TRASFERIMENTO AUTO

Salve a tutti, dato che dovrei trasferirmi a Sesimbra e ho sentito notizie non validanti tra loro per quanto riguarda il trasferimento dell'auto italiana, alcuni dicono che con 500 euro fai tutto, alcuni dicono che se, come nel mio caso, hai acquistato l'auto nel maggio 2017, (auto km zero, e prima immatricolazione il 28/02/2017), devo aspettare l'anno, altrimenti non pago + il classico trasferimento, ma costa molto di +, quindi la mia domanda è: se fosse l'anno, vale la prima immatricolazione? o devo calcolare da quando l'ho acquistata io? grazie  per un vostro aiuto. ciaoooo

Da quello che ho visto nei vari post,conta un anno da quando sei proprietario tu.

Grazie Franco!!..Eventualmente quanto bisogna pagare il trasferimento se non supera l'anno!

Da quello che ho visto nei vari post puo costare dai 4000 agli 8000 euro.

WOW!! E forse meglio intestarla a mia figlia..... grazie!!!

SE L'AUTO NON HA UN ANNO SI PAGA IN BASE AL VOLORE DELL'AUTO E CON UNA A3 CREDO CHE SARAI SUI 6.500/7.000€

Riporto un post di TINO  tratto da altra discussione.
Molto importante in quanto aggiunge la conoscenza di qualche altra  norma.


-------------------------------------------------------------------------------------------------------
TINO54    17.07.2017 20:56:51
Si confermo, per portare la macchina dall'Italia è complicato e poi ti mettono dei vincoli ,
esempio:
-l'auto deve avere più di un anno
-il primo anno non puoi venderla
-dal secondo al quarto hanno si può vendere ma pagando le tasse a scalare che si sono risparmiate rispetto a comprare direttamente in Portogallo
Per questo ho rinunciato anch'io perchè non mi piacciono questi vincoli
Ciao Tino

AGGIUNTA
Correggo, l'auto non si può vendere il primo hanno e poi i vincoli sono per ALTRI 4 ANNI per TOTALI 5 ANNI, il vantaggio enorme è però sull'assicurazione, io per la mia auto con casko totale in Italia pago 1850€ in Portogalllo 650€!!!
Tino
------------------------------------------

Grazie Tino54, si effettivamente la mia costa 43.000, mi conviene intestarla a mia figlia.
Grazie!

COSTANS,
MA GUARDA CHE NON è NECESSARIO INTESTARLA AD UN'ALTRA PERSONA , BASTA ANDARE ALLA MOTORIZZAZIONE E CAMBIARE LA RESIDENZA TI FARANNO PAGARE 32€ SUL CC DEL DIPARTIMENTO TRASPORTI PIU' 10,20€ ALLA REGIONE,  TI FARANNO U'ALTRO LIBRETTO CON ANNOTAZIONE CHE SEI ISCRITTO AIRE, RESIDENTE ESTERO E DOMICILIATO IN ITALIA.
Quello che non so ancora è quanto pagherò perchè TRE assicurazioni non hanno ancora risposto alla mia domanda , ma immagino faranno riferimento al comune dove si è domiciliati

Ciao a tutti
Tino

Ma sei sicuro??

Da quel che ho sentito in giro la legge lo consente, ma' le assicurazioni non gradiscono. O non assicurano o lo fanno a prezzi alti

Ragazzi ....  facciamo ordine ...

In base alle mie conoscenze è tutto corretto ma  male  ... ehmm .. allineato.

1 Auto intestata ad  altri ed utilizzata all'Estero
problema con la revisione che causa il rientro
delega all'utilizzo con firma autenticata dal comune di resid. in caso di controlli da parte delle forze di polizia.
Io le ho fatte per tutte le nostre auto incrociando le possibilità di utilizzo.
Documento redatto in 3 lingue ITA -ENG - PT ed autenticato in Municipio.

2 Auto propria NON immatricolata in PT da chi diventa residente RNH
se la si porta in PT DOPO 6  mesi dalla residenza  ci sono fermi amministrativi e sanzioni, quindi SE NON LA SI IMMATRICOLA SUBITO poi non può più entrare
le assicurazioni italiane si comportano a macchia di leopardo
Io ho contattato LINEAR e GENERTEL  che chiedono solo l'allineamento dell'indirizzo di residenza, ma continuano ad assicurare e  ... a  loro dire ... senza aumenti di costi ... ma lo vedremo poi ....  in effetti esiste in questo caso la piena continuità assicurativa ....  vedremo
Questo è il caso di chi ha tiene l'auto in ITA per quando rientra oppure  le auto prese per i figli ma intestate a sè per  limitare le spese assicurative ... .....

