IRS per redditi giá tassati all' estero
Poi e’ possibile scaricarsi un sw gratuito con cui simulare e controllare la correttezza dei dati inseriti negli Anexo. Non e’ però possibile validare la dichiarazione ossia verificare che i dati inseriti siano non solo corretti ma anche congruenti.
A mio giudizio già questi due passi aumentano decisamente la consapevolezza e permettono di valutare, al momento dell’inoltro della dichiarazione Irs, se e’ stato omesso qualche passaggio. Non e’ un passaggio gratis ma neanche così impegnativo da comprendere e scalare.
La parte più complessa e complicata, a mio giudizio, non è tanto il calcolo degli importi e delle evntuali aliquote delle imposte calcolate quanto ben definire con gli appropriati “codigo” i singoli elementi che generano le varie tipologie di reddito, in particolare per i redditi mobiliari. Qua si rischia e non si può improvvisare o andare per tentativi: si rischia realmente di passare da una tassazzione 0 al 28%. Fondamentale quindi avere una prima dichiarazione compilata, inoltrata, accettata e non contestata che faccia da traccia per le future dichiarazioni.
Chiaramente sono mie libere interpretazioni da prendere con le dovute molle.
Buona serata a tutti
peppone220 ha scritto :Mormon avrei bisogno di conoscere il tuo commercialista perchè sto in mezzo ad un casino.
Io sono residente ad Olhao dal 2 agosto 2017 ed ho avuto redditi di lavoro dipendente fino a marzo 2017 più la vendita di azioni di una mia società con una plusvalenza, più da luglio ho preso la pensione che grazie alla direzione INPS della mia città prendo ancora al netto avendomi bocciato la pratica perchè non c'era il timbro ad inchiostro sul certificato di residenza fiscale, pazzesco, c'èra quello a rilievo.
OK il problema è che il primo contabilista mi ha detto che se avevo pagato le tasse in Italia e, io le ho pagate tutte in Italia essendo residente per più di 183 giorni in Italia, non dovevo fare la dichiarazione IRS.
Ai primi di giugno vengo a sapere invece che la dichiarazione IRS la dovevo fare ugualmente: prendo i CUD vado da un'altro contabilista che in effetti mi fa la dichiarazione IRS inserendo però solo il reddito di lavoro ed il reddito da pensionato, omettendo di indicare le trattenute già avute in Italia. Manco a dirlo i primi di agosto mi arriva la cartella esattoriale e per farla breve ho dovuto pagare circa 45.000€ di tasse.
Ho cambiato quattro contabilisti che non parlano una parola di inglese e figuriamoci l'italiano; sono andato diverse volte all'uficio della Finanza di Olhao adove ho consegnato le copie autenticate della mia dichiarazione dei reditti e del F24 che ho pagato, nulla da fare, forse adesso vogliono anche altri 120.000€ sulla plusvalenza azionaria.
Non so più come fare, sono disperato e non posso non pagare perchè sono proprietario di un terreno edificabile e di una casa che mi sequestrerebbero senza se e senza ma: rapinatori rapaci peggio che in Italia.
Se puoi inviami le coordinate del tuo commercialista così lo contatto.
Se altri hanno esperienze in queste cose e mi rispondono mi fanno un grosso favore.
Grazie in anticipo
Leggo solo ora...
Considerando le cifre in gioco io ti consiglierei, con permesso, di rivolgerti ad uno studio fiscale-legale di Lisbona con ottime “addentrature” e referenze al fine di sanare velocemente la tua situazione. Qua con i contabilisti di Olhao perdi solo tempo.
buona giornata
ho solo un dubbio al quale non ho trovato risposta. Avendo un conto corrente in Italia NON RESIDENTE, dove i redditi non sono tassati alla fonte in quanto dichiarativo, dove dovrei pagare le tasse di cedole ed interessi ? In Italia o in portogallo?
Molte cedole ed interessi derivano anche da obbligazioni USA e Turchia.
