Viaggiare o trasferirsi all'estero in pensione: vantaggi e svantaggi
A meno che non si scelga di partire senza una data di ritorno, un viaggio ha per definizione una durata limitata. Sai che nel giro di qualche settimana tornerai nel tuo Paese. Puoi anche decidere di fare più viaggi nel corso dell'anno, mantenendo però sempre una base dove rientrare. Trasferirsi all'estero significa invece immaginare una permanenza di almeno uno o più anni, se non definitiva. Sono due modi molto diversi di vivere l'esperienza all'estero. Per capire quale soluzione fa davvero al caso tuo, è importante valutare bene cosa comportano entrambe.
Famiglia e pensione: cosa cambia tra viaggiare e trasferirsi all'estero
La prima domanda da porti riguarda la famiglia. Come molti lavoratori, probabilmente hai trascorso buona parte delle tue giornate al lavoro, spesso più tempo che con i tuoi cari. La pensione può essere l'occasione per essere più presente. Naturalmente anche loro hanno impegni, il lavoro e la loro vita, ma tu hai più tempo per andare a trovarli, sentirli o stare con i nipoti. Si dice spesso che la pensione segni l'inizio di una "seconda vita": una fase in cui finalmente puoi dedicare più tempo a te stesso, dopo anni trascorsi tra lavoro e responsabilità familiari.
Questa "seconda vita", però, continua a coinvolgere anche la famiglia. Ed è proprio qui che la scelta tra viaggiare e trasferirsi all'estero assume un peso diverso. Una delle prime domande da farti è quindi molto semplice: riusciresti davvero a vivere lontano dalla tua famiglia? E per quanto tempo? Non sottovalutare questo aspetto. Anche scegliere un Paese vicino per restare più facilmente in contatto con i propri cari non garantisce necessariamente di vedersi spesso: a volte ci si incontra meno del previsto persino vivendo nella stessa città.
La "crociera senza fine": una via di mezzo tra viaggio e vita all'estero?
Dopo i viaggi intorno al mondo delle famiglie espatriate, negli ultimi anni stanno tornando alla ribalta le cosiddette "crociere senza fine" o "crociere residenziali". Il senso di avventura resta, ma in versione più lussuosa e, almeno secondo le compagnie di crociera, con la possibilità di risparmiare rispetto ad altre soluzioni. Già diffuse tra i pensionati americani, queste formule stanno prendendo piede anche in Australia e in Europa.
Alcune delle compagnie più conosciute, come Life at Sea Cruises e The World, propongono formule pensate anche per i pensionati. Villa Vie Residences, anch'essa molto conosciuta, ha persino lanciato il Golden Pass, che consente di trascorrere la pensione vivendo a bordo. La compagnia permette inoltre di affittare o acquistare la propria cabina. Entrambe le formule attirano i pensionati perché, secondo chi le sceglie, vivere in crociera può risultare più conveniente rispetto a trasferirsi stabilmente all'estero o vivere in una casa di riposo. A bordo non ci sono infatti tasse sulla proprietà immobiliare - spesso la casa è stata venduta - né le spese legate al possesso di un'abitazione o di un'auto. Restano da pagare il pacchetto relativo alla cabina, i pasti e gli eventuali servizi aggiuntivi, come attività sportive e spettacoli.
Crociera senza fine: una "luna di miele" che non finisce mai?
Ma queste crociere riescono davvero a unire i vantaggi del viaggio e quelli di una vita all'estero? Secondo le grandi compagnie del settore sì, soprattutto perché evitano molte delle pratiche burocratiche legate a un trasferimento internazionale. L'idea proposta è quella di una sorta di "luna di miele senza fine", in cui si vivono soprattutto gli aspetti piacevoli del viaggio. Il pensionato rimane, in un certo senso, un turista permanente, circondato da altre persone che hanno scelto lo stesso stile di vita.
Non mancano però le criticità. C'è chi segnala problemi tecnici a bordo, incidenti anche gravi, dubbi sulla sicurezza e l'idoneità alla navigazione di alcune imbarcazioni e rischi legati alla diffusione di epidemie. Senza contare che una crociera di questo tipo non è adatta a tutte le disponibilità economiche né a tutte le condizioni di salute.
Per chi vuole vivere l'esperienza senza rinunciare a una casa a cui tornare, esiste una soluzione intermedia: scegliere una crociera di uno o più mesi anziché trasferirsi definitivamente a bordo.
Crociera senza fine: come ridurre i costi
Chi dispone di un budget più contenuto può ridurre le spese scegliendo una cabina interna, senza oblò, e una crociera senza scali. Alcuni pensionati optano per questa formula non solo per risparmiare. Sulle grandi navi da crociera la vita si svolge interamente a bordo: la nave stessa diventa la destinazione. Anche le persone con difficoltà motorie possono usufruire di strutture e servizi pensati per consentire di vivere senza dover necessariamente scendere a terra.
Trascorrere la pensione in camper?
Se per te la vicinanza alla famiglia è fondamentale, viaggiare può avere un vantaggio evidente rispetto a un trasferimento all'estero: puoi cambiare aria senza necessariamente lasciare il Paese e sapendo che tornerai a casa. Puoi anche decidere di partire insieme a uno o più familiari. Per questo alcuni pensionati, invece di stabilirsi all'estero, preferiscono viaggiare. L'aumento del costo della vita ha inoltre favorito un fenomeno interessante: la crescita delle vendite di camper e altri veicoli per il tempo libero.
Una tendenza che si è rafforzata dopo la pandemia. Per molti pensionati che hanno scelto questa soluzione, il camper rappresenta un modo relativamente economico per viaggiare senza spendere una fortuna. Anziché trasferirsi all'estero, preferiscono esplorare il loro Paese. I più avventurosi si spingono anche nelle nazioni vicine, soprattutto quando la loro nazionalità consente di attraversare le frontiere senza bisogno di un visto.
