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Lavorare come nomade digitale in Belgio

8 min di lettura
nomade digitale in Belgio© megostudio / Envato Elements

In Belgio non esiste un visto pensato per chi lavora da remoto per un datore di lavoro o clienti stranieri: chi arriva da un paese extra-UE deve ottenere un permesso unico legato a un datore di lavoro belga oppure una tessera professionale come autonomo seguita dal visto D, con un iter che richiede circa tre mesi e una soglia di reddito precisa. La connessione internet è buona, con velocità medie ben oltre i 100 Mbps sia su rete fissa che mobile.

Il visto per nomadi digitali in Belgio

I cittadini dell'Unione europea possno trasferirsi in Belgio ed esercitare un'attività da remoto senza bisogno di alcun visto: la libertà di circolazione, che vale anche per Islanda, Liechtenstein, Monaco, Norvegia e Svizzera, li esenta dall'obbligo del visto di lungo soggiorno.

Il Belgio non prevede un visto per nomadi digitali dedicato. Per i cittadini extra-UE, un soggiorno oltre i 90 giorni su un periodo di 180 giorni richiede sempre un visto D, ottenibile solo per queste categorie: lavoro dipendente, lavoro autonomo, studio, tirocinio o per il programma Working Holiday. Non esiste una categoria separata pensata per chi lavora da remoto per un datore di lavoro o per clienti stranieri.

Chi lavora come libero professionista o autonomo, ed è un cittadino extra-UE, deve prima ottenere una tessera professionale dalla Regione belga competente (Fiandre, Bruxelles Capitale, Vallonia o Comunità germanofona) prima di poter presentare domanda per il visto D: anche in questo caso, non esiste una categoria specifica per "lavoratore da remoto".

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La procedura di richiesta del visto in Belgio

Per i cittadini extra-UE che vogliono lavorare come autonomi, la procedura si divide in due fasi distinte: prima si ottiene la tessera professionale e poi il visto D.

La tessera professionale va richiesta alla Regione dove si svolgerà l'attività; chi si trova ancora all'estero presenta il fascicolo tramite l'ambasciata o il consolato belga competente. Solo dopo l'approvazione della tessera professionale è possibile presentare domanda di visto D.

Nelle Fiandre, la domanda della tessera professionale richiede la prova di mezzi di sussistenza stabili, sufficienti e regolari, calcolati al 110% del salario minimo di riferimento: 26.086,66 EUR all'anno. Ogni documento rilasciato da un'autorità pubblica, un istituto scolastico o una banca deve essere tradotto da un traduttore giurato per essere accettato.

Una volta approvata la tessera professionale, il fascicolo per il visto D richiede:

  • passaporto valido
  • modulo di domanda compilato e firmato
  • fotografie a colori
  • copia dell'approvazione della tessera professionale
  • prova del pagamento della tassa amministrativa
  • certificato dei carichi pendenti 
  • eventuale certificato medico, se richiesto dalla sede diplomatica

L'elaborazione della pratica richiede circa tre mesi una volta che il fascicolo arriva all'ufficio immigrazione belga. Il visto D per lavoratori autonomi ha un costo amministrativo di 242 EUR.

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Aspetti legali del lavoro da remoto in Belgio

Per soggiornare in Belgio per più di 90 giorni, i cittadini extra UE devono avere un motivo riconosciuto, come lavoro, studio, tirocinio, partecipazione al programma Working Holiday o motivi umanitari. Chi intende lavorare come autonomo deve generalmente ottenere una tessera professionale prima di richiedere il visto D, mentre per i lavoratori dipendenti è il datore di lavoro belga a richiedere il permesso unico.

Una volta arrivato in Belgio con un visto D, è necessario registrarsi presso il comune di residenza entro 8 giorni. Dopo la verifica dell'indirizzo, si viene iscritti nel registro degli stranieri e si riceve una carta A. Il visto D non garantisce comunque automaticamente l'ingresso nel Paese: le autorità di frontiera possono rifiutarlo se non vengono più soddisfatte le condizioni previste per il soggiorno.