Vi ringrazio
Carlo
ho solo pagato in Italia. Mi riferisco a posizione azionaria, obbligazionario estera e/o nazionale.
Questa é la mia personale esperienza.
Molto cordialmente,
alfredo luigi caruso
Carlopan ha scritto :ho letto il post fin dall'inizio ed ho attinto informazioni utilissime.
ho solo un dubbio al quale non ho trovato risposta. Avendo un conto corrente in Italia NON RESIDENTE, dove i redditi non sono tassati alla fonte in quanto dichiarativo, dove dovrei pagare le tasse di cedole ed interessi ? In Italia o in portogallo?
Molte cedole ed interessi derivano anche da obbligazioni USA e Turchia.
Vi ringrazio
Carlo
ciao Carlo
Nel Paese nel quale sono prodotti, in base al tipo di titolo in portafoglio.
Dichiararle in Portogallo comunque e dirà il contabilista.
Un saluto
Umberto675 ha scritto :Un primo passo accessibile a tutti e’ studiarsi la ratio degli Anexo che concorrono alla creazione di una dichiarazione Irs e che devono essere compilati in funzione delle proprie personali tipologie di reddito percepiti e creati.
Poi e’ possibile scaricarsi un sw gratuito con cui simulare e controllare la correttezza dei dati inseriti negli Anexo. Non e’ però possibile validare la dichiarazione ossia verificare che i dati inseriti siano non solo corretti ma anche congruenti.
A mio giudizio già questi due passi aumentano decisamente la consapevolezza e permettono di valutare, al momento dell’inoltro della dichiarazione Irs, se e’ stato omesso qualche passaggio. Non e’ un passaggio gratis ma neanche così impegnativo da comprendere e scalare.
La parte più complessa e complicata, a mio giudizio, non è tanto il calcolo degli importi e delle evntuali aliquote delle imposte calcolate quanto ben definire con gli appropriati “codigo” i singoli elementi che generano le varie tipologie di reddito, in particolare per i redditi mobiliari. Qua si rischia e non si può improvvisare o andare per tentativi: si rischia realmente di passare da una tassazzione 0 al 28%. Fondamentale quindi avere una prima dichiarazione compilata, inoltrata, accettata e non contestata che faccia da traccia per le future dichiarazioni.
Chiaramente sono mie libere interpretazioni da prendere con le dovute molle.
Buona serata a tutti
Gentile @Umberto675,
grazie mille per la condivisione di informazioni così utili.
Ti chiedo solo due precisazioni, se puoi:
- cosa intendi con Anexo? @Sbertan parlava di una guida che hai postato, dove si trova?
- quale software utilizzi per la simulazione del calcolo dell'IRS?
Grazie ancora a tutti per le preziose informazioni, anche il mio contabilista di Lagos non mi ha dato grandi informazioni in merito, se non "a maggio compiliamo i campi uno per uno e vediamo"!!!
Appena avrò un quadro più chiaro della situazione mi piacerebbe contribuire con le informazioni raccolte per esperienza.
Buona serata a tutti
DARIO ALFREDO VIALE ha scritto :Normalmente i dividendi sono soggetti ad una trattenuta alla fonte, quindi dovrebbero esserti pagati al netto da imposte, in questi caso non devi dichiarare un ulteriore reddito
Errato
normalmente i dividendi NON sono soggetti ad una trattenuta alla fonte quindi si devono dichiarare in Portogallo
Il Portogallo poi verificherà caso per caso e per quelli esenti non tasserà (per esempio i dividendi di titoli portoghesi sono tassati, quelli di titoli USA non sono tassati ) per 10 anni
Saluti
alfredo luigi caruso ha scritto :Buongiorno a Tutti e a Carlplan,
ho solo pagato in Italia. Mi riferisco a posizione azionaria, obbligazionario estera e/o nazionale.
Questa é la mia personale esperienza.