Trasferirsi all'estero in pensione: reinventare i rapporti con la famiglia
Se la pensione rappresenta davvero una "seconda vita", perché non viverla fino in fondo? È questo il ragionamento di alcuni pensionati che decidono di trasferirsi all'estero: perché limitarsi a qualche viaggio quando si può iniziare una nuova vita in un altro Paese? E perché continuare a organizzare le proprie scelte principalmente intorno alla famiglia quando finalmente si ha più tempo da dedicare a se stessi? Questo non significa essere meno legati ai propri cari, ma semplicemente scegliere di non rinunciare a un progetto o a un sogno personale.
A volte, infatti, vivere all'estero è un desiderio coltivato per anni. Il trasferimento diventa quasi il coronamento di un progetto rimandato durante la vita lavorativa. La tecnologia, inoltre, permette di mantenere i rapporti familiari anche a distanza. Il pranzo della domenica può continuare, anche se attraverso uno schermo. Tornano gli aperitivi su Zoom, aumentano le telefonate e le videochiamate. Paradossalmente, la distanza può persino dare nuovo slancio ai rapporti. Racconti la tua nuova vita all'estero e, allo stesso tempo, riscopri quella dei tuoi cari con occhi diversi. Attraverso foto, racconti e piccoli regali puoi anche far conoscere loro la cultura del Paese in cui hai scelto di vivere.
Pensione: meglio viaggiare o trasferirsi all'estero a lungo termine?
Che tu scelga di viaggiare o di trasferirti all'estero, devi prima capire come finanziare il tuo progetto. Il denaro è un aspetto importante quanto la famiglia. Per prima cosa, verifica che la pensione continui a esserti versata anche durante un viaggio di lunga durata, per esempio se prevedi di attraversare diversi Paesi uno dopo l'altro.
Poi fai bene i conti: la tua pensione è sufficiente per sostenere una serie di viaggi? E per vivere stabilmente all'estero? Entrambe le soluzioni hanno vantaggi e svantaggi. I viaggi brevi hanno però un vantaggio pratico: tornando a casa tra una partenza e l'altra, in genere non devi affrontare le formalità amministrative legate al versamento della pensione all'estero. Per soggiorni brevi, normalmente non è necessario comunicare la partenza all'ente pensionistico. In caso di trasferimento all'estero, invece, potrebbe essere necessario informarlo o espletare altre formalità. È quindi consigliabile verificare direttamente con l'ente che eroga la pensione quali procedure seguire prima della partenza.
Alla pensione si aggiunge poi la questione più generale delle risorse economiche. Il budget necessario per trasferirsi all'estero è naturalmente più elevato rispetto a quello richiesto per un singolo viaggio, a meno che tu non abbia intenzione di partire molto spesso. Oltre alla pensione, disponi di altre entrate, per esempio derivanti da un affitto? In alcuni Paesi, determinati permessi di soggiorno destinati ai pensionati stranieri consentono anche di avviare un'attività o continuare a lavorare in misura limitata. È qualcosa che rientra nei tuoi progetti? Valutare questi aspetti ti aiuterà a costruire un progetto realistico.
Integrarsi in pensione: la vera sfida di un trasferimento all'estero
Una delle sfide principali resta comunque l'integrazione. Chi parte semplicemente per una vacanza non deve necessariamente preoccuparsene: trascorre qualche settimana fuori e poi torna a casa. Per chi decide di vivere all'estero, invece, è un aspetto da considerare fin dall'inizio.
Le agenzie specializzate pubblicizzano i cosiddetti "villaggi per espatriati", dove comunità di stranieri vivono prevalentemente tra loro beneficiando allo stesso tempo dei vantaggi offerti dal Paese ospitante, come agevolazioni fiscali o un ambiente particolarmente piacevole. Ma vivere quasi esclusivamente all'interno di una comunità straniera significa davvero integrarsi nel nuovo Paese? Molti pensionati che si trasferiscono all'estero preferiscono costruire la propria quotidianità entrando in contatto con la popolazione locale. Vivere come gli abitanti del posto può anche aiutare a contenere le spese, ma soprattutto permette di arricchire l'esperienza attraverso nuovi incontri e relazioni. Potresti approfittarne per studiare una lingua straniera: non è mai troppo tardi per imparare. Altri preferiscono invece trasferirsi in un Paese di cui conoscono già la lingua. In entrambi i casi, l'obiettivo è riuscire a vivere il più possibile come una persona del posto.
Trasferirsi all'estero comporta poi altre difficoltà pratiche, a partire dalle procedure necessarie per il visto, il permesso di soggiorno, l'assicurazione sanitaria e la ricerca di un alloggio. Sei disposto ad affrontare anche una burocrazia che, in alcuni casi, può essere lunga e complessa?
Progetti a lungo termine: rifarsi una vita all'estero o approfittare della pensione per viaggiare?
In definitiva, non esiste una soluzione valida per tutti. La scelta dipende dalla situazione personale e dal progetto che hai in mente per questa fase della vita. Puoi quindi partire da due domande: vuoi approfittare della pensione per costruirti una nuova vita all'estero oppure preferisci mantenere la tua base attuale e concederti qualche viaggio di tanto in tanto? La soluzione più adatta sarà quella più coerente con il modo in cui immagini la tua pensione. Una cosa, però, accomuna chi sceglie di viaggiare e chi decide di trasferirsi: la pensione non deve necessariamente essere un punto d'arrivo. Può diventare l'inizio di una nuova fase e l'occasione per realizzare progetti rimandati a lungo.