denaro, mette condizioni da cappio al collo e dominando poi a modo suo.
E le case e istituti fatti aprire dalla moglie di Ben Alì ?  Tutto è stato devastato e mandato in rovina.  Tutto il bene è andato perduto e ora il paese sprofonda sempre più nel caos.

Orbene, che quanto vado qui riportando piaccia  o non piaccia ai cittadini stranieri (italiani in primis) e residenti in Tunisia, non toglie una virgola a quanto non sto di certo a inventare.  Le lenti rosate qui non vanno bene. Tenetele per quando andate a passeggio.
Per cui, ognuno che in Tunisia va' a vivere, è bene che certe domande se le ponga personalmente e muovendosi allora in modo CONSAPEVOLE e possibilmente responsabile.

Finché dura il sole e le mangiatine in compagnia, benone. Ma tenete sempre un piede e magari anche due in patria, perché quando le cose si mettono male per un motivo o altro, poi si tocca magari terra e ci si sveglia... con il rischio che magari sia un pochino tardi.

Importante, handicappati o no, è che ci si sappia regolare da subito e informandosi sul terreno, a sapere nel caso  X o Y dove rivolgersi e come fare.
Finché si tratta di chiamare il medico, di andarci, di fare delle analisi, si è a posto e tutto va' bene.  Poi è vero che in caso di necessità, a Tunisi ci sono ottime strutture e cliniche, MA per la vita quotidiana è un altro paio di maniche. 
Per cui, se tutti i residenti stranieri vengono in Tunisia soprattutto per godersi la vita, possono esserci dei problemini il giorno in cui si abbia bisogno degli altri.   Perché o si è già gruppo consolidato -e magari si è già anche messo sul tavolo, apertamente, questo argomento e vedendo insieme come affrontare la questione al lato pratico "semmai occorresse e per i casi in cui occorra", oppure, se invece il tessuto sociale di fondo si basa soprattutto o soltanto sulle possibilità di escursioni (e va' benissimo), ma poi, nel quotidiano, su quelle alitterali inerenti la maldicenza, dicerie, grettezze e meschinità; allora vero è che per tenersi in salute è assai meglio evitare questo genere di compagnia.

Non fosse che per questo e analoghi motivi, affermo che è sí eccome importante potersi esprimere con i tunisini stessi. Perché stiamo nel loro paese ed è -a mio parere- vitale che -pur scremando e ponendo la massima attenzione- si sappia poi ev. piuttosto da loro come fare...   Relazioni importanti, quelle con le persone del luogo!   E lo dice una che era cascata non male, ma malissimo. Però che ha pure ritrovato come risalire la china (moralmente parlando) grazie alle persone che pure volevano dimostrare di come "non tutti siano cosí" e che persino si vergognavano, di certi loro concittadini.  Certo, posso dire di essere una persona molto aperta, disponibile e abituata a trattare con gente di ogni tipo di cultura e paese (riservandomi pure il diritto, non appena possibile, di dissentire -seppur con tatto- su alcune cosette in senso di concetti e mentalità).  Questo dunque, pur rimanendo chi sono: solitaria per natura e incline ad amare la quiete, la natura, le letture e a farmi gli affari miei.
 
Quindi una premessa è pur sempre quella di almeno qualche buon rapporto con le persone del posto, perché a loro non piacciono né gli snob, né gli affaristi bugiardi e approfittatori (stranieri), né i presuntuosi, né  chi fa clicca soltanto con il proprio gruppo straniero... E per la falsità/ipocrisia hanno un olfatto imbattibile (non a caso... ma non è questo un tema qui del giorno ) ..... Fatto sta che sia pur detto: non sempre l'unione fa la forza. A volte,  fa invece la differenza che in questo caso rischia poi di essere suscettibile di sviluppi ed effetti negativi.

Ciò detto, dalle pagine in francese e cioè "dei francesi" qua e là ho visto a volte come loro cerchino di addirittura favorire la conversione di taluni alberghi in strutture per anziani e con personale formato, ma -secondo me- con troppe pretese (come quella di avere personale formato... in Francia), mi puzzava tutto da conversione di una buona idea dei più (fra i residenti francesi) in business per pochi (i soliti).