Molto cordialmente,
alfredo luigi caruso
Non mi convince
molto strano che tu non abbia fatto movimentazioni che abbiano creato minus o plusvalenza ( un semplice acquisto a 98 e rimborso a 100 ,a prescindere dalla cedola, crea plusvalenza )
In questo caso sicuramente il tutto non si ferma in Italia ma bisogna fare la dichiarazione in Portogallo
Saluti
condivido con Dario, tutto é già trattenuto in italia, figuriamoci se non fosse così.
Quindi in Portogallo non c'è nulla da dichiarare riguardante la posizione italiana.
Molto cordialmente,
alfredo luigi caruso
alfredo luigi caruso ha scritto :Buongiorno a Tutti e a Tobjii...
condivido con Dario, tutto é già trattenuto in italia, figuriamoci se non fosse così.
Quindi in Portogallo non c'è nulla da dichiarare riguardante la posizione italiana.
Molto cordialmente,
alfredo luigi caruso
Buongiorno a tutti
Con tutto rispetto potete condividere quello che volete ma la realtà è ben diversa!
In considerazione che non si sta parlando del ristorante migliore o delle migliori spiagge in Portogallo
dove ognuno dice la sua e anche se sbaglia chissenefrega!
Qui si sta parlando di fiscalità e quindi di mettere a rischio altre persone di evasione fiscale
Analizziamo "quindi in Portogallo non c'è nulla da dichiarare riguardante la posizione italiana"citato da Alfredo
Supponiamo un conto senza titoli (e già qui non so quanti l'hanno fatto)
OBBLIGO per legge di comunicare l' IBAN italiano al fisco Portoghese senza saldo(e anche IBAN di rapporti bancari in tutto il mondo ) circolare in mio possesso
Quindi andiamo avanti per chi ha titoli vari italiani o internazionali nel suo conto titoli
Dichiarativo o amministrato ?
Partiamo (male ) dichiarativo : con il dichiarativo la banca non fa da sostituto di imposta per nulla (neanche i BTP italiani) quindi si DEVE FARE LA DICHIARAZIONE anche IN ITALIA (per soddisfare il fisco italiano ) se si hanno titoli denominati "domestici" altresì si deve fare anche in Portogallo per le eventuali plusvalenze che non vengono tassate in Italia perchè diversamente residenti e per cedole e dividendi non tassati (saranno tutti verificati e tassati o non dal Portogallo )
Meglio con l'amministrato: la banca fa da sostituto di imposta per i titoli italiani quindi il fisco italiano è soddisfatto), ma non fa da sostituto di imposta per i titoli Internazionali (nessuna ritenuta alla fonte se non in casi sporadici ) le cui cedole devono quindi essere verificate dal fisco Portoghese e ,nel caso, tassate o non tassate . Quindi si andranno a conteggiare le plus -minus che la banca italiana NON FA
Per essere ancora più chiari per calcolare le plusvalenze prodotte nel conto italiano il fisco portoghese vuole:
Data di carico e prezzo di carico fiscale del titolo (se è in dollari bisogna anche fare il calcolo valuta )
data e prezzo di vendita quindi viene estrapolata la minus o la plusvalenza da conteggiare aritmeticamente con le altre operazioni - se c'è una minus totale va sul cassetto fiscale Portoghese(come in Italia )
Anche chi non ha disposto ordini di vendita nell'anno potrebbe (come già detto) essere rimborsato su
titoli dove ha ottenuto plusvalenze (comperato a 95 e rimborsato a 100 )
se c'è una plusvalenza si paga il 28%- sia chiaro che se non abbiamo il prezzo di carico da comunicare
caricano a 0 (zero) quindi è tutta plusvalenza
Che il fisco portoghese voglia vedere cosa combiniamo in Italia ha anche una logica (oltre alle plusvalenze ): se per esempio compro titoli portoghesi la banca italiana in ogni caso non mi tassa le cedole ma le stesse cedole il fisco portoghese le tassa - e noi siamo residenti fiscali Portoghesi o in questi casi ce ne vogliamo dimenticare?
