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Studiare in Australia: un sogno diventato irraggiungibile?

Vita quotidiana 4 min di lettura
etudier en Australia© Warren Yip / Pexel.com

Per anni l'Australia è stata vista come una delle destinazioni più ambite dagli studenti internazionali. Università prestigiose, buona qualità della vita, possibilità di lavorare durante gli studi e opportunità dopo la laurea: il Paese attirava ogni anno migliaia di giovani decisi a costruirsi un futuro. Da qualche tempo, però, questo modello mostra segni di cambiamento. Dopo una serie di strette sulla politica migratoria, l'Australia ha aumentato ancora il costo del visto post-studio, rendendolo uno dei più cari al mondo. Tra spese in forte crescita, criteri di accesso più rigidi e prospettive di stabilirsi nel Paese sempre meno certe, molti studenti stranieri iniziano a chiedersi se l'Australia stia diventando una destinazione accessibile solo a chi può davvero permettersela.

Il visto post-laurea costa caro

4.600 dollari australiani (circa 2.800 euro). È questa la nuova tariffa del visto temporaneo destinato agli studenti stranieri laureati in un'università australiana (visto sottoclasse 485). Il nuovo aumento delle spese di visto, entrato in vigore il 1° marzo 2026, rappresenta un duro colpo per gli espatriati che desiderano restare sul suolo australiano.

I laureati stranieri il cui visto è scaduto a marzo hanno dovuto sostenere costi aggiuntivi pur di restare in Australia. La nuova tariffa è scattata immediatamente, senza un periodo di transizione. L'aumento è stato drastico: il governo australiano ha raddoppiato le spese di visto, precedentemente fissate a 2.300 dollari australiani (1.400 euro). I costi raddoppiano anche per i familiari a carico (da 1.160 a 2.300 dollari australiani per i minori di 18 anni). Unica eccezione: i cittadini di alcuni Paesi del Pacifico (Samoa, Fiji, Tonga…) continuano a beneficiare delle vecchie tariffe.

Tra gli studenti stranieri cresce un misto di preoccupazione, sconcerto e rabbia: si tratta del terzo aumento delle tariffe da febbraio 2025. Agli aumenti si affiancano ulteriori restrizioni: la durata del soggiorno per i laureati stranieri è stata ridotta da 6 a 3 anni, l'età massima per accedere al visto post-laurea è scesa da 50 a 35 anni. Esistono eccezioni, ad esempio per i titolari di un master di ricerca o di un dottorato. Altra eccezione: i titolari di passaporto hongkonghese o di passaporto britannico d'oltremare possono restare 5 anni in Australia.

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Visto post-laurea: cosa giustifica questo nuovo aumento?

Con questo nuovo rincaro, l'Australia si afferma come una destinazione di studio dai costi proibitivi: più cara degli Stati Uniti, del Canada, della Nuova Zelanda e del Regno Unito, già considerati tra le mete più ambite e più costose per gli studenti internazionali.

Molto apprezzato dai professionisti stranieri qualificati, il visto temporaneo per laureati (sottoclasse 485) è una delle vie preferenziali per accedere al mercato del lavoro australiano. Il governo australiano giustifica questo nuovo inasprimento inquadrandolo nella politica d'immigrazione, sottolineando che il visto resta vantaggioso: garantisce agli espatriati il diritto di lavorare senza limitazioni e la possibilità di accedere al mercato del lavoro locale. Anche i familiari degli espatriati beneficiano di condizioni favorevoli.

I vantaggi del visto post-laurea 485 riescono davvero a compensare il costo esorbitante? Gli studenti stranieri e i sindacati studenteschi non nascondono il loro disappunto. Gli studenti si sentono «utilizzati» dal governo australiano, più interessato al loro denaro che alla loro integrazione. Dicono inoltre di faticare già parecchio a inserirsi nel mercato del lavoro australiano, che tenderebbe a escluderli.

