Molti studenti internazionali abbandonano gli studi per mettersi a lavorare
L'anno scorso, il Ministero degli Interni britannico ha allentato le regole per ottenere un visto per lavoratori qualificati. Come riportato dal Financial Times e dall'Economist, i fattori responsabili della carenza di manodopera nel Regno Unito sono due: la Brexit e l'esodo dei lavoratori europei, e la pandemia. Nell'ottobre 2022, il 75% delle aziende britanniche registrava una scarsità di manodopera (fonte Bloomberg). Come affermato da Eshe Nelson sul New York Times, la carenza di lavoratori sta aggravando l'inflazione.
Il periodo post-pandemia sta spingendo le principali economie a riformare le leggi sull'immigrazione per attirare nuovi lavoratori stranieri. Canada, Irlanda, Australia e Singapore hanno snellito, o migliorato, le loro politiche migratorie nel corso del 2022. Il Regno Unito, per non essere da meno, ha fatto lo stesso. Ha lanciato nuovi visti per attrarre e trattenere i talenti internazionali, facilitandone le procedure di ottenimento.
Tra le strategie attuate, c'è quella di permettere agli studenti internazionali, residenti in UK, di chiedere uno Skilled Work Visa prima di laurearsi. La laurea non è più necessaria ai fini dell'impiego, purché il datore di lavoro ritenga che lo studente abbia competenze sufficienti, o qualifiche/esperienze, adatte a svolgere quella mansione. Per integrare il mondo del lavoro, gli studenti devono ricevere un'offerta da parte di un'azienda britannica approvata dall'Home Office, ottenere un certificato di sponsorizzazione ed essere pagati almeno lo stipendio minimo.
In genere, la tariffa minima è di circa 10,10 sterline all'ora, o 25.600 sterline all'anno, ma per i lavori nel settore sanitario è spesso più alta. Per i medici esperti, ad esempio, si aggira tra le 30.000 e le 80.000 sterline. Naturalmente, un medico deve avere una laurea, ma ora non deve più fare la specializzazione (come richiesto in precedenza) per essere assunto come medico generico (general practitioner).
Il PIE News riporta che i settori che hanno beneficiato maggiormente della revisione sui visti di lavoro sono l'assistenza sanitaria e l'assistenza socio-sanitaria. Dall'analisi di recenti statistiche sull'immigrazione, emerge una significativa correlazione tra l'aumento dei visti emessi nei settori dell'assistenza sanitaria e socio-sanitaria e il calo delle iscrizioni all'università (sia a gennaio che a settembre). Il terzo trimestre del 2022, che coincide con l'ammissione all'università di settembre, ha visto un aumento del 179% dei visti rilasciati ai lavoratori qualificati. Si è passati dai 7.711 visti concessi nello stesso trimestre del 2019 ai 21.543 del 2021.