Nessuna categoria di soggiorno breve autorizza esplicitamente un'attività di lavoro da remoto continuativa per un datore di lavoro o clienti stranieri: il soggiorno per motivi di lavoro passa esclusivamente dal permesso unico o dalla tessera professionale. Entrare come turista non rappresenta quindi una soluzione per stabilirsi e lavorare in Belgio a lungo termine.

Prima di trasferirsi è importante individuare la procedura adatta alla propria situazione professionale. Per un lavoro dipendente si passa generalmente dal permesso unico richiesto dal datore di lavoro belga, mentre per un'attività autonoma può essere necessaria la tessera professionale, seguita dalla richiesta del visto D. Queste procedure non riguardano i cittadini dell'Unione europea, dello Spazio economico europeo e della Svizzera, che beneficiano della libera circolazione.

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Internet e connettività in Belgio

La velocità media della banda larga fissa a livello nazionale è di 142,96 Mbps in download e 27,38 Mbps in upload, con una latenza di 13 ms. Sul mobile, la media nazionale è di 140,13 Mbps in download e 13,02 Mbps in upload, con 23 ms di latenza: numeri che coprono senza problemi videochiamate, upload di file pesanti e qualsiasi attività da remoto.

Va però considerato che il cavo, non la fibra, resta la tecnologia dominante per le connessioni fisse, con il 52% dei collegamenti, anche se la fibra ha superato il mezzo milione di linee attive. Prima di firmare un contratto d'affitto, conviene verificare quale tecnologia serve l'indirizzo specifico dell'appartamento.

La copertura 4G e 5G è mappata operatore per operatore dal BIPT (l'autorità belga per le telecomunicazioni), ma il segnale reale può differire dalla mappa in base al terreno, alla penetrazione negli edifici, alla congestione della rete e dal dispositivo usato. Fuori dalle grandi città, conviene verificare la copertura della fibra e il segnale mobile all'indirizzo di casa, sul posto di lavoro e lungo le tratte ferroviarie usate più spesso, anziché fare affidamento solo alle mappe nazionali. Dove la connessione fissa o mobile risultasse insufficiente, il satellitare Starlink offre una copertura alternativa.

I principali fornitori di banda larga fissa sono Proximus/Scarlet, Telenet/Tadaam e Orange; sul mobile, i tre gruppi di riferimento sono Proximus/Scarlet/Mobile Vikings, BASE/Telenet e Orange/hey!. Un piano internet casa costa in genere tra 35,95 e 59,99 EUR al mese a seconda della tecnologia, della velocità e delle promozioni in corso, mentre i piani mobili vanno da 5 a 40 EUR al mese per soglie dati comprese tra 3 GB e 300 GB.

L'acquisto di una SIM prepagata richiede un'identificazione obbligatoria con carta d'identità, passaporto o documento sostitutivo valido, oppure un'identificazione online con nome/cognome, data e luogo di nascita e indirizzo, prima che la SIM venga attivata e spedita. Anche l'eSIM è disponibile: Proximus la offre per gli abbonamenti mobili, mentre Orange permette di convertire una SIM fisica in eSIM tramite la propria applicazione.

Spazi di coworking in Belgio

Bruxelles, Anversa e Gand concentrano gran parte dell'offerta di coworking in Belgio, con soluzioni che vanno dall'accesso per poche ore o per una giornata agli abbonamenti mensili. È quindi possibile provare diversi spazi prima di scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. In genere sono disponibili Wi-Fi ad alta velocità, sale riunioni, stampanti, armadietti, uffici privati e servizi come caffetteria e reception.

A Bruxelles, (re)space Coworking Café propone un abbonamento mensile da 179 EUR (IVA esclusa), un ufficio privato per una giornata da 39 EUR e la prima mezz'ora gratuita. Ad Anversa-Berchem, Friday Cowork offre invece una mezza giornata a 15 EUR, un pacchetto di dieci ingressi a 125 EUR, un abbonamento Flex da 99 EUR al mese e una scrivania fissa da 315 EUR al mese.