In ogni caso sia chiaro che le tasse ci sono in Portogallo! Noi che siamo RNH abbiamo questa agevolazione per 10 anni ma , ogni anno , il fisco Portoghese verifica a che punto siamo e dopo 10 anni tassa tutto ! ( verifica il titolo "flegga" e non tassa diversamente tassa )
I vari contabili di paesini purtroppo si fermano alla realtà locale e difficilmente hanno competenza collegabile alle fiscalità oltre frontiera (Italia inclusa )
certo che la banca italiana dice che è tutto a posto (in Italia ) col conto amministrato ma dice anche " poi dovete vedere come si comporta il fiscalista dove avete la residenza "
Esiste un "buco nero " piuttosto preoccupante !
Quindi ,sempre citando Alfredo "tutto è già trattenuto in Italia figuriamoci se non è così"
figuriamoci NON È COSÌ .
Evitiamo di dare notizie fuorvianti
Poi ognuno fa quello che vuole e avanza anche .
E il rischio è : evasione fiscale in Portogallo
Io questo rischio non me lo voglio prendere : Voi ?
Saluti
In merito non ho argomentazioni. Ognuno facesse quanto più ritiene, se lo ritiene opportuno conformme alla Legge.
Io sono cobfirme alla Legge, sentiti commercialisti, banche, etc.. Ovvio la respondabilita' e sempre dell'interessato pur pagando parcelle, etc..
Molto cordialmente ,
alfredo luigi caruso
--------------------------------
sono assolutamente d'accordo con Roby la situazione NON E' COME PROSPETTATA ...
aggiungo anche semplicisticamente dalle banche ITA , non sono informati.
Non conosco il contabilista di Alfredo (che stimo per la precisione ... Alfredo .. non il contabilista
).. ma ho visto amici in PT avere problemi appunto sui Depositi Titoli rimasti all'estero (leggi ITA)
Adesso siamo in circolarità .... vi dice nulla il fatto di dover solo comunicare l'IBAN del conto estero (cioè quello rimasto in ITA) e non il saldo ??
Aggiungo ... l'unico vero PERICOLO ... molto elevato ....
è che ... commettendo (volutamente o no ... in questi casi assolutamente non volutamente) quelle che noi potremmo chiamare "omissioni" o "irregolarità" ... ATFinancas potrebbe considerarle ELUSIONI se non proprio EVASIONI e qualora si commetta un reato di questo tipo
si può essere certi che riconsiderino la POSIZIONE RNH
revocandola.
E questo non lo vuole nessuno degli expat ....
infatti avendo notato confusione in italia tra banche e banche(italiane) ho tagliato definitivamente la testa al toro e ho ceduto tutto a mio figlio, residente in italia.
Spero, non ci penso, di non avere sorprese. Comunque preferisco essere...... da mio figlio che da estranei o dal fisco di un paese miserabile etc...
Grazie per la stima, un affettuoso abbraccio,
alfredo luigi caruso
alfredo luigi caruso ha scritto :... ho ceduto tutto a mio figlio, residente in italia. .....
... la soluzione che consiglio a tutti !!
francesca.genta ha scritto :Umberto675 ha scritto :Un primo passo accessibile a tutti e’ studiarsi la ratio degli Anexo che concorrono alla creazione di una dichiarazione Irs e che devono essere compilati in funzione delle proprie personali tipologie di reddito percepiti e creati.
Poi e’ possibile scaricarsi un sw gratuito con cui simulare e controllare la correttezza dei dati inseriti negli Anexo. Non e’ però possibile validare la dichiarazione ossia verificare che i dati inseriti siano non solo corretti ma anche congruenti.
