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L'effetto Thunberg: come gli espatriati possono essere più eco-friendly

Per Grunditz / Shutterstock
Scritto daFrancescail 10 Ottobre 2019

Il vertice delle Nazioni Unite sul clima si è tenuto questo Settembre a New York. I leader mondiali sono stati messi in secondo piano dalla presenza della giovane attivista svedese Greta Thunberg che si batte per ridurre i cambiamenti climatici. Si è persino rifiutata di volare negli Stati Uniti per incoraggiare le persone a ridurre le emissioni di carbonio. Cosa possono fare gli espatriati per seguire le orme di Greta Thunberg?

Chi è Greta Thunberg?

Greta Thunberg è una ragazza che, circa un anno fa, all'età di 15 anni, ha deciso di boicottare la scuola e ha iniziato a difendere gli interessi dell'ambiente. Il suo movimento è così potente da dare un nuovo respiro alla lotta per il clima e l'ambiente. Greta è nota per i suoi discorsi pungenti nei quali non esita a rimproverare leader mondiali quattro volte più grandi di lei.

L'appello di Greta Thunberg di minimizzare o eliminare completamente le azioni responsabili delle emissioni di carbonio è senza dubbio compesso da gestire. Uno dei modi per farlo è limitare il trasporto aereo. Non a caso Greta ha voluto dare l'esempio andando in Inghilterra in treno e facendo la traversata verso gli Stati Uniti in nave. Le statistiche mostrano che il trasporto aereo ha un impatto dannoso sull'ambiente e gli ambientalisti suggeriscono di limitarlo.

E voi, espatriati, cosa potete fare?

Vivere in modo ecologico per gli espatriati può sembrare ancora più difficile, dato che a ragione della vita che hanno scelto devono spostarsi di frequente.
Come fare per continuare a viaggiare nel rispetto dell'ambiente?
Il treno sembra essere la migliore soluzione che se non applicabile a chi si trasferisce oltre oceano. Ove possibile anche il bus resta un'alternativa anche se non totalmente ecologica ma se utilizzato contemporaneamente da più persone contribuisce a ridurre le emissioni di carbonio.
Per coloro che sono impegnati nella causa, e che soprattutto hanno il tempo, c'è l'opzione della nave che pur non essendo un mezzo di trasporto del tutto privo di emissioni di carbonio è comunque sia un'alternativa migliore all'aereo.

Rispettare l'ambiente significa anche essere pronti a condividere. Alcune aziende, ad esempio, invitano i dipendenti al covetturaggio al fine di ridurre le emissioni provocate dalle singole automobili.
Nelle principali città del mondo, le amministrazioni pubbliche mettno a disposizione dei cittadini veicoli, biciclette o scooter elettrici per limitare le emissioni di carbonio e l'inquinamento acustico.
Parte della responsabilità individuale sta anche nel limitare l'uso di sacchetti e bottiglie di plastica optando per contenitori riutilizzabili realizzati con materiali naturali.
Un espatriato, o una persona in fase di trasferimento, che abbia voglia di dedicarsi alla costruzione di un mondo migliore potrà considerare tutti questi passaggi durante il suo percorso di vita all'estero.Vivere in un nuovo paese significa adattarsi alla cultura locale ed un modo intelligente per dare il proprio contributo alla salvaguarda dell'ambiente è consumare cibi e bevande a km zero piuttosto che prodotti importati.

Il primo contributo verso la realizzazione di un pianeta più verde è la destinazione di espatrio. Islanda, Svizzera, Costa Rica, Svezia e Norvegia sono tra i paesi più verdi del mondo. Se volete trasferirvi  all'estero senza pesare sull'ecologia, optate per una destinazione che abbia a cuore l'ambiente. I paesi sopracitati non sono solo piacevoli per una visita o per postare una foto su Instagram, ma sono luoghi che, con le loro politiche, promuovono uno stile di vita in un ambiente qualitativamente sano.

A proposito di

Dal 2012 gestisco la community italiana di Expat.com, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità, scuola, fiscalità, burocrazia e vita quotidiana all’estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma. Scrivo articoli per il magazine di Expat.com, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all’estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all’estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all’estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.). Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all’estero, dalla viva voce di chi l’ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es. Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.

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