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Studiare all'estero: perché l'Europa attira sempre di più

groupe d'etudiants
Prostock-studio / Envato Elements
Scritto daHelena Delbecqil 26 Marzo 2026

A volte vengono chiamate « Big Four ». Sono le grandi destinazioni preferite dagli studenti internazionali: gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada e l'Australia. Ma la mappa mondiale della mobilità studentesca sta cambiando e una regione sta chiaramente guadagnando popolarità: l'Europa. Per centinaia di migliaia di giovani, il Vecchio Continente è diventata un'alternativa che non è un semplice ripiego. Quali sono i motivi? 

Perché le «Big Four» non sono più in voga come un tempo?

L'OCSE, nel suo ultimo rapporto («What are the key trends in international student mobility»), mostra che la mobilità studentesca internazionale continua a crescere e che le destinazioni preferite stanno cambiando, seppur gradualmente. I Paesi tradizionalmente più attrattivi (Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia) ospitano ancora la quota maggiore di studenti internazionali, ma registrano un certo rallentamento per diverse ragioni. 

Costi di studio e di vita sempre più alti

Molti studenti arrivano da Paesi con redditi medi. L'India è infatti il primo Paese di provenienza degli studenti internazionali.

L'aumento dei costi (università, alloggio, spese quotidiane) in alcuni Paesi incide in modo determinante sulla scelta della destinazione. 

Le famiglie e gli studenti senza borsa di studio associano spesso l'idea di studiare negli Stati Uniti o nel Regno Unito a un indebitamento significativo. L'alternativa europea risulta quindi ancora più interessante, anche se l'aumento del costo della vita è rilevante anche in Europa. 

Politiche migratorie più restrittive e incerte

Il rilascio di permessi e visti per studenti resta un indicatore chiave della mobilità. Nel 2023, anche se Stati Uniti e Regno Unito restavano in testa per numero di visti studenteschi rilasciati, i flussi verso questi Paesi hanno iniziato a stabilizzarsi e, in alcuni casi, a diminuire. I Paesi europei, nello stesso periodo, hanno visto crescere gli arrivi di studenti internazionali, con quasi 450 000 nuovi studenti nell'ultimo anno di riferimento.  

Questo cambio di rotta si spiega anche con la ricerca di maggiore stabilità sul fronte migratorio: un visto più facile da ottenere e che possa essere prorogato dopo gli studi. Gli Stati Uniti, in particolare, e la loro politica di accoglienza degli studenti vengono percepiti come fonte di ansia e incertezza, come dimostrano le vicende dell'amministrazione Trump nei confronti di Harvard. 

L'Europa conquista sempre più studenti

Asia ed Europa, in questo contesto, riescono a distinguersi.. Quali sono, in particolare, i punti di forza della vecchia Europa ? 

 Studi di qualità… a un prezzo ragionevole

I dati di Campus France, della DAAD (Deutscher Akademischer Austauschdienst) e di Eurostat mostrano che, rispetto ai Paesi anglosassoni, l'Europa offre agli studenti un «rapporto qualità-prezzo» particolarmente vantaggioso.

Francia e Germania, infatti, mantengono nel settore pubblico tasse di iscrizione tra le più basse dell'OCSE. I Paesi scandinavi (Svezia, Norvegia, Finlandia) e i Paesi Bassi applicano invece costi moderati e propongono numerosi programmi di studio in inglese. Spagna e Portogallo, inoltre, risultano sempre più attrattivi per gli stessi motivi e lavorano con decisione all'internazionalizzazione dei loro percorsi formativi.

Uno studente internazionale trova quindi una vera boccata d'aria fresca: un'istruzione solida, in città dinamiche, senza ritrovarsi soffocato da tasse universitarie proibitive…

Un continente multilingue

L'Europa può contare anche su un altro punto di forza: la sua diversità culturale e linguistica. Studiare in Europa non significa soltanto scegliere un'università, ma anche scegliere una lingua di studio o addirittura due.

Le analisi di Nuffic evidenziano una crescita costante dei programmi insegnati in inglese, anche in Paesi non anglofoni come Paesi Bassi, Germania o Svezia. L'offerta include inoltre percorsi in francese, in tedesco, in spagnolo, in portoghese… Un ventaglio linguistico ampio e variegato.

La vicinanza geografica tra i Paesi europei permette a molti studenti di approfittarne per imparare una seconda o una terza lingua durante il soggiorno.