3  Auto intestata da almeno 12 mesi a chi diventerà RNH
abbiamo già detto tutto .....
proprietari da 12 mesi prima della residenza in PT
re-immatricolazione in PT entro 6  mesi dalla residenza in PT.
benefici assicurativi
stesso costo del bollo
500-700 eur circa costo della re-immatricolazione
tasse  a  scalare ma elevate se si rivende entro i 5 anni successivi.

Manca  qualcosa ???

si  manca  qualcosa .....

in caso si usi l'auto re-immatricolata in PT per un rientro in Italia,  magari con permessi ZTL  da ri-abbinare .... ciò costituirà prova della presenza in ITALIA continuativa .....  di fatto costituisce una "traccia"  per chi intenda  muoversi con .... ehm ... libertà.....

Se si intende andare e venire penso che potendolo fare sia da preferire utilizzare un altrui veicolo .

Se  si intende invece lasciare il veicolo sul posto   più conveniente re-immatricolarlo.

E infatti immaginavo. Grazie comunqur

COSTANS
certo che sono sicuro, l'ho appena fatto senza nessun problema con quei due versamenti 32 +10 .., ripeto ,a che comune faranno  riferimento ancora non me l'hanno comunicato ma credo terranno come base il comune di domicilio(cioè quello di prima ,e quindi non DOVREBBE cambiar niente)
MA ve lo dirò quando mi risponderanno

Va bene, grazie mille Tino54, aspetto tue notizie. Grazie ciao

ciao SBERTAN, buongiorno a te e tutti i partecipanti a questo forum

secondo quello che scrive Tino 54 e quella che è la tua conoscenza/esperienza si "potrebbe" dedurre che se una persona è Residente non abituale in Portogallo e NON ha provveduto ad immatricolare la sua auto in Portogallo, può iscrivere la nuova residenza alla Motorizzazione in Italia e poi viaggiare in Portogallo senza alcuna restrizione ?

mi sembra una faccenda molto importante da chiarire perché così si evitano i costi della reimmatricolazione portoghese :-)

grato per la tua risposta

PS - il perché di questo comportamento è dovuto al fatto che io non intendo rimanere per più di 3/4 anni e quindi vorrei evitare la reimmatricolazione prima in portogallo e poi in italia quando rientrerò

ciao Arcangelo,

si ha tempo 6 mesi da quando si diventa residenti per re-immatricolare in PT  veicoli di cui si SIA GIA' PROPRIETARI in Ita da almeno 12 mesi.

Se non lo si fa entro i 6 mesi ... poi ....
in caso di controlli/incidente  si avranno PROBLEMONI con fermo in dogana del veicolo e re-immatricolazione coatta.

e  sopratutto TASSE d'importazione NON SCONTATE e nell'ordine di migliaia di eur.

Il discorso della Motorizzazione Italiana è per aggiornare i dati anagrafici del proprietario,  lasciando il veicolo in italia.

cosa che non farai se re-immatricolerai in PT, in quanto chiuderai la "posizione" restituendo le targhe.

quello che non capisco, sono forse troppo duro di comprendonio oppure l'età comporta qualche difficoltà, è il fatto dei sei mesi ...

una persona prende le Residenza non abituale in Portogallo e lascia la sua auto in Italia, quindi non la immatricola in Portogallo

dopo due anni decide di portarsela in Portogallo e nel frattempo aveva provveduto a cambiare la residenza sul libretto di circolazione in Italia come previsto per legge

viene in Portogallo con la sua automobile e NON può dimostrare che l'anno precedente risiedeva in Italia, perché era residente in Portogallo ... zac, non può fare il semplice cambio di targa spendendo i famosi circa 4/500 euro, ma deve sottostare alla ghigliottina di migliaia di euro ?

behhh mi sembra assurdo, ma se questa è la legge ...

E' capitato ad una utente  ... il post era dell'anno scorso , tedesca ha immatricolato la seconda volta che è andata in PT dopo avere già ottenuto la residenza RNH e  zac...  fregata.

