Notizia su accertamento esistenza in vita per le pensioni all’estero

Buongiorno a tutti,
trasmetto quanto pervenuto da autorità consolari italiane a Lisbona tramite il Sindacato UIM.
Molto cordialmente,
alfredo luigi caruso

"Buongiorno,

per opportuna informazione si comunica che è stata pubblicata sul sito dell’Ambasciata una notizia relativa all’accertamento dell’esistenza in vita per le pensioni all’estero (2020-2021), alla quale si prega di voler dare la massima divulgazione presso i potenziali interessati. Qui il link alla notizia:

https://amblisbona.esteri.it/ambasciata … mento.html

Grata per la cortese collaborazione, porgo cordiali saluti.

Paola D’Agostino

Ufficio Stampa

Ambasciata d’Italia a Lisbona

Largo Conde de Pombeiro 6

1150 - 100 Lisbona -Portogallo

https://amblisbona.esteri.it/Ambasciata_Lisbona/it/

T + 351 2135xxx

Buongiorno alfredo luigi,

Grazie per la condivisione. Come noterai ho aperto una nuova discussione sul Forum Portogallo per dare maggiore visibilità al messaggio.

Un saluto,

Francesca
Team Expat.com

Buongiorno a tutti e a Francesca,
grazie e mi scuso ma qualche volta ho qualche problema nella ricerca dell'argomento appropriato.
Molto cordialmente,
alfredo luigi caruso

Buongiorno, a tutti,
con la domanda che sto per fare non vorrei portare il discorso  :offtopic: , ...
la faccio lo stesso, eventualmente accetterò la fustigazione pubblica ...

in vecchie discussioni sull'argomento si diceva che chi lascia l'accredito della pensione su un conto estero in ITA non deve sottostare alla verifica annuale di esistenza in vita ... e nessuno ha mai contestato questa affermazione quindi immagino che la "norma" non sia cambiata ...
quindi per evitare l'accertamento la soluzione sembrava logica e facile: far accreditare la pensione in ITA e "bonificare" verso il conto PT ... ma qualcuno ad esempio qui:

https://www.expat.com/forum/viewtopic.php?id=653559

ha affermato che "non va bene", che è meglio far accreditare la pensione in PT e poi fare bonifici eventuali verso l'Italia ... qualcuno può spiegare perché?

magari è già stato detto da qualche parte nel forum, ma ripeterlo soprattutto per i nuovi arrivati può essere utile ...

obrigado

Fio

Fio54,  credo sia una valutazione di buon senso legale per prevenire contestazioni formali da parte dell'amministrazione italiana che potrebbe contestare la effettiva e sostanziale residenza all'estero. Ormai in tema di interpretazione della norma, in IT,  se ne sono viste  di veramente fantasiose. Credo che sostenere di avere una effettiva vita reale all'estero con il pagamento della pensione in IT possa diventare in certe condizioni una salita ardua. In questo clima difficile tra problemi sanitari, trasporti, covid etc già diventa difficile la dimostrazione dei presupposti minimi, perchè complicarsi la vita ulteriormente.
In fin dei conti la dimostrazione dell'esistenza in vita è proprio una scocciatura così insormontabile da rischiare di perdere qualche carta dal proprio mazzo ?.  :/

Ciao Is4giovanni,
ovviamente avevo intuito che il problema fosse quello ...
nella mia testa ingenua però continuo a pensare che se accredito in ITA e trasferisco poi in PT spendendo in PT ciò che trasferisco dovrebbe bastare a dimostrare che in ogni caso il mio centro di interessi è in PT... ma so anche che la logica nella burocrazia ITA non esiste ...
io credo che se ci si basa su una norma interpretabile a capocchia in più di un modo allora la norma è bacata ... ma magari serve a fare cassa ...

"In fin dei conti la dimostrazione dell'esistenza in vita è proprio una scocciatura così insormontabile da rischiare di perdere qualche carta dal proprio mazzo ?.  :/"

non lo so... non ho ancora provato ... però qualche utente in passato ha palesato l'intenzione di spostare di nuovo in ITA l'accredito viste le complicazioni e i disservizi nati da mancate ricezioni dei moduli con sospensioni di pagamenti annesse ...

Si, ma un conto è gestire Citibank che con una mail o qualche telefonata tra persone normali si arriva ad una soluzione. Altro è contestare un burocrate che vede solo quello che gli conviene vedere e cioè che accrediti su IT.  Per non parlare dei pregiudizi verso i "ricchi" pensionati che trasferiscono la pensione in Portogallo per non pagare tasse. Elusori di lusso.  :)

ls4giovanni,

puro buon senso  :top:

Franco

E' gia' un paio d'anni che ricevo la pensione su un conto estero italiano. Soluzione praticissima e perfettamente legale. Mai avuto alcun tipo di problema o contestazione. E non vedo perche' dovrei averne. Per la cronaca, vivo in Portogallo da oltre tre anni.

tavazzi :

E' gia' un paio d'anni che ricevo la pensione su un conto estero italiano. Soluzione praticissima e perfettamente legale. Mai avuto alcun tipo di problema o contestazione. E non vedo perche' dovrei averne. Per la cronaca, vivo in Portogallo da oltre tre anni.

Anche io ho adottato la stessa soluzione,tenete presente l'obbligatorietà di chiudere in cc italiani entro 6 mesi dal trasferimento ,l'unica soluzione ammessa per avere un cc iun Italia è quella adottata dal sottoscritto e dal Sig Tavazzi ,per quanto riguarda l'accredito confermo quanto scritto sopra ,è perfettamente legale farsi accreditare la pensione su un conto estero presso banca italiana senza dover presentare alcun certificato di esistenza in vita.

PS Domandona ma perchè CITIBANK  non abbiamo forse in Italia istituti bancari che potrebbero svolgere le stesse funzioni????Ho eseguito tale operaszione perchè CITY,nel periodo in cui l'avevo, mi ha inviato la documentazione dell'esistenza in vita al mio indirizzo ialiano pur essesndo io residente in PT,solo per caso (mio fratello) ho saputo dell'arrivo di tale documentazione altrimenti...eran dolori

Nicola, semplicemente perchè per quei servizi con valori globali sopra la soglia occorre svolgere una gara europea che ha vinto Citybank. Evidentemente sono stati più bravi di altri. Alla prossima gara, brexit realizzata, saranno fuori gioco. Ci scommetterei che vincerà comunque un gruppo europeo.  :)

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In ogni caso non si supererebbe l'esistenza in vita. Che discenda dalla impossibilità di INPS di controllare sui sistemi nazionali, se il pensionato è reale o figurato. Quindi non può fare altro che trasferire l'onere della prova sul destinatario del bonifico dando incarico alla banca che esegue il pagamento. Non vedo altre strade. Prova a pensare ad un pensionato che vive in Cina, in Cile e dove di più lontano vuoi immaginare. Sui paesi europei sarebbe anche abbastanza semplice,  anche se  comunque senza mai una prova provata. ma fuori è praticamente impossibile verificare se stai pagando la pensione a un vivo o a un ex vivo.  :D

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