Talentarena, presente a Gand e Anversa, propone un abbonamento Flex da 295 EUR al mese, sale per riunioni a 19 EUR l'ora e uffici privati a partire da 650 EUR al mese. La possibilità di prenotare una sala può essere particolarmente comoda per chi cerca semplicemente un ambiente tranquillo per una riunione o una videochiamata. La rete Start it Hubs dispone invece di spazi ad Anversa, Bruxelles, Gand, Kortrijk, Hasselt e Leuven, rivolti soprattutto a imprenditori e start-up.

Caffetterie e altri spazi di lavoro in Belgio

Lavorare al computer in un bar è possibile, ma le regole cambiano da locale a locale: alcuni affiggono cartelli come "niente laptop nelle ore di punta" o riservano i tavoli ai clienti che consumano. È quindi una soluzione di riserva per connessioni brevi quando non si devono fare chiamate.

I bar e caffetterie dove è possibile lavorare da remoto si concentrano a Bruxelles, nelle zone di Ixelles/Flagey, Châtelain e vicino al Cimitero di Ixelles, e anche a Lovanio; gli elenchi disponibili su Plek e Kafinder segnalano quali locali sono effettivamente attrezzati, con prese di corrente e Wi-Fi affidabile.

Bruxelles offre anche punti Wi-Fi pubblici gratuiti tramite wifi.brussels/Urbizone in biblioteche, centri culturali e piazze. Le biblioteche comunali mettono a disposizione postazioni di lavoro e connessione, e ci sono anche postazioni gratuite con computer a Muntpunt, nel centro città, disponibili nei giorni feriali dalle 9:00 alle 20:00.

Alloggi per nomadi digitali in Belgio

Bruxelles concentra la maggior parte dell'offerta di affitti ammobiliati a medio termine adatti a chi lavora da remoto, attraverso operatori come Roomy, Morton Place, Comoon e Wunderflats. Louvain-la-Neuve offre invece stanze condivise ammobiliate come quelle di Generation Campus: una soluzione più orientata agli studenti ma comunque utile per chi cerca una sistemazione economica.

Gli affitti mensili di appartamenti ammobiliati sono disponibili soprattutto sulle piattaforme di soggiorni brevi, coliving e affitti di medio termine: su Spotahome si pagano i primi 30 giorni di affitto al momento dell'ingresso. Tra le piattaforme usate per questo tipo di alloggio in Belgio ci sono anche Airbnb e Belgium Coliving/CoLiving Bruxelles.

A Bruxelles, una stanza ammobiliata con Roomy costa tra 430 e 740 EUR al mese, più un pacchetto utenze da 125 EUR mensili; le stanze in coliving di Comoon, pensate per chi arriva dall'estero, vanno da 700 a 1.200 EUR al mese. Le condizioni di deposito variano da operatore a operatore: Generation Campus richiede un deposito di 305 EUR per una stanza condivisa a Louvain-la-Neuve, mentre Morton Place fa gestire il deposito da un ente terzo. Sulle commissioni d'agenzia non esiste una regola unica: Comoon non ne applica una separata per il coliving, mentre Generation Campus la include nel pacchetto di spese mensili.

La comunità di nomadi digitali in Belgio

Il Belgio non ha sviluppato una vera e propria comunità attorno ai nomadi digitali, anche perché non esiste un visto specifico per questa categoria. Chi lavora da remoto può comunque trovare occasioni per conoscere altre persone, soprattutto attraverso gli spazi di coworking e le reti di freelance e start-up di Bruxelles e Anversa. Su Meetup, ad esempio, sono attivi gruppi dedicati al coworking e al lavoro da remoto, con incontri e attività per lavorare insieme e fare nuove conoscenze.

Gli spazi di coworking sono uno dei modi più semplici per entrare in contatto con la comunità locale. A Bruxelles, molti organizzano eventi oltre a offrire postazioni di lavoro, Wi-Fi, sale riunioni e altri servizi. Womade Brussels, ad esempio, propone un abbonamento mensile "Digital Nomad" che comprende anche eventi dedicati. Ad Anversa, coworking e spazi condivisi organizzano pranzi, workshop, aperitivi e altri momenti di incontro rivolti soprattutto a freelance, imprenditori, start-up e professionisti.