Se non la immatricoli subito (6 mesi) dopo è costosissimo

dopo due anni decide di portarsela in Portogallo e nel frattempo aveva provveduto a cambiare la residenza sul libretto di circolazione in Italia come previsto per legge ++  ITALIANA ... AI PORTOGHESI NON INTERESSA

NON può dimostrare che l'anno precedente risiedeva in Italia, perché era residente in Portogallo 

non devi dimostrare che risiedevi in ITA  ma che l'auto era tua da almeno 12 mesi PRIMA di avere residenza Portoghese.  si vede dal libretto

caro SBERTAN
grazie per la tua pazienza e competenza, spero che la ns conversazione possa aiutare anche altri utenti a capire e scoprire le "vie del signore per reimmatricolare" ...

ti rubo ancora attenzione e tempo, spiegandoti il fatto:

quando sono diventato residente mi hanno detto che dovevo reimmatricolare entro 6 mesi e condizione numero 1 che dovevo dimostrare che l'anno precedente ero residente in Italia, ma io l'anno precedente ero residente in Tunisia, quindi niente semplice reimmatricolazione, manca il requisito numero 1 ...

ora l'anno "precedente" risulto residente in Portogallo e la macchina la possiedo da 10 anni fa quando l'ho comprata come risulta da libretto (nel quale non ho ancora fatto il cambio di residenza) ... come la mettiamo ? :-)

non devi dimostrare che risiedevi in ITA  ma che l'auto era tua da almeno 12 mesi PRIMA di avere residenza Portoghese.  si vede dal libretto

hai ragione !!
ora ricordo che anche altri hanno dovuto presentare scontrini - bollette.
E' citato nell'altra discussione sui veicoli, quella più corposetta

Che dire ?? 

SITUAZIONE PARTICOLARE ben descritta SOLO ORA ...

direi  che essendo tu già un AIRE da  tempo, forse  sia meglio  aprire una nuova discussione tipo
TRASFERIMENTO VEICOLO pensionato già AIRE

sperando che qualcuno nella stessa situazione possa avere risolto diversamente .

e  sarebbe di sicuro aiuto a  qualche altro .

Io sono rnh dal 2016, ora vorrei portare la mia moto in Portogallo e reimmatricolarla con targa portoghese. Posso farlo?

alexmarti

.... Alessandro ... sei oltre i 6 mesi !!  informati su  quanto saranno i costi.

Potere ..  puoi ..

guarda... ARCANGELO  ha  aperto questa discussione  .... il suo caso è un pò diverso come avrai letto sopra ma il concetto è lo stesso  SONO PASSATI I 6 mesi fatidici

TRASFERIMENTO VEICOLO pensionato già AIRE oltre un anno

https://www.expat.com/forum/viewtopic.php?id=697099

Ciao a tutti! Ultima notizia arrivatami ora da un amico che risiede in Portogallo, allora dato che anche lui già residente non abituale, voleva intestare la sua auto alla figlia e viaggiare con delega....Ma si è informato da un avvocato a Lisbona il quale gli ha riferito che purtroppo la delega x la guida di un automezzo anche di un figlio o moglie, in Portogallo non ha validita!!!.
Quindi ora sta cercando di capire con la dogana se, dato che la sua auto ha già 5 anni ma lui l'ha acquistata entro l'anno di trasferimento, può o riesce far figurare che essendo di 5 anni, invece di pagare 8000 euro x il passaggio, si riesce a pagarne meno. Io a questo punto, invece di chiedere la residenza a gennaio aspetto a maggio 2018, cosi la mia auto riaulta già da un anno intestata a me.

GRazie  COSTANS, utilissima ...

Però  ragionando sulla delega o sul prestito d'uso ... io credo che visto che è residente se è là  farebbe meglio a sentire presso un  dipartimento della motorizzazione o similare.
Non è quello che è stato tramandato sino ad ora anche e sopratutto dall' esimio Maurizio .G
Nessun portoghese si è trovato nel  bisogno di utilizzare l'auto di un parente ??  ... è da verificare !!!!

Non quanto ha detto il tuo amico, ma cosa succede se qualcuno guida l'auto di un altro in sua ASSENZA , caso per il quale servirebbe delega.
Aggiornaci anche sulle tasse richieste e se gli consentono un escamotage .

per ALEXMARTI
aggiornaci su cosa ti diranno per la moto .... è la stessa casistica.

