Tasso di cambio: quale impatto sui progetti di espatrio?

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Pubblicato 2021-11-15 alle 10:00 da Mikki Beru
Il 27 ottobre il dollaro USA si è deprezzato rispetto al dollaro canadese, all'euro e allo yen. E' quanto comunica Tiff Macklem, governatore della Banca centrale del Canada, che nell'occasione ha annunciato tutta una serie di misure finanziare tra cui il mantenimento del tasso ufficiale di riferimento (tasso che una banca centrale applica alle banche per i prestiti) allo 0,25%. Che impatto hanno le fluttuazioni delle valute sulle tasche vita degli espatriati e sui loro progetti di vita all'estero?  

Tasso di cambio e aumento dell'inflazione

La Banca del Canada prevede che, entro la fine del 2021, il tasso di inflazione si attesterà, in modo stabile e duraturo, intorno al 4,45%. La reazione dei mercati valutari è stata immediata: l'indice del dollaro USA è sceso dello 0,2% a 93,759. La perdita di valore del dollaro USA comporta l'apprezzamento del dollaro canadese, dell'euro e dello yen. Ed Moya, analista di mercato presso l'agenzia di brokeraggio OANDA, si aspetta di vedere "più volatilità e fluttuazioni valutarie". Avverte che “sarà difficile calcolare i differenziali dei tassi di interesse per alcune valute”.

L'aumento dell'inflazione genera la preoccupazione delle Banche centrali. Giovedì 28 ottobre, la Banca centrale europea (BCE) ha scelto di mantenere il suo tasso di interesse primario a zero. Nonostante l'inflazione galoppante e la ripresa economica indebolita dalla carenza di componenti (soprattutto semiconduttori), la BCE sta fornendo supporto agli Stati membri.

La lotta al Covid-19 comporta delle spese che non possono essere ridotte. Malgrado le previsioni della Banca centrale canadese, la BCE non teme un duraturo surriscaldamento dell'inflazione. Christine Lagarde, la Presidente, fa sapere che "anche se l'attuale aumento dell'inflazione durerà più a lungo del previsto, dovrebbe rallentare nel prossimo anno". La Banca del Giappone (BoJ) concorda, sebbene la situazione del Paese sia diversa da quella delle altre potenze. La BoJ mantiene il suo tasso ufficiale (-0,1%) e prevede inflazione zero per il 2021-2022. Il Primo Ministro entrante, Fumio Kishida, ha reso noto il suo piano di crescita economica, ma non dà ancora molte informazioni sulla finanziaria. È comunque in linea con la politica monetaria della BoJ.

Quali conseguenze per l'espatrio?

Le fluttuazioni dei tassi di cambio hanno un impatto diretto sulla vita degli espatriati e sulle persone che vogliono trasferirsi all'estero, basti pensare agli stipendi, ai prezzi degli immobili, ai prestiti bancari, ecc... Quando un professionista negozia con il datore di lavoro il pacchetto per l'espatrio raramente considera un'eventuale svalutazione o un deprezzamento monetario. L'incidenza di queste variabili sui suoi guadagni non andrebbe però sottovalutata. La svalutazione si verifica quando un'autorità monetaria abbassa il proprio tasso di cambio rispetto a un valore di riferimento (la valuta di un altro paese, ad esempio); il deprezzamento deriva dall'inflazione o da una recessione. Il denaro perde, quando perde valore, può impattare negativamente un espatrio.

Prendiamo ad esempio la sterlina britannica che, con l'entrata in vigore della Brexit, ha subito un forte deprezzamento. Gli stranieri che vivono e lavorano nel Regno Unito hanno visto calare il loro reddito, generando un senso di insicurezza a livello finanziario. Lavorano tanto quanto prima ma il loro stipendio, se convertito in euro ad esempio, ora vale di meno. Il problema si fa maggiormente sentire nel momento in cui un espatriato stesse rimborsando un prestito nel paese di origine o gestisse un'impresa in una nazione estera con una valuta più forte rispetto a quella di residenza. Anche i risparmi subiscono delle contrazioni a causa del deprezzamento della moneta.

Secondo gli analisti, sarebbe fondamentale riuscire a prevedere la perdita di valore di una moneta nei confronti di un'altra, ma ovviamente è complicato da farsi. Come possono allora gli espatriati anticipare questa problematica? In primis dovrebbero informarsi sulla storia monetaria del paese di trasferimento. Ha mai subito una svalutazione o un deprezzamento della valuta? La nazione è stabile a livello politico? In che valuta verrà pagato lo stipendio? Una buona norma è quella di non trasferire tutti i beni personali nel Paese ospitante e di negoziare una rivalutazione annuale dello stipendio in base al tasso di cambio.

Le crisi insorte negli ultimi anni (crisi finanziaria dei mutui subprime, Brexit, coronavirus, ecc.), la loro durata e intensità ci impongono di agire con cautela. La globalizzazione dell'economia ha enormi vantaggi ma in alcuni casi è vittima del suo stesso sistema. Stiamo a vedere se il 2022 confermerà le previsioni ottimistiche di una ripresa economica senza impennate dell'inflazione.