Visto troppo caro, ma carenza di manodopera

Questo nuovo aumento sarebbe un modo per limitare il numero di stranieri qualificati, aumentando al tempo stesso le entrate dello Stato? Diversi economisti mettono in guardia contro questi rincari continui. L'Australia, infatti, continua a fare i conti con gravi carenze di manodopera in settori essenziali come l'edilizia, l'agricoltura, l'industria, il commercio al dettaglio e la sanità.

Secondo il Bureau australiano di statistica, a febbraio 2026 risultavano 337.900 posti di lavoro vacanti, il 2,7% in più rispetto a novembre 2025. Dal rapporto del governo emerge che il tasso nazionale di copertura delle posizioni lavorative è sceso al 68,2% a marzo 2026, contro il 70,2% di settembre 2025. A tutto ciò si aggiungono una crisi demografica e una distribuzione disomogenea della popolazione sul territorio. I residenti locali e gli stranieri tendono a concentrarsi nelle grandi città, mentre le carenze di manodopera e il calo demografico risultano più marcati nelle aree rurali.

In questo contesto, l'immigrazione riveste un ruolo chiave. Il clima politico sembra però favorire un approccio più restrittivo. L'8 giugno, il Primo Ministro laburista Anthony Albanese ha annunciato che l'Australia ridurrà «l'immigrazione netta nei prossimi due anni, portandola a 225.000 persone». Un «buon numero», secondo Albanese, che intende arginare la crescita dell'estrema destra nei sondaggi. Secondo i dati ufficiali, l'immigrazione netta ha raggiunto 306.000 persone nel 2025, un dato già in calo rispetto alle 429.000 unità del 2024.

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Il Primo Ministro australiano intende tuttavia inserire la propria politica in una visione più ampia di coesione sociale. Una visione che ricorda come quasi un australiano su due abbia almeno un genitore nato all'estero, un vero «patrimonio nazionale», secondo Albanese, per cui l'arrivo di persone «da tutto il mondo» rappresenta una ricchezza. Una ricchezza, però, sempre più difficile da raggiungere per i laureati stranieri che desiderano restare nel Paese. Esistono altre vie d'immigrazione, ma ciascuna è soggetta a requisiti specifici di ammissione.

Studiare in Australia rischia di diventare un sogno irraggiungibile? È il timore degli studenti stranieri. C'è da considerare anche il rischio di un calo di popolarità delle università australiane, a vantaggio di altri atenei meno costosi. Un ulteriore segnale preoccupante per un Paese che continua a voler attrarre talenti stranieri.

Questo inasprimento costringe gli espatriati a riconsiderare i propri progetti, con le stesse ripercussioni per chi sta valutando di trasferirsi. Chi opta per percorsi di studio più lunghi dovrà prestare particolare attenzione al limite d'età di 35 anni: una laurea conseguita in ritardo rispetto ai piani potrebbe precludere l'accesso al visto sottoclasse 485, poiché il richiedente avrebbe superato la soglia anagrafica prevista. Il diniego sarebbe operativo anche in caso di avvenuto conseguimento del titolo. Da qui l'importanza di pianificare con cura il proprio percorso di studi.
I dati ufficiali confermano l'efficacia dei successivi inasprimenti adottati dal governo: nel 2025 il numero di visti temporanei per laureati è diminuito del 33%, mentre il numero di visti studenteschi è crollato del 43%.

Link utili:
Visto temporaneo di lavoro per studenti stranieri laureati
Lavorare in Australia
 

Scuola & Studi
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Asaël Häzaq
Autore

Asaël Häzaq, web editor specializzato in notizie politiche e socioeconomiche, osserva e decifra le tendenze dell'economia internazionale. Grazie alla sua esperienza come espatriata in Giappone, offre consigli e analisi sulla vita da espatriato: scelta del visto, studi, ricerca di lavoro, vita lavorativa, apprendimento della lingua, scoperta del Paese. Titolare di un Master II in Giurisprudenza - Scienze Politiche, ha sperimentato anche la vita da nomade digitale.

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