Stefano

Si va bene Stefano, ti/vi tengo aggiornati sulla questione, però il mio amico mi ha spiegato molto bene ieri sera, e mi ha riferito quello che lo studio di Lisbona gli ha riferito, infatti anche lui è rimasto spiazzato a questa notizia, perché altrimenti avrebbe aspettato il compimento dell'anno dell'auto in suo possesso e poi avrebbe fatto il tutto!, il bello dice/dicono dallo studio, che in italia a loro non importa, giustamente poi fare delega con fotocopie e bla bla! E girare in altri paesi, il problema lo pone il Portogallo perché sembra che voglia avere auto in circolazione con targa PT e non un misto...può sembrare una stupidata, ma forse lo fanno per incassare qualche soldino.
Ciao ci aggiorniamo
Costantino

Oggi sono stato al IMTT (Istituto da Mobilidade e dos Transportes Terrestres) per informazioni su come fare per avere la matricola portoghese per la mia  moto, mi hanno dato le spiegazioni del mio caso sui documenti da presentare con il mod. 9 IMTT (che credo valga anche per le auto). Per la tassa da pagare per la legalizzazione mi hanno mandato all'Alfandega, che è un servizio della Autorità Aduaneira come la finanças .
Ho spiegato che sono già residente e che voglio portare la mia moto dall'Italia. Mi hanno dato un elenco dei documenti da presentare dove, in fondo, c'è scritto ben in evidenza: (in riferimento ai tempi)
La domanda di legalizzazione (DAV) accompagnata dai documenti  in elenco dal 2 al 10 dovrà essere presentata in qualunque Alfandega con competenza in materia di questa tassa nel tempo massimo di 20 giorni utili (quindi esclusi sabati e Domeniche = 5 settimane) dopo l'entrata nel territorio nazionale. (quindi poco più di un mese).
Per sapere poi l'impoprto da pagare per la legalizzazione basta andare sul portal das financas - serviços Aduaneiros-IEC ISV - simuladores, e inserire i dati del proprio veicolo. (per valutare se conviene o no)
Sul sito della finanza, servicios aduaneiros, quando si apre la pagina, c'è scritto che dal 1Luglio 2017 il DAV si presenta solo con trasmissione elettronica dei dati e ci sono i link per fare la domanda.
Mi è rimasto solo il dubbio per gli allegati che credo, fino al 1 gennaio 2018, devono essere presentati in forma cartacea a qualsiasi Alfandega competente. (leggere le informazioni sul servizio aduaneiro).
Per il pagamento tempo massimo 10 giorni utili dopo il ricevimento della domanda, (anche tramite multibanco).
Sul sito ci sono gli indirizzi delle Alfandega competenti per territorio.
Conclusione. Dopo che sei residente ci sono tempi più stretti ma puoi sempre portare la tua auto-moto dall'Italia.
Saluti e tanta pasta al dente a tutti.

OTTIMA, splendida e completa guida.


Quindi l'unico obbligo è  REGOLARIZZARE ENTRO 30GG DALL'INGRESSO DEL VEICOLO NEL PAESE -

Ho capito bene ??  quindi sembrerebbe non esservi problema .

Hai fatto al simulazione del costo sul sito AT financas ?
Risultano cifre "impossibili" o umane ?

GRAZIE

Ho appena provato io
....  serve loggarsi con il proprio NIF e  password  e  compilare la simulazione,  praticamente in modo completo  e  tra i tanti dati serve il famoso CERTIFICATO DI CONFORMITA   che riguarda lo specifico  modello di auto-moto che io , essendo "indietrro " con il processo non ho ancora procurato.

Non ho potuto simulare.

Ho sbagliato i conti, sono 4 settimane e non 5.

Grazie x la delucidazione! Quando lo farò io vi saprò dire. Ciao a tutti!

a chi dovesse interessare ho aggiornato la situazione con totale spiegazione nella pagina che ho aperto allo scopo :-)

https://www.expat.com/forum/viewtopic.p … 99#3798878

CIAO A TUTTI, vi giro un bell'articolo di come funziona l'eventuale trasporto e riemmatricolazione auto nei Paesi Ue e le varie opzioni, spero che vi servano e una buona giornata a tutti.
Costantino

