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Lo shock culturale arrivati in Austria

Salve a tutti,

Vivere in un paese straniero implica anche venire a contatto con usi e costumi diversi da quelli a cui siamo abituati.

Dopo il vostro trasferimento in Austria avete risentito dello shock culturale ed in che modo?

Avete degli aneddoti di situazioni vissute, divertenti o imbarazzanti, da raccontarci?

Che consiglio ci date per evitare passi falsi?

Grazie per le testimonianze, curiosi di leggervi!

Francesca

Ho vissuto 4 anni a Graz e l´esperienza non e´ stata affatto internazionale.
La dimensione stessa dell´Austria fa si´che vengono chiamate citta´, luoghi come Graz, dove pero´la vita e´quella che conosciamo nei paesoni italiani. Un protezionismo ed una chiusura nel proprio dialetto - stiriano nel caso di Graz - da parte di generazioni a cui l´inglese era precluso in eta´scolare (45 / 50 enni) ma anche da giovani che hanno avuto l´opportunita´di studiarlo. In un abiente lavorativo questo crea muri insormontabili - almeno sino a che´non si impara fluentemente la lingua - che precludono alcune posizioni dove le discussioni hanno una parte fondamentale dell´attivita´.
La scala gerarchica nell´attribuzione di ruoli - quando c´e´ offerta - predilige lavoratori regionali, nazionali a seguire, tedeschi a ruota, e stranieri EU non tedeschi a chiudere. Le raccomandazioni ci sono, da sfatare il luogo comune che tale usanza sia solo italiana; in Austria c´e´, seppur meno ostentata e dichiarata, almeno hanno buon gusto.
La grande internazionalita´di Graz - perche´da settembre a giugno la si coglie giorno e notte - e´insita nell´ambiente Erasmus universitario dove la ricchezza portata dagli studenti stranieri e´ valorizzata dalla frizzante vita culturale della citta´.
La vita della citta´ruota intorno ai quattro o cinque eventi dell´anno quali il ballo delle debuttanti, la festa della regione, la festa della citta´, la festa d´autunno ed i mercatini di Natale (che magicamente si dissolvono nel nulla la notte del 24 dicembre).
Nella praticita´ uno dei maggiori shock culturali lo si cogliera´senza dubbio il primo weekend. Il sabato si iniziera´a notare che i negozi chiudono a meta´pomeriggio , quasi controcorrente con quanto avviene in Italia dove il weekend e´ ormai l´ultima speranza per fare spendere soldi nei negozi. Lo si avvertira´ ancor piu´ la domenica dove praticamente tutto e´chiuso: dai supermercati ai minimarket, dai ristoranti alle birrerie.
Ma basta prendere l´auto e spostarsi nelle zone piu´rurali dove si potra´ passare un piacevole pomeriggio in un Bushenshank tra vini e taglieri di salumi.
Ma qui non avventuratevi senza "vecchi" soldi cartacei ed un buon stiriano fluente.
Luca

ciao a tutti!
Io mi sono trasferita da poco in Tirolo, una regione dell'Austria un po' a sé stante, per usi e per atteggiamento delle persone che ci vivono. L'impatto, a livello di qualità della vita, di organizzazione generale, di servizi e paesaggio è stato eccellente, ma non si possono nascondere alcuni aspetti culturali che mi hanno lasciata quantomeno perplessa e che fatico a digerire...
Oltre agli aspetti già rilevati da Luca (negozi già tutti chiusi alle 18 e per tutto il weekend tranne il sabato mattina; scarsissima conoscenza dell'Inglese anche da parte dei giovani), trovo che la gente in Tirolo sia molto chiusa e molto poco incline a familiarizzare con chi viene da fuori. Persino i turisti tedeschi sono guardati con un certo fastidio e noi italiani siamo tendenzialmente assimilati a tutti gli altri immigrati, europei o no: ungheresi/romeni/bulgari/italiani non fa granché differenza. I vicini di casa non fraternizzano con i nuovi arrivati stranieri, e non di rado sono apertamente ostili, a differenza di quanto so accadere nella maggior parte dei paesini bavaresi o della foresta nera tedesca. Inoltre, l'uso "spinto" del dialetto da parte di chiunque non aiuta di certo.
Il passo falso da evitare è idealizzare il Tirolo immaginando sia predisposto all'accoglienza data la sua vocazione turistica, o che assomigli culturalmente al nostro Tirolo Altoatesino. Ma soprattutto va il più possibile evitato l'arrivare qui non parlando il tedesco, perché l'ostracismo che vedo verso chi non sa esprimersi in tedesco, anche sul posto di lavoro, è davvero pesante.
Emmi

Salve emmi, io avrei intenzione di trasferirmi in Austria, puntando la mia data di partenza al 20 gennaio del 2016.. lei consiglia quindi di non andare in Austria senza conoscere la lingua, sin là tutto ok, sto provvedendo a studiarla al meglio. Riguardo gli affitti saprebbe dirmi come dovrei comportarmi? Ho constatato che sono tutti molto cari. Io cerco qualcuno che sappia darmi delle indicazioni almeno per il primo periodo e di cui potrei fidarmi una volta arrivato non conoscendo nessuno del posto! La ringrazio!

@ Thomas Corongiu >  :offtopic:

Francesca

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