Opportunità per restare dopo gli studi

L'Europa attira anche perché non si limita più ad accogliere studenti: vuole che restino. Un numero crescente di Paesi introduce visti post-studio semplici e accessibili (Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna…), percorsi di introduzione al lavoro nei settori con carenza di personale e misure di inserimento professionale pensate in modo specifico per i laureati stranieri.

L'OCSE lo documenta chiaramente: la maggior parte degli studenti internazionali vorrebbe restare nel Paese di accoglienza per almeno due o tre anni dopo il conseguimento del titolo. L'Europa lo ha capito e adegua di conseguenza le sue politiche.

La top 5 dei Paesi europei più attrattivi

Le classifiche, ovviamente, dipendono dai criteri adottati. Questa classifica si basa sulle analisi più recenti. 

Regno Unito

In Europa, il Regno Unito resta oggi una delle destinazioni più attrattive per gli studenti internazionali, nonostante la Brexit e il costo della vita e degli studi. Il Paese continua ad attirare molti studenti stranieri, soprattutto grazie alla reputazione di eccellenza delle sue università e all'ampia gamma di percorsi disponibili. Gli ultimi rilevamenti ufficiali indicano che gli studenti stranieri rappresentano il 23% della popolazione studentesca.  

Le riforme recenti, tuttavia, rischiano di ridurre questa attrattività: la durata del “Graduate visa” post-studio, per esempio, dal 1° gennaio 2027 scenderà a 18 mesi (invece di 24). La misura potrebbe influenzare i progetti di chi spera di stabilirsi o lavorare nel Paese dopo gli studi.

Germania

La patria di Goethe si conferma un punto di riferimento per scienze, ingegneria e discipline tecnologiche.

La Germania punta da tempo sull'apertura internazionale e le sue università pubbliche, spesso gratuite o a costi molto contenuti, rappresentano un punto a favore.

Il rapporto della DAAD colloca addirittura il Paese al primo posto tra le destinazioni europee per l'accoglienza di docenti universitari e ricercatori internazionali. 

Il quadro si completa con un mercato del lavoro piuttosto solido nonostante la crisi e con opportunità concrete di restare nel Paese dopo gli studi.

Francia

La Francia rientra nelle destinazioni più apprezzate dagli studenti. 

Il Paese può contare su punti di forza importanti: tasse di iscrizione moderate, la reputazione di numerose grandes écoles e università, il suo prestigio culturale e una politica di accoglienza favorevole. 

Campus France precisa che tutti i tipi di istituti di istruzione superiore hanno registrato un aumento degli iscritti internazionali, con una crescita particolarmente marcata nelle scuole di commercio. Nel complesso, gli studenti internazionali rappresentano nel Paese il 14%.

Spagna

La Spagna conquista per lo stile di vita… ma non solo.

Il Paese, come già accennato, punta sull'apertura internazionale, su università dinamiche e su un'offerta formativa sempre più ricca. Questa strategia attira studenti dall'America Latina, dall'Europa e dal Nord Africa. 

La Spagna conta oltre 200 000 studenti stranieri, secondo i dati più recenti (International Student Statistics in Spain 2025). 

Barcellona, Madrid, Valencia e Siviglia offrono agli studenti un clima piacevole, un costo della vita spesso ragionevole e una vita universitaria molto vivace.

Paesi Bassi

I Paesi Bassi sono i leader dei programmi in inglese nel continente europeo. Le università olandesi hanno capito molto presto che offrire percorsi in lingua inglese era il modo migliore per attrarre talenti internazionali. L'organizzazione olandese per l'internazionalizzazione dell'istruzione (NUFFIC) segnala che, all'inizio dell'anno accademico 2024-2025, 131 000 studenti internazionali risultavano iscritti nei Paesi Bassi a corsi di laurea triennale o magistrale. Il dato rappresenta un aumento del 3% rispetto all'anno accademico 2023-2024. La crescita è più contenuta rispetto agli anni precedenti, ma conferma comunque l'attrattività del Paese agli occhi degli studenti. 

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A proposito di

Titolare di una laurea del Ministero dell'Istruzione francese e di un Master II in Politica linguistica, ho avuto l'opportunità di vivere in Giappone e Cina e attualmente risiedo in Germania. Le mie attività ruotano attorno alla scrittura, all'insegnamento e alla gestione di programmi.

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