Quando si parla di circolazione di auto (o moto, o altri veicoli) e di “estero”, vi sono molti possibili casi e combinazioni: cercheremo di affrontarli tutti dedicando un articolo di approfondimento ad ogni caso specifico. Qui oggi parliamo di cittadini Italiani che prendono residenza all’estero (con o senza iscrizione all’A.I.R.E. Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero): vediamo i vari casi, sia per chi “esce” dall’Italia, sia per chi “torna”, e le varie implicazioni per la targa e l’assicurazione dell’auto.
La regolamentazione è quanto mai difficile da schematizzare, in quanto entrano in gioco le leggi ed il Codice della Strada dei Paesi di volta in volta coinvolti, tuttavia la regolamentazione ha una certa linea comune, almeno a livello dei Paesi Europei, a seguito della Convenzione di Ginevra del 1949, per cui riusciamo a darvi alcune indicazioni di carattere generale. In ogni caso (e lo ribadiremo più volte), è fondamentale che chi va all’estero si informi bene sulle leggi del Paese che lo ospiterà… e non solo per quanto riguarda l’automobile!
Per praticità faremo riferimento alla normativa Italiana, che è ricorrente con poche varianti nella maggior parte dei paesi Europei. La circolazione dei veicoli stranieri in Italia è regolamentata dall’art. 132 del Codice della Strada. Questo ci indica cosa deve fare uno straniero che intende circolare in Italia, ma noi giriamo la norma e la applichiamo ad un Italiano che vuole andare in una Paese estero.
L’Italiano che prende residenza in una nazione estera e che ha intestata a suo nome un’auto regolarmente immatricolata ed assicurata in Italia, una volta ottenuto il cambio di residenza deve fare subito una scelta tra le due azioni seguenti:
•    Mantenere la targa Italiana, variando la propria residenza a libretto, inserendo la nuova residenza AIRE ed un recapito Italiano, e informare di questo anche la compagnia assicurativa. Leggi in seguito dove e come può essere usato il veicolo in questo caso.
•    Oppure, fare una rottamazione per esportazione delle targhe, e re-immatricolare il veicolo nel nuovo Paese di residenza, assicurandolo con una compagnia ivi riconosciuta.
•    Mantenere la Targa Italiana
•    Si applica quando si intende lasciare l’auto in Italia, ad esempio per utilizzarla quando si rientra in patria per le vacanze. Per procedere, è necessario fornire come riferimento legale un indirizzo di una persona residente in Italia. Andrà bene un parente ma anche un amico, previo il suo consenso. Basterà aggiornare la carta di circolazione in Motorizzazione o tramite una agenzia di pratiche auto. La procedura è del tutto analoga a quella del cambio di residenza in Italia, e costa circa 100,00 € se fatta tramite agenzia.
•    Messo in regola il libretto di circolazione, si deve informare la compagnia assicurativa della variazione dell’indirizzo. E qui potrebbe insorgere qualche problema. Nonostante la copertura RCA non sia rifiutabile da parte delle compagnie, sono infatti ancora molte quelle che non accettano di assicurare i veicoli degli Italiani residenti all’estero, indebitamente.
Abbiamo riscontrato che le compagnie telefoniche e online danno meno problemi, ma solitamente richiedono che la polizza venga sottoscritta telefonicamente con un operatore e non online, rientrando nei “casi particolari” solitamente non contemplati dal preventivatore online. Inoltre, c’è da aspettarsi un aumento del prezzo rispetto alla residenza Italiana, peraltro senza una vera motivazione. Vi suggeriamo di verificare anche la modalità di sospensione della polizza. Immaginando un uso saltuario del veicolo, si potrebbe infatti avere un buon risparmio sospendendo la polizza durante i mesi nei quali si prevede di tenere fermo il veicolo. Per maggiori informazioni sull’aspetto assicurativo vi rimandiamo al nostro articolo: Compagnie che assicurano auto Italiane a residenti all’estero.
Dove è possibile usare l’auto a targa Italiana con documenti AIRE? Liberamente su tutto il territorio Italiano ed in tutti i Paesi UE, tranne quello in cui si è presa la residenza. Qui infatti è utilizzabile solo per un certo periodo dalla data di cambio di residenza, oltre tale data con ogni probabilità non sarebbe in regola secondo il codice della strada locale. Data l’ampia varietà di casi ed eccezioni, verificato sempre caso per caso. Avete notato? In questo caso vi è un limite alla libera circolazione di persone e cose nella UE. Per questo, a nostro avviso, questo caso è sempre un po’ dubbio.