A mio giudizio già questi due passi aumentano decisamente la consapevolezza e permettono di valutare, al momento dell’inoltro della dichiarazione Irs, se e’ stato omesso qualche passaggio. Non e’ un passaggio gratis ma neanche così impegnativo da comprendere e scalare.
La parte più complessa e complicata, a mio giudizio, non è tanto il calcolo degli importi e delle evntuali aliquote delle imposte calcolate quanto ben definire con gli appropriati “codigo” i singoli elementi che generano le varie tipologie di reddito, in particolare per i redditi mobiliari. Qua si rischia e non si può improvvisare o andare per tentativi: si rischia realmente di passare da una tassazzione 0 al 28%. Fondamentale quindi avere una prima dichiarazione compilata, inoltrata, accettata e non contestata che faccia da traccia per le future dichiarazioni.
Chiaramente sono mie libere interpretazioni da prendere con le dovute molle.
Buona serata a tutti
Gentile @Umberto675,
grazie mille per la condivisione di informazioni così utili.
Ti chiedo solo due precisazioni, se puoi:
- cosa intendi con Anexo? @Sbertan parlava di una guida che hai postato, dove si trova?
- quale software utilizzi per la simulazione del calcolo dell'IRS?
Grazie ancora a tutti per le preziose informazioni, anche il mio contabilista di Lagos non mi ha dato grandi informazioni in merito, se non "a maggio compiliamo i campi uno per uno e vediamo"!!!
Appena avrò un quadro più chiaro della situazione mi piacerebbe contribuire con le informazioni raccolte per esperienza.
Buona serata a tutti
Scusami, leggo solo ora.
Domani ti invio i link
alfredo luigi caruso ha scritto :Buongiorno a Tutti e a Sbertan,
infatti avendo notato confusione in italia tra banche e banche(italiane) ho tagliato definitivamente la testa al toro e ho ceduto tutto a mio figlio, residente in italia.
Spero, non ci penso, di non avere sorprese. Comunque preferisco essere...... da mio figlio che da estranei o dal fisco di un paese miserabile etc...
Grazie per la stima, un affettuoso abbraccio,
alfredo luigi caruso
Alfredo
risposta esatta
saluti
Robj
fonte: F formazione fiscale
la tassazione da applicare a partire dal 2019 (redditi 2018) dipende dal soggetto destinatario dei dividendi medesimi ovvero:
ritenuta alla fonte a titolo di imposta del 26% sull’intera base imponibile per le persone fisiche non in regime di impresa. Il contribuente persona fisica non dovrà riportare nulla in dichiarazione dei redditi poiché in questo caso è la società stessa che effettua e versa la ritenuta d’acconto. La società sarà tuttavia obbligata alla presentazione della Cupe e del relativo modello 770;
base imponibile pari al 58,14% (esenzione del 41,86%) per le persone fisiche operanti in regime di impresa (ditte individuali) e l
La Legge n. 205/2017 (cd. Legge di Bilancio 2018) ha modificato la disciplina della tassazione dei dividendi percepiti da persone fisiche non in regime di impresa, rendendo omogeneo il trattamento delle partecipazioni ‘qualificate’ e ‘non qualificate’, ovvero assoggettando entrambe ad una ritenuta a titolo di imposta del 26%.
da "Il sole 24 ore"
Dividendi esteri: normativa fiscale di riferimento in Italia
L’articolo 44, ai commi 1, lett. e), e comma 2, lett. a) del DPR n. 917/86, include nei redditi di capitale gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti assoggettati all’Ires.
Inoltre assimila alle azioni titoli e strumenti finanziari a certe condizioni.
