Ho letto tutti i post e ricollegandomi ad Albanico e al suo " metro di felicità" credo che ci sia bisogno di parlare di "aspettative".
Purtroppo non ci è dato sapere perchè Elisa non sia felice: il suo post, (al momento l'unico da lei scritto in tutto il forum) di 4 parole più punteggiatura, sembra buttato lì giusto per fare la voce fuori dal coro.
Poi c'è il post di Antonio, che è preoccupato di non trovarsi bene: preoccupazione più che lecita.
Ora io mi sono fatta un po' di film mentali ( ma sono come di Caprio, l'Oscar non me lo danno!) e un motivo in generale che può stare alla base del non essere felici in qualsiasi situazione, sono le aspettative che ci si crea.
Faccio un esempio avulso da questo contesto. Vuoi andare in vacanza al caldo, vai in agenzia e prenoti un viaggio in uno di quei posti sole sabbia e mare piatto. Poi arrivi e il meteo di rema contro, niente sole, la spiaggia è un incubo e il mare piatto non lo è per niente. Sei deluso, e non felice.
Ora veniamo al tema del tread: felice in Germania.
Ecco quali erano le aspettative che vi siete creati prima di pensare a trasferirvi?
La mia era semplice: peggio di qui in Italia, non può andare.
Sono medico veterinario: mi sono sentita dire che ero un medico inutile perchè ero incinta, mi sono stati offerti 5 euro lordi all'ora per lavorare come libero professionista collaboratore esterno ( quindi tasse, cassa di previdenza veterinaria commercialista e spese vive in quei 5 euro), mi sono vista soffiare un posto di lavoro 6 giorno alla settimana 8 ore al giorno per cui mi ero proposta a 1200 euro a contratto da un neolaureato per 400 euro in nero. Dopo di che mi cono cancellata dall'albo dei veterinari, perchè il migliaio di euro che dovevo pagare per poter sperare di lavorare come veterinaria li dovevo chiedere a mia mamma o a mio marito.
Ora guadagno 8,5 euro l'ora: ho un minijob, non è il lavoro della mia vita, ed io stessa lo considero un lavoro temporaneo in attesa di qualcosa di meglio o di un ritorno in clinica, ma guadagno di più con meno responsabilità, e le mie figlie non sono un problema per il mio datore di lavoro che di figli ne ha 3. Vivo decisamente meglio.
Qui e là su questo forum leggo post di gente dalle qualifiche più assortite che chiede consiglio e/o conferme tipo " ma posso trovare lavoro solo con l'inglese? Perchè io il tedesco non lo so!" Ora se l'aspettativa è trovare un posto di lavoro nel proprio campo senza conoscere la lingua, mi spiace ma rimarrete fortemente delusi. Per lavorare qui avete bisogno di un certificato di lingua di livello B1 per qualsiasi lavoro non qualificato, B2 o superiore per qualsiasi lavoro qualificato, ad esempio il mio, il veterinario, oppure l'infermiera. Lavorare solo con l'inglese si può, se trovate da lavorare nella filiale di una azienda madrelingua inglese, ma vogliono anche lì un B1-B2 o superiore, e non escluderei che lo vogliano confermato da un pezzo di carta. Potreste trovare da lavorare anche solo conoscendo l'italiano, come lavapiatti o addetto alle pulizie o altro incarico che non preveda l'interazione con clienti, in un ristorante italiano.
Ecco perdonatemi, ma se la vostra aspettativa è "trovare un lavoro buono senza conoscere la lingua" certamente rimarrete delusi ed infelici.
Oppure si può essere infelici per motivi personali, come aver lasciato in Italia cose o situazioni che non si volevano abbandonare. Ora siamo tutti grandi e dovremmo essere maturi: se è accaduto ciò fermatevi un attimo a pensare che siete voi che avete scelto di trasferirvi, nessuno è venuto a prelevarvi di notte in Italia per portarvi qui. Le circostanze vi possono aver spinto a prendere questa decisione, ma non l'hanno presa loro per voi. Perciò rivalutate bene la scelta che avete fatto, scegliete quale sia il male minore, e focalizzatevi su cosa volete veramente, ma non si può avere tutto, e il ritorno in patria potrebbe essere la soluzione ideale per voi. A parte alla morte, a tutto si può trovare una soluzione.
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