Per i Paesi extra-UE varranno invece le normali regole doganali, che in genere prevedono un limite massimo di permanenza continuativa in genere di 6 mesi o 1 anno (può variare da Paese a Paese), talvolta rinnovabile uscendo e rientrando dai confini.
Cambio Targa, verso paesi UE
Esempi di Paesi UE: Francia, Germania, Spagna, Belgio, Romania, Regno Unito.
Come abbiamo detto, i Paesi UE impongono l’obbligo di re-immatricolare il veicolo che venga importato “definitivamente” all’interno dei propri confini, dove per “importato definitivamente” si intende anche il veicolo di stranieri (Italiani) che vi prendono residenza. Tutti concedono un periodo di tempo per mettersi in regola, in questo periodo è possibile circolare con la targa del proprio paese di origine; attenzione, questo periodo decorre non dall’immissione del veicolo nel Paese (che non sarebbe verificabile, non essendoci frontiere), bensì dalla data di cambio residenza. Vediamo alcuni periodi di tolleranza per la reimmatricolazione dei veicoli:
•    Irlanda: 6 mesi
•    Spagna: 6 mesi
•    Germania: subito
•    Paesi Bassi: subito
•    Lussemburgo: 6 mesi
•    Austria: 1 mese
•    Francia: 1 mese
•    Repubblica Ceca: 185 giorni
•    Regno Unito: 6 mesi – qui qualcosa cambierà in futuro a seguito della “Brexit”
•    Italia (per cittadini provenienti dalla UE): 1 anno.
Notate che, se volete sfruttare il periodo di tolleranza, sarebbe comunque opportuno procedere da subito alla variazione dei dati di residenza, come descritto nel punto precedente.
Per la procedura vi raccomandiamo di rivolgervi a due agenzie di pratiche auto: una in Italia ed una nel Paese dove si è stabilita la residenza. E che siano agenzie con comprovata esperienza di import-export. Questo perché la burocrazia in questo passaggio non è cosa da poco, ed è complicata dal dover tradurre alcuni documenti. Non ci addentreremo pertanto in ulteriori spiegazioni sul “fai da te”, anche perché non saremmo in grado di conoscere le singole procedure presso le Motorizzazioni dei vari Paesi.
Dove è possibile usare l’auto a targa straniera UE intestata all’Italiano iscritto AIRE? Ovunque e senza limitazioni all’interno della UE. Per l’uso nei Paesi extra UE, vige il normale limite massimo dalla data di passaggio in dogana, che può essere variabile da Paese a Paese.
Ri-targare o non ri-targare?
Vi sono molti motivi per cui il portare la propria auto all’estero, ri-targandola, va valutato con molta attenzione. Il primo è che la procedura ha un costo non indifferente, che oltretutto raddoppia in caso di ritorno dell’auto in Italia, con conseguente ritorno alla targa Italiana. Il secondo è il fatto che non è detto che ogni auto possa essere ri-targata ovunque, dipende dalle normative anti inquinamento, dalla omologazione del modello e da molti altri fattori, per cui è bene informarsi preventivamente presso agenzie specializzate.
E’ pertanto consigliabile ritargare soltanto se si pensa di rimanere all’estero a lungo. Quanto a lungo? Se il periodo è inferiore ad un anno (o comunque inferiore al limite massimo concesso), non conviene assolutamente ri-targare e si può procedere come nel caso 1. Se il periodo è indefinito, tipo 6,7 o 10 anni, o magari per sempre, è sicuramente consigliabile ri-targare.  L’indecisione regna invece per i periodi di media durata, di 2-4 anni… per i quali il costo della doppia procedura risulterebbe antieconomico.
Le alternative sono:
1.    Acquistare e rivendere un’auto in loco, oppure noleggiarla a lungo termine.
2.    Ritargare e portare a fine vita la propria auto Italiana all’estero, risparmiando così la procedura di ritorno.
3.    Circolare “abusivamente” con la propria auto a targa Italiana (ma pur sempre con dati aggiornati con la residenza AIRE).
4.    Usare l’auto Italiana di un parente.
Sul primo caso non c’è niente da dire. Sul secondo, si eviterebbe almeno la seconda re-immatricolazione, è una strada logica se l’auto è abbastanza vecchiotta. Per quanto riguarda il terzo caso, vi rimandiamo al paragrafo “controlli” qui di seguito.