Infine, nel caso di soggetti non residenti, la similitudine alle azioni è subordinata alla totale indeducibilità della remunerazione nella determinazione del reddito nello Stato estero di residenza del soggetto erogante [/i]
se qualcosa é cambiato fatemelo sapere
grazie
per quel che leggo è tutto applicabile ai residenti fiscali ITA, quindi non gli expat
Nel caso di soggetti non residenti, la similitudine alle azioni è subordinata alla totale indeducibilità della remunerazione nella determinazione del reddito nello Stato estero di residenza del soggetto erogante
che sembra significare
io MrROSSI (soggetto non residente) ottengo per questo reddito (...qual che sia..) l'assimilazione alle azioni SE nello stato estero di residenza DELLA SOCIETà EROGANTE tale dividendo è indeducibile.
ma ritengo che IL SOGGETTO NON RESIDENTE sia la società erogante stessa, visto che si parla di dividendi esteri quindi erogati da società con residenza fiscale non ITA.
al che il significato diventa
i dividendi erogati dalla società estera (soggetto non residente) ottengono per questo reddito (...qual che sia..) l'assimilazione alle azioni SE nello stato estero di residenza DELLA SOCIETà EROGANTE tale dividendo è indeducibile.
Le regole che trovano applicazione in caso di expat sono
- verificare la Convenzione per evitare le doppie imposizioni
e da lì a scalare
- verificare la natura dei singoli titoli/cedole/dividendi, cioè vedere se PRODOTTI IN ITALIA (da soggetti/aziende con residenza fiscale ITA) ed assoggettabili a ritenuta secca o dichiarazione redditi
esempio
un titolo obbligazionario emesso da .. invento ... OREGON ltd con sede Londra ancorchè in portafoglio deposito titoli banca ITA di un expat in PT non dovrà riferirsi ad AgEntrate ma ad ATFinancas per eventuale pagamento di imposte.
Ma ripeto (detto altrove) .... serve assolutamente un commercialista ITA ed uno PT e che siano bravi !!
Buoni dividendi
Stefano
Qui https://www.occ.pt/news/manuais/PreenchimentoIRS.pdf le linee guida dell’ordine dei contabilisti portoghesi per la compilazione del modelo3 e relativi Anexos. Si traduce bene con google translator.
Qui invece https://irs.portaldasfinancas.gov.pt/menuDownIRS.action trovi il software per le relative piattaforme con cui puoi compilare, stampare e correggere il modelo3. Esisterebbe anche uno step di convalida della compilazione, ma non attivo se si compila anche l’Anexo L (status rnh).
Buona serata a tutti
.... così si dovrebbe fare !!
Un caro saluto
Peró è un vero peccato perdere la detassazione delle cedole e dei dividendi per 10 anni !! Puó anche fare una bella somma ! Purtroppo col conto titoli in Porogallo sarà tutto tassato automaticamente e ai 28 % contro zero in Italia!
Da riflettere .... secondo i casi ....
Saluti
perfettamente d'accordo con Sbertan ed é quello che ho fatto.
Molto cordialmente,
alfredo luigi caruso
Robj999 ha scritto :Buongiorno a tutti
Peró è un vero peccato perdere la detassazione delle cedole e dei dividendi per 10 anni !! Puó anche fare una bella somma ! Purtroppo col conto titoli in Porogallo sarà tutto tassato automaticamente e ai 28 % contro zero in Italia!
Da riflettere .... secondo i casi ....
Saluti
Robyyyyy ... la salute e la semplicità .... meglio un buon libro sulla spiaggia e la testa vuota da assilli .. se no quello di cambiare rivendita di pexe o taverna 
e se proprio voglio problemi ... traffico con call & put sui futures S&P500 ... con conto PT.
SBERTAN ha scritto :Robj999 ha scritto :Buongiorno a tutti
Peró è un vero peccato perdere la detassazione delle cedole e dei dividendi per 10 anni !! Puó anche fare una bella somma ! Purtroppo col conto titoli in Porogallo sarà tutto tassato automaticamente e ai 28 % contro zero in Italia!
Da riflettere .... secondo i casi ....
Saluti
Robyyyyy ... la salute e la semplicità .... meglio un buon libro sulla spiaggia e la testa vuota da assilli .. se no quello di cambiare rivendita di pexe o taverna
e se proprio voglio problemi ... traffico con call & put sui futures S&P500 ... con conto PT.