Per chi arriva in Belgio e vuole costruirsi rapidamente una rete di contatti, i coworking e i coworking café rappresentano quindi un buon punto di partenza. Bruxelles offre la scelta più ampia, seguita da Anversa, anche se la comunità dei lavoratori da remoto rimane meno strutturata rispetto a quella di altre destinazioni particolarmente popolari tra i nomadi digitali.

Consigli pratici per nomadi digitali in Belgio

Bruxelles è la scelta più adatta per chi cerca un ambiente internazionale e un'ampia offerta di coworking. Anversa rappresenta una buona alternativa, con ottimi collegamenti; Gand è più compatta e universitaria, ma ben collegata in treno; Lovanio offre un ambiente più tranquillo a breve distanza da Bruxelles, mentre Liegi permette di vivere in un contesto più locale e francofono.

Il Belgio segue l'ora dell'Europa centrale (CET/CEST), particolarmente comoda per chi lavora con altri Paesi europei. Chi collabora con la costa est degli Stati Uniti può contare su alcune ore di sovrapposizione nel pomeriggio, mentre con la costa ovest è generalmente necessario lavorare fino al tardo pomeriggio o alla sera.

La lingua utilizzata dall'amministrazione varia a seconda della regione: olandese nelle Fiandre, francese in Vallonia, entrambe le lingue a Bruxelles e tedesco nella Comunità germanofona. L'inglese è molto diffuso negli ambienti professionali internazionali e nelle grandi città, ma per pratiche amministrative, contratti d'affitto e utenze può essere necessario utilizzare la lingua ufficiale locale.

Le procedure amministrative sono piuttosto formali e spesso richiedono un appuntamento. È quindi consigliabile conservare documenti e comunicazioni relativi all'alloggio e alla registrazione e verificare in anticipo quali documenti e lingue sono accettati dall'amministrazione competente.

Carte e pagamenti elettronici sono ampiamente utilizzati e gli sportelli bancomat sono facilmente reperibili nelle città. Se si utilizza un conto estero, è comunque utile controllare le eventuali commissioni sui prelievi e sui pagamenti in valuta.

Gli orari seguono generalmente le abitudini dell'Europa settentrionale, senza una lunga pausa pomeridiana. Negozi e uffici sono aperti soprattutto durante il giorno, mentre la domenica e nei giorni festivi molte attività rimangono chiuse o osservano orari ridotti.

Infine, il clima è spesso umido e piovoso e in inverno le giornate sono piuttosto corte, mentre le temperature estreme sono meno frequenti. Per chi lavora da casa può quindi fare la differenza avere un ambiente luminoso e ben riscaldato, oltre a uno spazio di coworking da utilizzare quando si ha voglia di cambiare ambiente.

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Sfide e aspetti critici del lavoro da remoto in Belgio

La principale difficoltà per chi vuole lavorare da remoto dal Belgio riguarda il diritto di soggiorno. Non esistendo un visto specifico per nomadi digitali, per i cittadini extra UE può essere difficile trovare un percorso adatto per stabilirsi nel Paese a lungo termine. Le possibilità dipendono dalla propria situazione professionale e possono richiedere, ad esempio, un permesso unico legato a un datore di lavoro belga oppure una carta professionale per svolgere un'attività autonoma.

Chi presta servizi come autonomo in Belgio in modo temporaneo o parziale, senza essere coperto dalla previdenza sociale belga, deve presentare una dichiarazione Limosa prima di iniziare a lavorare. È quindi importante verificare se questo obbligo si applica alla propria situazione.

L'offerta di alloggi ammobiliati e in coliving resta concentrata quasi interamente a Bruxelles, il che restringe le opzioni in altre città belghe.