E’ interessante approfondire il 4° punto: usare all’estero l’auto di un parente Italiano. Premettiamo che le leggi internazionali regolamentano in maniera diversa i veicoli che sono “temporaneamente” su suolo straniero e quelli che vi sono “definitivamente”. Per “definitivamente” si intende quando il proprietario ha residenza nel dato Paese. Inoltre, è sempre consentito a chiunque di guidare liberamente un’auto intestata ad un parente, fino al 3° grado di parentela, senza particolari formalità. Uniamo queste due cose e viene fuori che per un Italiano residente all’estero, è fattibile guidare nel Paese di residenza un’auto a targa Italiana intestata ad un parente con residenza Italiana, senza limiti di tempo. Se il Paese è in UE, il limite è indefinito, mentre se il Paese è extra-UE, vi sarà un termine massimo (in genere di 1 anno) di permanenza continuativa, che comporta di uscire dai confini almeno una volta l’anno, tenendone traccia. Per tenere traccia se non si passa dalla dogana, possono andare bene ricevute autostradali, vignette autostradali, o altro che possa documentare che l’auto era in altra nazione.
Tutto facile? Non del tutto, vi è ancora la possibilità che l’auto così intestata venga presa di mira da accertamenti prolungati e specifici da parte delle forze dell’ordine: qualora si appurasse che l’uso è continuativo da parte del residente nel Paese estero, potrebbe comunque scattare l’obbligo di ri-targare; questo accade in Paesi particolarmente rigidi sulle norme di Circolazione Stradale, il primo della lista è il Regno Unito.
Nonostante questo ultimo aspetto, rimane uno dei modi migliori per usare l’auto Italiana nel paese di residenza estera.
Chi volesse gestire in tal modo un’auto propria, può valutare di volturarla ad un parente fidato che rimanga in Italia! Se la voltura al parente la fate ad hoc per la cosa, occhio comunque ai costi della voltura e ai cambiamenti necessari per l’assicurazione, oltre che alle implicazioni fiscali per chi si intesta la vettura (es. il redditometro).
Tempistiche
Ribadiamo che, a seguito del cambio di residenza verso un Paese straniero, si deve provvedere subito alla regolarizzazione dei documenti dell’auto, in uno dei due modi descritti, ed evitare assolutamente di usarla con i vecchi documenti dopo il cambio di residenza, in quanto a seguito del cambio di residenza, l’assicurazione potrebbe cessare la propria copertura, pertanto, anche se ad un sommario controllo delle Forze dell’Ordine l’auto potrebbe risultare in regola anche se con documenti invariati, in realtà essa potrebbe non essere coperta da assicurazione in caso di sinistro, con notevole rischio per il proprietario!
Questa regola, peraltro, vale anche per i cambi di residenza all’interno dell’Italia.
Costi e Assicurazione RC
Nel caso di mantenimento della targa Italiana, la procedura di cambio residenza sul libretto non ha un costo. Purtroppo il relativo cambio presso la compagnia assicurativa comporterà in molti casi un aumento della polizza RC.
Nel caso di importazione del veicolo nel Paese di nuova residenza, ricordiamo che in ambito UE sono state abolite le tasse doganali. Il costo da sostenere sarà quello della rottamazione della targa in Italia e della reimmatricolazione, che comporterà il pagamento di una imposta variabile (in Italia è la IPT). A questo va sommato il costo (secondo noi indispensabile) delle agenzie di pratiche auto. La polizza RC Italiana può essere disdetta, ottenendo il rimborso della parte di premio non goduta (tasse escluse), e quindi si dovrà provvedere ad una nuova stipula con una compagnia riconosciuta nel Paese di nuova residenza. In genere è possibile farsi riconoscere la propria Classe Universale, traducendo l’Attestato di Rischio Italiano (e viceversa).
Da notare che, dati gli altri costi di assicurazione e bollo in Italia, è probabile che il cambio targa risulti una pratica conveniente, nonostante i costi iniziali da sostenere.
Residenza estera ma senza iscrizione AIRE
Ricordiamo che questa situazione è piuttosto diffusa pur essendo formalmente non regolare per le leggi Italiane. Non ci addentriamo sui pro e sui contro dell’iscriversi o meno all’AIRE, cosa che esula dagli argomenti di questo sito, e focalizziamoci su cosa si deve fare per l’auto. Per quanto riguarda l’obbligo o meno di ri-targare il veicolo, nulla cambia rispetto a quanto già descritto. Per quanto riguarda l’auto a targa Italiana, da mantenere in Italia o eventualmente da usare all’estero nei limiti che abbiamo indicato, si potrà evitare il cambio di residenza a libretto e presso l’assicurazione, in quanto si presume che in Italia nulla cambi per quanto riguarda la propria residenza.
spero sia chiaro. Un ciao a tutti!!

