Emirati Arabi e permesso di lavoro: le donne possono ora sponsorizzare il coniuge

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Pubblicato 2019-08-07 10:30
Modificato 2019-08-11 11:58

Fino ad oggi solo le donne potevano beneficiare di un permesso di lavoro sponsorizzato da un membro della famiglia.
I mariti potevano sponsorizzare le loro mogli per l’ottenimento di un permesso di lavoro, ma non viceversa.
Le cose sono cambiate infatti, a partire da Agosto 2019, le donne possono sponsorizzare i loro mariti, padri e figli.
Ciò consentirà a più professioniste donne di trovare ed accettare posizioni lavorative negli Emirati Arabi Uniti aumentando così il bacino della forza lavoro nel paese. 

La notizia è stata annunciata qualche giorno fa dal Ministero delle Risorse Umane degli Emirati Arabi Uniti.
Le aziende possono ora assumere gli uomini che vivono nel paese con un visto da dipendente ottenuto perché la moglie lavora in loco. 
I mariti o altri membri maschi della famiglia possono ora vedere il visto da dipendente commutarsi in un visto di lavoro. 

I requisiti per poter sponsorizzare il permesso di lavoro di un familiare rimangono invariati ossia: il richiedente espatriato in impiego deve guadagnare almeno 4.000 AED mensili oppure 3.000 AED disponendo di un alloggio.
Se si volessero sponsorizzare i genitori in questo caso bisogna guadagnare almeno 20.000 AED al mese oppure 19.000 AED vivendo in un appartamento sufficientemente grande per poterli ospitare. Affinché una madre single possa sponsorizzare un figlio, deve guadagnare uno stipendio a partire da 10.000 AED.

In passato le donne espatriate che lavoravano negli Emirati Arabi Uniti potevano sponsorizzare il marito per l’ottenimento di un visto da dipendente che non dava diritto ad essere impiegati. Di fatto quindi per la legge non potevano lavorare.

Secondo il Gulf News, questa mossa è stata accolta favorevolmente sia dalla comunità di espatriati negli Emirati Arabi Uniti sia dalle aziende locali.
Per le donne, questo significa che possono vivere nel paese con il marito incrementando considerevolmente il reddito della famiglia.
Le imprese locali, dal canto loro, vedono ampliarsi il ventaglio di professionisti da poter assumere.

Prima dell’entrata in vigore di questa normativa, un uomo residente negli EAU con un visto da dipendente doveva fare da zero una richiesta di permesso di lavoro.
Parte dei costi per l’ottenimento del visto di lavoro, e alcune formalità, dovevano essere prese a carico dall’azienda; va da sè che  in molti casi la candidatura di uno straniero non andava a buon fine dato il dispendio a livello di tempo e di soldi che il datore di lavoro doveva assumersi.