
«Non appena questa guerra sarà finita, i prezzi del carburante crolleranno», ha dichiarato Donald Trump. Il presidente americano crede nelle sue «ottime possibilità» di raggiungere un accordo con l'Iran, pur dicendosi pronto ad attaccare in caso contrario. Nel frattempo, i prezzi alla pompa continuano a battere record in tutto il mondo, pur con variazioni a seconda degli Stati. Come vivono gli espatriati questa situazione? Come gestiscono i loro spostamenti? La community di Expat.com condivide le sue esperienze.
Meno auto, più bicicletta e trasporti pubblici
Che si trovino nelle Filippine, in Portogallo, in Indonesia o in Vietnam, gli espatriati condividono lo stesso punto di vista: di fronte all'impennata dei prezzi dei carburanti, la scelta migliore è limitare l'uso dell'auto e privilegiare la bicicletta e i mezzi pubblici. È quello che ha scelto François, espatriato nelle Filippine. «Uso l'auto solo per andare al mercato; ho anche un triciclo elettrico che ho costruito io stesso e che utilizzo per gli spostamenti in loco.» Il triciclo è la scelta anche di un altro espatriato, che constata come il prezzo «non sia cambiato. Restano sempre 15 pesos filippini a persona».
Altri espatriati puntano sulla bicicletta, come Moetai, che vive in Portogallo: «Abbiamo ordinato una bicicletta elettrica a condensatore in Francia. Non servono prese elettriche né garanzia. Non costa poco, ma con questa inflazione...» È anche la scelta di Lennerd: «Per spostarmi a Ho Chi Minh utilizzo la mia bici a pedalata assistita». L'espatriato pensa inoltre ai professionisti colpiti dalla crisi. «Quando prendo un Grab (applicazione che permette di prenotare un'auto o un moto-taxi) o un taxi, lascio una mancia di almeno il 20% per aiutare gli autisti a far fronte all'aumento del prezzo del carburante e al tetto sulle tariffe imposto dal governo.»
La bicicletta non è però sempre la soluzione più economica. Lo ricorda un espatriato per il quale la bici in Indonesia è poco pratica: «[…] Pochissimi indonesiani possiedono una bicicletta o potrebbero permettersi questa spesa supplementare.»
Metodi di spostamento: una questione di costo e di tranquillità
Differenza di reddito tra locali ed espatriati: per Ajairon, «confrontare i prezzi per i locali e per gli espatriati è relativo». Espatriato in Vietnam, spiega: «Lo stipendio base è di 420 dollari, contro un costo della vita di 600 dollari (per una famiglia modesta di 4 persone). La maggior parte delle persone utilizza scooter da 110 cm³, che costano circa 1.400 dollari e consumano 2 litri ogni 100 km.» Il prezzo del carburante è «di un dollaro» per questo tipo di scooter, «cioè solo 0,15 centesimi in più rispetto a tre mesi fa». Per l'espatriato, il problema riguarda gli autobus pubblici: «[...] hanno tutti 22 posti, fino a 35 quando sono pieni. La frequenza è di 10 minuti, dalle 5 alle 20. Il prezzo è inferiore a 0,25 dollari. Personalmente non capisco perché il Vietnam non preveda di aumentare la frequenza degli autobus pubblici.»
Jrharvey, che «possiede una moto elettrica dall'inizio del 2023», constata che «la rete di autobus a Ho Chi Minh è davvero efficiente. Molti autobus sono nuovi di zecca e molto puliti. Inoltre, l'aria condizionata funziona generalmente bene». Se ha iniziato a prendere l'autobus non è per l'impennata dei prezzi del carburante, ma piuttosto per ragioni di sicurezza e tranquillità. «Mia moglie e io utilizziamo l'autobus e la metropolitana da quando lei è incinta, dall'inizio dell'anno scorso. Si trattava soprattutto di sicurezza e di evitare la strada, più che di preoccuparsi del prezzo della benzina.» Il vantaggio: «avere una fermata dell'autobus proprio davanti al nostro appartamento, che ci permette di raggiungere la metropolitana in cinque minuti circa: una vera fortuna!» Il suo rammarico: «l'assenza di un sistema di geolocalizzazione in molti autobus».
Trasporti pubblici gratuiti, una soluzione all'impennata dei prezzi dei carburanti?
E se la soluzione fossero gli autobus gratuiti? Austria, Francia, Lussemburgo, Spagna... Sempre più Paesi offrono trasporti pubblici gratuiti. La mossa mira a limitare l'utilizzo dei veicoli privati, consentendo al tempo stesso a un maggior numero di persone di spostarsi.
Sarà il Vietnam il prossimo della lista? Phap Tri precisa che Ho Chi Minh «prevede la gratuità totale degli autobus su 35 linee urbane e l'eliminazione completa dei veicoli a combustione, sostituiti da veicoli 100% elettrici in un prossimo futuro». Ricorda inoltre che il «VinBus è il mezzo di trasporto privilegiato» perché molto economico.
Altri espatriati sottolineano che, dato che i prezzi alla pompa non sono aumentati di molto, i trasporti pubblici restano comunque un buon affare. È la constatazione di un altro espatriato in Indonesia: «I trasporti pubblici sono generalmente buoni». Una constatazione confermata da un suo connazionale, che teme tuttavia «la calma prima della tempesta». Nel frattempo Daniella, che vive in Portogallo, ha trovato il suo equilibrio: «la camminata e i mezzi pubblici».