Domande frequenti

Il soggiorno breve consente di restare fino a 90 giorni su un periodo di 180 giorni senza possibilità di lavorare. Le regole belghe sull'immigrazione autorizzano il soggiorno legato al lavoro esclusivamente attraverso il permesso unico per lavoratori dipendenti o la tessera professionale per lavoratori autonomi, senza alcuna categoria di soggiorno breve che coprima espressamente il lavoro da remoto continuativo per un datore di lavoro o clienti stranieri. 
In Belgio, residenza fiscale e diritto di soggiorno sono due aspetti distinti. Il fatto che lo stipendio o i compensi provengano da un datore di lavoro o da clienti all'estero non significa quindi che siano automaticamente esclusi dalla tassazione belga. Chi intende fermarsi nel Paese per un periodo prolungato dovrebbe verificare in anticipo la propria posizione fiscale, indipendentemente dal tipo di visto o di autorizzazione al lavoro.
Bruxelles offre la combinazione più ampia di spazi di coworking, alloggi arredati e in coliving, infrastrutture internazionali e vita professionale dove l'inglese è ampiamente utilizzabile, il che la rende la base più valida. Anversa è una buona alternativa possedendo spazi di coworking, mentre Gand e Lovanio si adattano a chi preferisce una città più piccola e percorribile a piedi, con buoni collegamenti ferroviari verso Bruxelles.
Il Belgio segue l'ora dell'Europa centrale, con il passaggio all'ora legale in estate. Il fuso orario è quindi particolarmente comodo per chi lavora con altri Paesi europei. Con la costa orientale degli Stati Uniti ci sono alcune ore di sovrapposizione nel pomeriggio belga, mentre per collaborare con la costa occidentale è generalmente necessario lavorare fino al tardo pomeriggio o alla sera.
Dipende dalla regione in cui si vive. Nelle Fiandre la lingua ufficiale è il neerlandese, in Vallonia il francese, mentre Bruxelles è ufficialmente bilingue, francese e neerlandese. Nella Comunità germanofona si parla invece tedesco. L'inglese è molto diffuso negli ambienti professionali internazionali e nelle grandi città, ma conoscere la lingua locale facilita notevolmente le pratiche amministrative, la ricerca di un alloggio e la gestione delle utenze.
Il Belgio è generalmente un Paese sicuro, ma nelle grandi città è bene adottare le normali precauzioni. Gli scippi possono verificarsi soprattutto nelle stazioni ferroviarie, nelle zone turistiche e nei quartieri della vita notturna. Se si lavora da un caffè o durante gli spostamenti, è quindi consigliabile tenere sotto controllo laptop, telefono e borse.
I soggiorni brevi tramite piattaforme come Airbnb offrono flessibilità senza impegno contrattuale, ma costano di più a notte. Le soluzioni mensili arredate o in coliving, tramite operatori come Roomy, Comoon, Spotahome e Wunderflats, uniscono affitto e utenze in un unico pagamento che va da circa 430 a 1.200 EUR al mese a Bruxelles, di solito con un minimo di 30 giorni invece di un contratto d'affitto tradizionale, rendendole la scelta più economica per soggiorni di alcuni mesi o più.
Le carte sono ampiamente accettate e gli sportelli automatici sono facilmente reperibili nelle città belghe. Se si utilizza una carta estera, conviene però verificare in anticipo eventuali commissioni sui pagamenti, sui prelievi e sul cambio valuta.
La difficoltà principale riguarda il diritto di soggiorno e di lavoro. Il Belgio non prevede un visto specifico per i lavoratori da remoto, quindi i cittadini extra UE devono rientrare in una categoria prevista dalla normativa, ad esempio attraverso un permesso unico legato a un datore di lavoro belga o una carta professionale per lavoratori autonomi, seguita dal visto D. In alcuni casi può essere necessaria anche la dichiarazione Limosa per chi svolge temporaneamente un'attività autonoma senza essere soggetto alla previdenza sociale belga. Un'altra difficoltà pratica è trovare un alloggio arredato o in coliving fuori da Bruxelles, dove l'offerta tende a essere più limitata.
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Julien Faliu
Autore

Fin da giovane ho coltivato l'amore per le parole. Dopo una pausa per dedicarmi agli studi, ho riscoperto il piacere della scrittura attraverso un blog, negli anni trascorsi tra Londra e Madrid. Questa passione per il racconto e per l'incontro con nuove culture mi ha portato a fondare Expat.com, uno spazio che accoglie non solo i miei scritti ma anche quelli di chi desidera condividere esperienze e percorsi all'estero.

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