Stefano è vero
ma per chi ha sguainato la spada tutta la vita ( io ero davanti ai video del borsino della vecchia Banca Commerciale quando Calvi è stato assassinato (non suicidato !)e 30 titoli sono stati rinviati al ribasso
(per esempio ) è difficile rassegnarsi e rimetterla nel fodero!!
Lasciami almeno ancora la "libidine "di vedere la cedola LORDA s
senza balzelli di detrazioni
( con quelle mi vado a fare una cena con ostriche e champagne !!
alla faccia.....
Ciao Robj
Io mi sono semplificato un pochino la vita portando i titoli (dopo aver trasformato il conto a non residente) in un paese estero terzo rispetto all'Italia e il Portogallo con l'accortezza di liberarmi di qualche titolo (pochi) portoghese. Così facendo, sulle cedole, niente devo sia all'Italia sia al portogallo.
Il trasferimento del c/titoli all'estero, se opportunamente perfezionato, potrebbe rivelare un'ulteriore vantaggio: viene perfezionato a prezzo di mercato e non a prezzo di carico come avverrebbe nel caso di trasferimento titoli su banche italiane per identico nominativo. In sostanza titoli che avevo in carico sotto la parità ora me li trovo in carico (grazie al nuovo prezzo di mercato) sopra la parità.
Comunque io ho immediatamente avuto che fare con il fisco portoghese. Mi è stata contestata nel 2018 un'operazione di vendita del 2017 di un titolo che ha generato una plus e che ho compensato (erroneamente) con un credito d'iva. Operazione lecita ma formalmente mal eseguita.
Mi e' semplicemente arrivata una raccomandata dall'AT con contestuale avviso nella mia area riservata. Ho contattato il fiscalista, abbiamo inoltrato ricorso e contestualmente abbiamo pagato (tramite servizio on-line banca) l'importo della contestazione. Dopo tre mesi e' arrivato la risposta al nostro ricorso. Non sono neanche dovuto passare all'agenzia territoriale dell'At per ritirarlo: e' bastato mandare (senza delega) la nostra padrona di casa. Non mi sembra tutta sta tragedia: non sono neanche dovuto uscire di casa. La mia impressione e' che in portogallo hanno altro a cui pensare rispetto a rompere i marroni agli expat.
Giovanni
Due anni fa, nel 2017 sono andato in Portogallo e poi sono tornato in Italia.
Sono un pensionato ex-Inpdap ed in quanto tale non avente diritto alla detassazione, ma questo non mi interessa.
Il punto è se devo effettuare l'IRS in Portogallo perché c'è molta confusione.
La legge 10 luglio 1982 n.562 per esempio all'art. 19 sub.2 dice che le pensioni sono imponibili soltanto nello Stato che le eroga.
Vorrei sapere da te che mi sembri bene afferrato se sai qualcosa.
Grazie in anticipo.
Antonio
mi dispiace ma la tua domanda é troppo specicifica, non so risponderti
Chiedi a Sbertan, lui é un'esploratore competente ed appassionato di questi problemi, forse saprà risponderti
buona fortuna
Dario
Due anni fa, nel 2017 sono andato in Portogallo e poi sono tornato in Italia.
Mi hanno attribuito un NIF, e fatto il certificato con le stelline.
Sono un pensionato ex-Inpdap ed in quanto tale non avente diritto alla detassazione, ma questo non mi interessa.
Il punto è se devo effettuare l'IRS in Portogallo perché c'è molta confusione.
La legge 10 luglio 1982 n.562 per esempio all'art. 19 sub.2 dice che le pensioni sono imponibili soltanto nello Stato che le eroga.
Vorrei sapere da te che mi sembri bene afferrato se sai qualcosa.
Grazie in anticipo.