Ciao Costans
quindi chi ha preso la residenza e continua a guidare la propria vettura in Italia senza aver cambiato i dati (come incoscientemente nel mio caso ) si muove come fosse "senza assicurazione "
Questa mi mancava!Ma sono certo che "manca" a molti
Ti ringrazio
Robj

esattamente !  in tal caso  che fare,  vendere  e riacquistare in Portogallo sembra  essere la soluzione  più semplice. E  in Italia  ?  noleggio  o  taxi !!!!  Rimango in attesa  di  saperne di più . Un saluto a tutti

Di nulla Robj! Non sapevo neppure io!.
Ciao

per TUTTI/e

l'articolo l'avevo già letto ... è  GENERICAMENTE  valido  ma  se  applicato al PT ha inesattezze.

SPECIFICITA' PORTOGALLO

GUIDA VEICOLO ALTRUI
sappiamo (post inizio pagina) che guidare  l'AUTO DI UN FAMILIARE SE NON PRESENTE il medesimo a fianco del guidatore  non è possibile per  chi è RNH.
Contrariamente a quanto avviene in europa, dove con delega scritta SENZA la presenza del proprietario  puoi affidare (o farti affidare) il  veicolo.

IMPORTAZIONE VEICOLO
sarebbe esente secondo l'articolo (norma UE),  ma vediamo bene che se  passi i 180gg poi  ti  tar.TASSANO

e  non sono cose da poco .... per chi deve gestire il  "trasloco".


VEICOLO CHE RIMANE IN ITALIA
se si diviene AIRE si deve aggiornare l'indirizzo sulla carta di circolazione e di conseguenza avvisare l'assicurazione   che  può:
- prendere solamente atto
- prendere atto e AUMENTARE la polizza (perchè?  ... così ... per  appiglio.)
- prendere atto e RIFIUTARE IL RINNOVO.

Nel mio caso darei in comodato d'uso le auto ai figli che già le usano
Loro hanno la stessa mia attuale residenza italiana   e  saranno coloro ai quali affiderò il mio  domicilio-
Così facendo rispetterò le indicazioni di motorizzazione , e  pure i dettami assicurativi (continuità) in quanto varierò, ma il NUOVO INDIRIZZO DI AFFIDAMENTO / DOMICILIO coinciderà con il vecchio.

Ho interpellato le attuali assicurazioni e  Linear e Genertel e Genialloyd  non hanno indicato problemi.
Sarà possibile un aggiustamento del premio ... ma solo forse.

Un saluto

ci sono altre  discussioni nel FORUM

Trasferire il proprio veicolo in Portogallo
https://www.expat.com/forum/viewtopic.php?id=672674

Portare auto dall'Italia, conviene?
https://www.expat.com/forum/viewtopic.php?id=615105


Autoveicolo in Portogallo
http:/www.expat.com/forum/viewtopic.php?id=563772
il post di spak62 

Cari amici ho parlato con l Alfandega (Motorizzazione Portoghese a Faro) vi dico del mio caso:Ho una macchina del 2014 e ne sono proprietario da più di un anno è una 1700 diesel.
Per non spendere nulla prima di tutto l operazione va fatta entro sei mesi dalla cancellazione di residenza Italiana per la nazionalizzazione mi hanno chiesto questi documenti:

1° Originale di cancellazione di Residenza Italiana e sappiamo che l Aire dalla data di richiesta fatta in Portogallo può prendersi fino a sei mesi di tempo per comunicare l ok al proprio comune.

2°Originale e copia del COC Certificado europeo de conformidade che tutte le vetture hanno ma spesso non i proprietari dei veicoli e quindi dovete risalire o attraverso la casa costruttrice o la motorizzazione che vi rilascia copia conforme costo attraverso agenzia Euro 70 dove è stata immatricolata la vostra autovettura.O se lo avete tutto ok

3°Originale e 2 copie del certificato di proprietà e del libretto

4°Numero 12(Dodici) Originali e copie di ricevute energia elettrica,o telefono ,acqua eccetera che attesti la vita quotidiana in Italia .

Fatto ciò nessuna spesa  se  siete capaci di montare le Targhe nemmeno quella
Poi in Italia vi portate le targhe e fate la radiazione del veicolo circa 60 Euro ma credo che on line potete farlo anche dal Portogallo.
Vi do anche info dell assicurazione furto e incendio euro 250 Annue ed il valore veicolo si apprezza del 30 per cento
Il bollo per il mio Co2 euro 148 meno 90 euro annue rispetto all Italia spero esservi stato utile
Fabio

Tutte queste info non fanno che confermare la mia decisione di vendere la mia Pandina presto! !!!!

Nuova discussione