Paesi alla ricerca di espatriati durante la crisi sanitaria

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Pubblicato 2020-07-20 13:32

Se molti paesi nel mondo non hanno ancora aperto le frontiere, e non accettano nuove richieste di visto, altri, come Australia e Canada, hanno scelto di adottare un approccio diverso. L'Australia ha appena annunciato una serie di misure dedicate ai ​​visti studenteschi, mentre il Canada continua ad accettare domande di visto in categorie specifiche. Trovi maggiori informazioni in questo articolo. 

L'Australia apre le porte agli studenti stranieri

Buone notizie per coloro che sognano di continuare gli studi superiori in Australia. Questa settimana il Governo australiano ha annunciato delle misure speciali che riguardano i visti per gli studenti, riconoscendo che la presenza di studenti stranieri contribuisce al buon andamento dell'economia nazionale - entrate di quasi 40 miliardi di dollari all'anno. Concretamente, cosa significa? Anche se i confini non riapriranno presto, le nuove domande di visto per studenti possono già essere presentate. Una volta riaperte le frontiere, gli studenti stranieri potranno entrare nel paese.  Inoltre, gli studenti che per accedere ai corsi devono superare un test linguistico, potranno beneficiare di più tempo per prepararsi. 

Coloro che desiderano prolungare la durata del visto studentesco, perchè non hanno potuto completare gli studi durante la crisi, sono esenti dal pagamento delle tasse solitamente applicate. I laureati in possesso di questo tipo di visto, che si trovano all'estero, possono richiedere un Post-Study Work Visa che consentirà loro di tornare in Australia non appena possibile. Questa misura interessa anche agli studenti stranieri che stanno attualmente frequentando corsi a distanza a causa della chiusura dei confini. Ricordiamo che le frontiere australiane riapriranno nel 2021. 

Il Canada lancia il programma Entrée Express 

Il Canada non getta la spugna anche se non raggiungerà il suo obiettivo di accogliere 341.000 nuovi arrivi ​​nel 2020. È interessante notare che gli studenti stranieri che hanno ottenuto un permesso di studio prima del 18 marzo 2020, sono esenti dalle restrizioni di viaggio imposte dal governo canadese. Ovviamente devono rispettare determinate condizioni, come sottoporsi ad un controllo sanitario prima del viaggio, ed essere in possesso di un documento che attesti le ragioni dello spostamento, come la domanda per il  permesso di studio approvata entro il 18 marzo 2020. Dopo l'ingresso, gli studenti devono sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni, anche quelli che non presentano sintomi da COVID-19.

Questa misura si applica anche ai lavoratori temporanei, a condizione che siano in possesso di una lettera attestante che la loro domanda di permesso di lavoro è stata approvata entro il 18 marzo 2020. Il programma Express Entry ha registrato un vero boom di richieste durante la pandemia, nonostante i confini fossero chiusi. Nella prima metà del 2020, il Governo ha emesso quasi 50.000 inviti, contro i 41.800 del 2019. Inoltre, sono già state effettuate più di 21 estrazioni, rispetto alle 12 dell'anno scorso. Le Autorità canadesi riconoscono l'importanza degli immigrati per l'economia nazionale e desiderano attirarli in grandi numeri attraverso la creazione di servizi dedicati. I candidati al programma delle nomine provinciali sono invitati a presentare domanda anche se non possono inoltrare tutti i documenti richiesti. Tutto quello che devono fare è scrivere una lettera che spieghi i motivi per cui non possono fornire tutta la documentazione.  

La Nuova Zelanda ricerca profili altamente qualificati

Di fronte alla carenza di manodopera in alcuni settori economici essenziali, il Governo della Nuova Zelanda ha scelto di modificare la propria politica in materia di visti durante la crisi. Anche se i confini rimangono chiusi fino a nuovo ordine, le aziende possono assumere lavoratori stranieri (« critical workers ») a breve e lungo termine. Tuttavia, solo i datori di lavoro, le agenzie governative e gli esperti in immigrazione possono fare richiesta per questo tipo di lavoratori, a condizione che i profili cercati non siano disponibili localmente. Per qualificarsi come « critical worker », la persona deve possedere competenze spendibili in progetti di grandi opere infrastrutturali, eventi o programmi approvati dal governo, e deve apportare competenze utili per l'economia regionale o nazionale. Le domande di qualificazione vengono valutate singolarmente senza garanzia che siano approvate.

Punto su altri paesi che hanno riaperto -e non- le frontiere 

Numerosi paesi del Medio Oriente e dell'Asia hanno scelto di non aprire i confini finchè la situazione non si sarà ristabilita. Se consultate i siti web delle singole nazioni troverete l'informazione che qualsiasi nuova domanda di visto non è, al momento, accettata. Anche Stati Uniti, Brasile, Russia e Turchia seguono la stessa politica a causa dell'espandersi della pandemia nei loro territori.

Di contro alcuni Stati dell'Unione Europea stanno gradualmente riaprendo i loro confini a determinate nazionalità. Se gli europei sono stati autorizzati a viaggiare in tutta Europa da metà giugno, i cittadini di paesi terzi sono vincolati dagli accordi di reciprocità. La Danimarca non accoglie i cittadini provenienti da Svezia, Portogallo e Lussemburgo, e da alcuni paesi terzi.

Sul sito web del Consiglio dell'Unione Europea trovate informazioni (aggiornate periodicamente) sulla revoca graduale delle restrizioni di viaggio alle frontiere esterne per le persone residenti in alcuni paesi terzi. Se volete viaggiare, informatevi bene prima di acquistare i biglietti. I cittadini di alcuni paesi che viaggiano all'interno dell'UE possono essere sottoposti a controlli medici ed essere messi in quarantena al loro arrivo nel paese di destinazione.