Antonio
Flytap ha scritto :Ciao Sbertan, su consiglio del buon Dario, rigiro la domanda speranzoso di risposta:
Due anni fa, nel 2017 sono andato in Portogallo e poi sono tornato in Italia.
Mi hanno attribuito un NIF, e fatto il certificato con le stelline.
Sono un pensionato ex-Inpdap ed in quanto tale non avente diritto alla detassazione, ma questo non mi interessa.
Il punto è se devo effettuare l'IRS in Portogallo perché c'è molta confusione.
La legge 10 luglio 1982 n.562 per esempio all'art. 19 sub.2 dice che le pensioni sono imponibili soltanto nello Stato che le eroga.
Vorrei sapere da te che mi sembri bene afferrato se sai qualcosa.
Grazie in anticipo.
Antonio
ehhehe "beccato" ... vabbè ...
dunque in base alle mie conoscenze direi che:
- serve sapere la data di cancellazione AnPR in ITA e quella di successiva re-iscrizione sempre in AnPR del tuo comune
- in base a questa sarai considerato (o meno) residente fiscale in PT per il 2017 e/o 2018
- non hai chiesto beneficios RNH (non puoi...)
- dovrai COMUNQUE presentare dichiarazione IRS per l'anno di competenza e tramite contabilista indicare i proventi esteri ed il fatto che siano stati già tassati nello stato di erogazione ed invocare il Trattato per evitare doppie imposizioni ... cioè la legge da te citata ... per non pagare nulla o per scontare eventuali differenze in base alla tipologia di reddito (penso ad un portafoglio titoli variegato...)
Parrebbe più che altro una dichiarazione "formale" anche se priva di contenuti impositivi.
Però queste cose dovresti chiederle (io lo farei) dal tuo cassetto fiscale portoghese, cioè dal tuo logon in ATFinancas facendo la domanda ed elencando le tipologie di averi da dichiarare.
Ad abundantiam ti mando anche un msg privato con indirizzo di un consulente affidabile.
Un saluto
Stef
Domani comunque chiamo Roberto che mi ha lasciato il contatto.
Grazie mille.
- in base a questa sarai considerato (o meno) residente fiscale in PT per il 2017 e/o 2018
Flytap ha scritto :Ciao, non ho mai cancellato la residenza in Italia, perché di fatto facevo da spola, andavo e tornavo; non ero neanche iscritto all'Aire.
Beh... lo dici ora ... non essendo iscritto AIRE sei sempre rimasto residente in ITA anche fiscalmente.
Hai obblighi IRS unicamente per (se esistono) redditi prodotti in PT.
E comunque userei sempre il cassetto fiscale in modo preventivo proprio per dimostrare la buona fede ad ATFinancas.
Flytap ha scritto :Effettivamente avevo omesso quel dettaglio. Comunque ti ringrazio, sei molto gentile, ma puoi spiegarmi cos'è il cassetto fiscale e come si accede ? Perdona la mia ignoranza....
come per ag.entrate in ITA, l'amministr. fisc. in PT dà la possibilità di accedere in un'area personale utilizzando il proprio NIF (residenti o meno non cambia) per svolgere molte operazioni direttamente quali ad esempio:
pagare le tasse sugli immobili posseduti
pagare bollo auto
e tanti altri pagamenti
fare RICHIESTA ESENZIONE RNH (quella che facevano avvocati cartaceamente sino al 2016, ora solo on.line)
fare dichiarazione dei redditi IRS
inviare quesiti all' amm. AT Financas
Per fare ciò si deve richiedere la password di accesso che verrà inviata cartacea all'indirizzo legato al NIF , anche in ITA, circa in 7-10 gg.
Ci si registra , si inserisce un cell. +351 (portoghese) ed una qualsiasi mail, validando il tutto.
Una volta fatto ciò si possono inviare mail di domanda di max 500 crt (senza allegati) ricevendo risposta in mail , i tempi di risposta sono variabili.
AT Financas QUI
Portal das Financas
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