Veicolo elettrico o ibrido
Di fronte all'impennata dei prezzi alla pompa, il veicolo elettrico si presenta come la soluzione economica ed ecologica. La crisi attuale va infatti a favore delle auto elettriche, che attirano un numero crescente di automobilisti. Futura espatriata in Portogallo, Sandra ci sta pensando: «Stiamo valutando con mio marito l'acquisto di un'auto elettrica e ci stiamo preparando al nostro arrivo in Algarve per l'estate 2027». Un espatriato in Portogallo le suggerisce di utilizzare l'«auto elettrica per i tragitti brevi».
Un altro espatriato spera di approfittare della vicinanza con la Spagna per pagare meno alla pompa: «Tavira si trova a 30 km dalla Spagna, quindi facciamo il pieno lì, a 1,57 €/l. E per i tragitti brevi auto ibrida». Espatriato in Thailandia, anche Laurent ha optato per l'ibrida. Sa di essere «privilegiato» e pensa alle «persone modeste, i fattorini, gli autisti e tutti gli altri che devono fare chilometri ogni giorno e sono fortemente colpiti». Come Lennerd, lascia sistematicamente una mancia a chi gli effettua consegne. Laurent aggiunge: «quando si ha la fortuna di avere una situazione finanziaria dignitosa, non bisogna mai dimenticare chi non ha la stessa fortuna, e aiutare nel proprio piccolo».
Quando lo scooter è indispensabile
Per un certo numero di espatriati la soluzione «anti-impennata dei prezzi» è lo scooter elettrico. Lo conferma Alexander, espatriato in Brasile: «Mi sposto in scooter elettrico, consuma pochissima benzina». Proprietario di un «piccolo scooter» da due anni, Kurterino, che vive anche lui in Brasile, non rimpiange la sua scelta: «È un 125 cm³, quindi davvero pratico per i tragitti brevi. È comodo, anche se poco pratico quando si trasporta un passeggero […] Il mio è giallo, e non è un caso: ho percorso migliaia di chilometri in auto a noleggio e volevo un veicolo dal colore vivace per essere individuato più facilmente. Il vantaggio è che il prezzo della benzina non ha troppa importanza. Spendo meno di 200 reais al mese, facendo tragitti brevi quasi tutti i giorni. È così poco che fino ad ora non ci avevo nemmeno fatto caso. Uso anche Uber abbastanza spesso».
Espatriato in Vietnam, Aidan è un appassionato di moto: «Grazie all mia Honda XR150-L 150 cm³ non noto il leggero aumento del prezzo del carburante. Sono trenta o quarant'anni che non prendo l'autobus. Fa decisamente troppo caldo qui per pensare alla bicicletta. E visto il mio modo di guidare, la troverei troppo lenta».
Scegliere l'elettrico è davvero economico?
Optare per l'elettrico, sì, ma a che prezzo? È l'interrogativo che solleva Julien. Espatriato a Mauritius, spiega: «Impossibile rinunciare all'auto a Mauritius, anche solo per accompagnare i bambini a scuola la mattina, a qualche chilometro di distanza, e poi andare al lavoro a Port-Louis (20-25 km); guido da qualche tempo un'auto elettrica, quindi non sono toccato dal prezzo della benzina, ma da quello dell'elettricità». Sulla stessa linea, un altro espatriato solleva un dubbio: «Ho visto che ci sono pochi punti di ricarica elettrica a Mauritius». Conferma tuttavia che «l'auto elettrica dovrebbe risultare più conveniente» viste le «distanze ridotte da percorrere a Mauritius».
Costo dell'elettricità, punti di ricarica... Sono gli stessi interrogativi che preoccupano anche Sandra, futura espatriata in Portogallo, che si domanda se «si trovino facilmente colonnine di ricarica o supercaricatori in Algarve».
Soluzione Uber
In Brasile alcuni espatriati hanno fatto i loro calcoli: tra l'auto privata e Uber, meglio optare per il secondo. È l'opzione adottata da Tiomark. Anche Al utilizza Uber e conferma la sua scelta nonostante un possibile rincaro delle tariffe: «Usiamo Uber e ci aspettiamo un aumento delle tariffe dato il rincaro del carburante. E' comunque più economico per noi che possedere un'auto, perché il costo del carburante sarebbe in ogni caso lo stesso».
Impennata dei prezzi dei carburanti: in attesa dell'uscita dalla crisi...
Se per un certo numero di espatriati l'impennata dei prezzi dei carburanti ha comportato un cambiamento del modo di spostarsi, per altri le cose non sono cambiate. È il caso di Jean-Luc, Michel e di altri espatriati in Thailandia. La ragione è semplice: non guidano «moltissimo». Camminare di più, guidare di meno, passare all'elettrico, scegliere la bicicletta, la moto o lo scooter elettrici o tradizionali, prendere l'autobus... La varietà di scelte per non subire l'impennata dei prezzi alla pompa non deve far dimenticare le altre questioni: l'accesso ai metodi di spostamento più economici ed ecologici, le differenze di reddito tra le popolazioni o, ancora, le misure messe in atto dagli Stati per attenuare l'impatto della crisi dei carburanti sul potere d'acquisto delle famiglie più modeste.
Fonti:
- BFMTV - Guerre en Iran: "Dès que cette guerre sera terminée, les prix du carburant vont s'effondrer", affirme Donald Trump
- Le Parisien - Moyen-Orient : Donald Trump a de nouveau menacé de frapper l'Iran si aucun accord n'est conclu
- Swiss Info - Swiss mobility habits react to rising fuel prices
- Le Courrier Vietnam - Hô Chi Minh-Ville prévoit d'offrir la gratuité sur 135 lignes de bus