Hai pure posto la domanda circa la possibilità di ricevere una pensione di invalidità in Tunisia. Di certo la si riceve se la si riceveva già  nel/dal proprio paese di origine.  Qui parliamo di pensionati. Quindi non credo che uno poi riceva la pensione di invalidità oltre quella di cui già usufruisce.   Se invece si parla di pensioni di invalidità tunisine e per tunisini o lavoratori stranieri che vivono da residenti in Tunisia, beh, se vi bastano 250-300 dinari al mese, allora siete maghi e sapete ricorrere alla formula di moltiplicazione di pane e pesci di altri tempi.... (Per l'appunto, non a caso le famiglie tunisine stanno insieme e vivono sommando le poche centinaia di dinari in entrata di ognuno. Oppure trovandosi agiata la famiglia e potendo far fronte alle spese del parente handicappato)

Concludo dicendo che sarà inutile imperversare nei miei confronti. Ognuno dica pure la sua e ognuno ha magari pure la sua da dire,a seconda delle sue esperienze, ma senza che per questo sussista motivo nè di rivaleggiare, né di annullare i contributi altrui.

Buona giornate e buona fortuna a tutti.

Buongiorno a te laviniavirginia  e grazie per il tuo contributo  :cheers:

Purtroppo niente pensione d'invalidità per i residenti all'estero: laleggepertutti.it/238452_pensione-invalidita-civile-per-residenti-allestero

Jurasikov :

Purtroppo niente pensione d'invalidità per i residenti all'estero: laleggepertutti.it/238452_pensione-invalidita-civile-per-residenti-allestero

Volendo è possibile evitando di fare la residenza e tornando in Patria prima dello scadere dei 3 mesi (visto turistico) e tornare dopo qualche giorno.

io ho una pensione di guerra posso riceverla in Tunisia?

Nessuna pensione/assegno che non sia frutto di contributi versati (o figurativi) è esportabile.

E non basta non essere residenti. Si deve soggiornare in Italia.

Max assenza: inferiore a 30 giorni.

Il problema è con l'Italia quindi, non con la Tunisia, ove, ottenuto il permesso di soggiorno, puoi permanere illimitatamente.

Occorre quindi vedere in che categoria rientra la tua pensione.

PS: sì; è esportabile:

http://www.dag.mef.gov.it/aree-tematich … index.html

nemmeno se conservo la residenza in Italia?oppure lascio la mia pensione di guerra accreditata sul mio conto corrente postale in Italia.

Cara Francesca, Essendo un Ingegnere in Informatica me la cavo abbastanza bene con i computer, quindi navigando sui siti tunisini ho trovato una legge Tunisina del 2005 riguardo a tutti i privilegi previsti per gli invalidi civili, i quali sono innumerevoli (con mia grande sorpresa!) se desideri prenderne visione ti mando il link su cui puoi scaricarla, ovviamente è tutta in francese.
La legge in questione è la Legge n. 2005-83 del 15/08/2005.
Il sito da cui puoi scaricarla è il seguente : droit-afrique.com
Ovviamente come diciamo noi Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare !!! quindi le leggi esistono ma bisogna verificare se poi vengono applicate o meno !
Ad ogni modo spero di aver dato un mio modesto contributo a tutti i nostri connazionali interessati al problema.
Cordiali saluti Ing. Adriano Fontana.

fernando matrundola :

nemmeno se conservo la residenza in Italia?oppure lascio la mia pensione di guerra accreditata sul mio conto corrente postale in Italia.

???

:/  :unsure  :/

fernando matrundola :

nemmeno se conservo la residenza in Italia?oppure lascio la mia pensione di guerra accreditata sul mio conto corrente postale in Italia.

Guarda che ti hanno detto che lo puoi fare!

Jurasikov :

Purtroppo niente pensione d'invalidità per i residenti all'estero: laleggepertutti.it/238452_pensione-invalidita-civile-per-residenti-allestero

Ossia che gli italiani con pensione di invalidità in Italia, solo la possono percepire restandovi ??!!  Leggo qui che quella di guerra sì la si può percepire all'estero.
A nessuno si può negare di vivere dove sia possibile stare meglio. (Così viene trattato questo punto al mio paese e di certo non è l'unico).
Supponiamo per es. che si avesse appoggio familiare all'estero. Non si potrebbe dunque vivere in famiglia per non perdere la pensione ? E gravando sulla famiglia o dovendo rinunciarvi  (alla famiglia, o alla pensione)?    Scusate ma non credo di essere proprio off topic... Non sono infatti questioni di poco conto ... Che ci vogliano controlli per evitare gli abusi è un conto, ma se una persona già ha dei limiti in senso di malattia cronica o di disabilità, limitarlo ulteriormente impedendogli di poter stare anímicamente meglio sarebbe ...o allora è....una barbarita' .

Trattandosi di sovvenzioni pure ha il suo senso.

Per pochi che siano sono denari forniti dalla comunità e che alla comunità ritornano.

Vale in tutta Europa. Forse anche altrove.

Beh, certo, le sovvenzioni sono tutt'altra cosa di una pensione vera e propria. Chiarissimo   :cheers:

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